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Bolzano, la Corte costituzionale boccia il ricorso statale sull'Irpef

Durnwalder: «Confermato l'Accordo di Milano, una buona premessa per l'incontro con Monti»

La Corte costituzionale ha dato ragione alla Provincia e ha bocciato il Governo che aveva impugnato la Finanziaria provinciale 2011 nel punto in cui la Provincia prevedeva la riduzione dell'addizionale regionale Irpef per le fasce di reddito più basse.
«Il pronunciamento costituzionale conferma l'impianto dell'Accordo di Milano e le agevolazioni per famiglie e ceto medio. Ma è anche un passaggio cruciale in vista delle trattative con il premier Monti», sottolineano il presidente della Provincia Luis Durnwalder e l'assessore Roberto Bizzo.
 
Nel marzo 2011 il Governo Berlusconi aveva impugnato l'articolo della legge finanziaria provinciale che stabiliva l'abbattimento dell'addizionale regionale Irpef per le fasce di reddito più basse.
Roma ravvisava un'invasione di campo nelle competenze statali, ma già allora l'assessore provinciale alle finanze Roberto Bizzo aveva replicato che la Giunta provinciale si era mossa in base all'Accordo di Milano sul finanziamento dell'Autonomia sottoscritto dal presidente Durnwalder e dai ministri Calderoli e Tremonti.
 
L'Accordo prevede che sui tributi il cui gettito erariale sia interamente devoluto alla Provincia, come è il caso dell'addizionale regionale Irpef ma anche tassa automobilistica o Ipt, la Provincia possa prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni, se sono previsti margini di manovra sulle aliquote e sempre senza superare il limite massimo di aliquota previsto dalla normativa statale.
La Corte costituzionale ha ora riconosciuto tale impianto e dato ragione alla Provincia.
«La Consulta ha ribadito la validità dell'Accordo di Milano e ha dato un rango costituzionale al suo contenuto», sottolineano con soddisfazione il presidente Durnwalder e l'assessore Bizzo.
«In questo modo le agevolazioni fiscali volute dalla Giunta per le famiglie e il ceto medio sono salve, oggi come in futuro», continua Durnwalder.
 
Ma il pronunciamento è importante anche in prospettiva: da un lato considerando che la Provincia ha già impugnato la Finanziaria statale nei punti che non rispetta l'Accordo di Milano, dall'altro perchè di questa sentenza della Corte non si potrà non tenere conto nell'incontro con il premier Monti.
La Provincia di Bolzano, ricorda Bizzo, «fa la sua parte nel risanamento del deficit pubblico con un contributo di 500 milioni di euro annui a cui si aggiungono i vincoli richiesti dal patto di stabilità e dalle varie manovre. Chiediamo anche allo Stato lo stesso rispetto degli accordi stipulati.»

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