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Lunedì i candidati regionali al Senato della Lista Monti

A livello nazionale si profila una obbligata coalizione tra Bersani e Monti, che si spartiranno Quirinale e Palazzo Chigi

Stamattina la notizia che erano stati pubblicati sul sito Agenda Monti aveva fatto accorrere gli interessati per vedere quali fossero i candidati finali per i collegi senatoriali del Trentino Alto Adige, scoprendo però che la nostra regione è una delle poche che non ha ancora raggiunto un accordo.
Chi volesse leggere i nominativi in corsa nel nostro Paese può scorrere la lista cliccando il suo sito, ma a nostro parere di interessante (o meglio, di singolare) c’è solo il fatto che Casini corre per cinque collegi contemporaneamente.
 
Per quanto ci riguarda invece, per Trentino e Alto Adige la definizione dei nominativi da far correre per Palazzo Madama è piuttosto laborioso.
Va tenuto presente infatti che, per quanto corrano in formazioni separate e tra loro concorrenti, a decidere si trovano partiti che hanno un accordo di governo nelle Amministrazioni provinciali locali, solido e funzionale. In politica tutto è possibile e difatti stiamo assistendo all’ossimoro di concorrenti che si danno una mano tra loro.
 
Mentre per Lega e PDL i giochi sono abbastanza scontati e logici, per i sostenitori di Monti e di Bersani si sta discutendo sul chi, come e perché.
Tolti coloro che sono già stati accasati (come Palermo), tutto il resto è frutto di trattative. Non proprio secondo il manuale Cencelli, ma quasi.
Se il principio è dividi et impera, la chiosa è unisciti che vinci. Litigare tra PD, SVP, PATT, UDC, FLI e Lista Monti significherebbe quasi certamente favorire Lega o PDL.
 
Ecco dunque perché assistiamo a progetti di accordo trasversali volti a non disperdere i voti, ma soprattutto ecco perché i tempi si protraggono più del previsto. La logica di scelta non è matematica, ma fatta di relazioni, di simpatie, affidabilità, convenienza, debito, riconoscenza, credibilità, merito, consenso, patrimonio storico e quant’altro.
Insomma tante variabili che gli emissari dei partiti (se non i leader stessi) stanno mettendo sul tavolo per far quadrare i conti prima di siglare gli accordi.
Visto che i tempi comunque stringono, è assai probabile che entro la giornata di lunedì 14 anche Trentino e Alto Adige esprimano i nominativi definitivi.
 
Tutto questo però porta a un ragionamento da estendere sul piano nazionale.
A guardare lo scenario nazionale, tutto dice che l’indomani delle elezioni le forze in parlamento saranno tre. Da una parte il centrodestra, dall’altra il centrosinistra e in mezzo, guarda caso, il centro.
Verosimilmente, nessuna di queste tre formazioni potrà ottenere abbastanza voti da assumere il comando del Paese. Sì, ci sarà una forza che ha più voti di altri, ma nessuna raggiungerà la maggioranza.
 
Il che porta all’analisi di quanto sta accadendo in Trentino per scegliere i candidati al senato.
Detto in poche parole, è assai probabile che il prossimo governo sia formato da una coalizione di centrosinistra, frutto di un inevitabile accordo tra Monti e Bersani, proprio perché nessuna di queste due coalizioni è intenzionata a legarsi con Berlusconi.
Quindi chi farà il Presidente del Consiglio? 
Beh, c'è di mezzo un'altra scadenza, quella del Presidente della Repubblica. Quindi, di logica, uno dei due dovrebbe andare al Quirinale e l’altro a Palazzo Chigi. 
C’è qualcuno che vuol fare ipotesi di nome?

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