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Nostra intervista a Mario Monti sul futuro delle autonomie speciali

«Nell’emergenza abbiamo dovuto assumere decisioni drammatiche: sappiamo di aver chiesto molto anche alle vostre due Provincie Autonome»

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Oggi è stato a Trento il Presidente del Consiglio Mario Monti, a sostenere la candidatura di Lorenzo Dellai e la sua lista. L’incontro, intitolato «Incontro sul tema delle Terre Alte», prevedeva intervento di esponenti delle parti montane delle regioni delle Alpi che candidano nella lista del Presidente.
Ognuno di loro, peraltro, lo ha appoggiato presentando istanze legittime a favore dei propri territori. Insomma più che un’enunciazione di programmi è sembrato un elenco di cose che il prossimo governo dovrà fare.
Dunque, sembra che anche Silvano Martini (Veneto), Cristiana Gallizia (Friuli Venezia Giulia), Gabriele Rivadossi (Lombardia), Gianni Arolfo (Piemonte) e Michele Anesi (Ladini di Fassa), abbiano candidato con Mario Monti per trascinarlo dalla propria parte.
Il che dimostra che la loro stima nei confronti del Professore è alta, ma che la politica dovrà prendere il sopravvento sul tecnicismo.
 
Monti ha fatto due interventi. Il primo è stato pronunciato alla gente presente in auditorium (vedi), il secondo il conferenza stampa (vedi). Consigliamo di leggerli.
In buona sostanza, nei suoi interventi ha detto che le regioni alpine hanno diritto a un trattamento speciale, «per motivi di par condicio». Il che esprime un sostanziale parere positivo nei confronti delle Autonomie.
Detta così, sembra tuttavia che il Presidente abbia parlato più alla nazione che a noi, quasi per giustificare perché le difenderà. Quindi lo abbiamo avvicinato per chiedere personalmente a Mario Monti di essere più preciso.
 

 
Signor presidente, non è sembrato che nei dodici mesi trascorsi il suo governo abbia avuto a cuore le nostre Autonomie…
«Certamente, in questi tredici mesi di governo di emergenza abbiamo dovuto assumere decisioni drammatiche. Abbiamo dovuto adottare in tempo reale decisioni molto dure, che sappiamo bene quanto hanno interessato famiglie, imprese ed enti locali, comprese le vostre due Provincie Autonome.
«Abbiamo utilizzato gli strumenti che avevamo a disposizione per evitare il peggio, vale a dire il cedimento del sistema nazionale, cosa che avrebbe compromesso il futuro di tutte le famiglie, delle imprese, di tutte le comunità locali anche di quelle più autonome come le vostre.
«Ma ora guardiamo all'autonomia di Trento e Bolzano con attenzione, in particolare per quanto riguarda l’ambito dell'innovazione istituzionale e sociale.»
 
Come possiamo dire alla gente che può credere alle sue parole?
«So che nel dibattito locale da qualche parte politica vengo additato come nemico dell'Autonomia speciale e che intorno a questo assunto si gioca anche una polemica contro la nostra lista. Sono qui anche per dire che si tratta di una polemica senza senso. Adesso avete una garanzia che si chiama Lorenzo Dellai…»
 
Pensa che sia esportabile l’esperienza delle nostre Autonomie?
«Beh, – sorride come per dire adesso non esageriamo. – Su questo direi che bisogna pensarci un po’… Direi che bisogna parlare piuttosto di Autonomie responsabili, come ama dire Dellai.»
 
In conferenza stampa, Mario Monti ha anche ricordato due personalità trentine.
La prima, come prevedibile, era Alcide De Gasperi. La seconda personalità è quella di Beniamino Andreatta.
«Penso anche a un'altra grande figura di trentino che ho conosciuto personalmente: Beniamino Andreatta, insigne economista e politico, il cui rigore morale è mancato molto durante gli anni della dissennatezza finanziaria che il Paese ha attraversato.»
 

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