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Co-manager: presentano il «Registro»

Creato un servizio di sostituzione temporanea per imprenditrici

Come far sì che una donna che gestisce un'attività possa assentarsi per un periodo dal lavoro, per prestare cure familiari, senza compromettere il suo futuro e senza lasciare l'azienda priva di una guida?
Una risposta possibile arriva dal registo delle co-manager, presentato dall’assessore provinciale alle pari opportunità Lia Giovanazzi Beltrami, assieme a Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, a Flavia Angeli, presidente Gruppo Donne Impresa dell’Associazione Artigiani e piccole Imprese del Trentino e a Gloria Bertagna, direttore generale di Confesercenti del Trentino.
 
L’obiettivo è  di costituire e gestire una  lista di nominativi - 9 quelli raccolti finora - di donne in possesso di esperienza e professionalità nella gestione d’impresa, disponibili a sostituire imprenditrici che, per motivi legati alle cure parentali, in genere dopo la nascita di un figlio o per assistere un familiare, abbiano la necessità di essere sostituite, parzialmente o totalmente, per un determinato periodo di tempo.
La maggiore difficoltà nella conduzione di un’attività imprenditoriale da parte delle donne rispetto agli uomini può dipendere, infatti, proprio dalla necessità di diminuire significativamente l’attività lavorativa in alcune fasi della vita, quelle legate alla maternità o all'aggravarsi delle condizioni di un genitore anziano.
 
Poter delegare con fiducia, temporaneamente, la conduzione della propria azienda ad una sostituta qualificata, può evitare di interrompere definitivamente l’attività, permettendo di conciliare tempi di lavoro e tempi di vita.
Allo stesso tempo si creano delle opportunità di lavoro flessibile e professionalizzante a favore di donne, in possesso di determinate caratteristiche, che in qualità di sostitute intendano rientrare nel mondo del lavoro dopo un periodo di assenza.
 
Il Trentino sta facendo da apripista in questa sperimentazione.
E’ importante sottolineare la finanziabilità dell’attività di sostituzione da parte dell’Agenzia del Lavoro, nel caso di mancato finanziamento in base alla normativa nazionale (Legge 8 marzo 2000, n.53).
«A un anno dalla decisione assunta dalla Giunta - ha detto l'assessore Beltrami - abbiamo iniziato a mettere a punto gli strumenti per avviare questo percorso. Offrire un servizio del genere, per un'artigiana, è importantissimo, specie nel caso di una maternità. Ovviamente parliamo di un progetto sperimentale, che deve superare tante resistenze, anche psicologiche. Non c'è qualcosa di già fatto altrove in Italia su cui basarsi. Ma contiamo sul fatto che le difficoltà vengono superate dalla determinazione propria di uno sguardo femminile. Conciliare tempi di lavoro e di vita, peraltro, non è solo un problema di donne. Il benessere della donna è il benessere di  tutta la società.»
 
Luciano Malfer ha parlato invece di «tempi», sottolineando come, in materia di conciliazione vita-lavoro, alcune Regioni abbiano  sviluppato piani per superare la logica per la quale le politiche della conciliazione valgano solo nella fascia del bambino da 0 a 3 anni.
«Le problematiche sono più ampie. Ci sono anche i genitori anziani, ad esempio. Il contesto sociale oggi è profondamente rinnovato, anche a causa dell'invecchiamento della società. Questo porta il Trentino a ragionare, oggi, su una fascia potenziale che va da 0 a 100 anni.»
 
Nella filiera dei servizi da 0 a 3 anni l'offerta di servizi è molto ricca: nidi comunali, aziendali, tagesmutter.
La spesa per la frequentazione del nido può essere finanziata tramite i buoni di conciliazione (negli ultimi anni sono stati ben 700 i voucher staccati).
«E poi c'è la filiera orizzontale - ha detto ancora Malfer - delle famiglie che si organizzano autonomamente. Abbiamo registrato esperienze interessanti di famiglie  che gestiscono ad esempio l'anticipo e il posticipo dell'asilo. Ed ancora: sta crescendo il ruolo dell'Ict, della tecnologia come supporto. Tutto il polo tecnologico sta individuando alcuni filoni di servizi importanti.»
 
Infine il family audit: un sistema di certificazione della qualità dell'impresa sul versante delle politiche di conciliazione.
Si tratta di una linea-guida proveniente dal mondo tedesco, sperimentata attualmente da 56 aziende in Trentino, dall'Autostrada del Brennero al Centro europeo di impresa e innovazione fino a molte cooperative, con modalità diverse a seconda del contesto e delle esigenze.
 
Si va dal telelavoro ad orari più flessibili fino - è il caso della Cassa rurale di Aldeno e Cadine - a misure che interessano non solo le donne ma anche i papà.
Tutto questo nella convinzione che un'azienda che riesce a conciliare tempi di lavoro e di vita è in realtà un'azienda più «sana», che riesce a stare meglio sul mercato.
 
A questo ampio ventaglio di offerte si aggiunge oggi il registro delle co-manager, pensato specificamente per donne d'impresa.
L'augurio è che questa esperienza possa decollare bene e in fretta.

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