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Nicoletti: «Verso una maggioranza che raccolga i moderati del centro e della sinistra»

Alla conferenza conclusiva hanno parlato anche Pietracci («Una vittoria piena, per evitare comici e fattucchiere») e Arisi («Siano rispettate le alleanze nazionali»)

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Stamattina, alla sede provinciale del Partito Democratico, c’è stata la conferenza stampa di fine campagna elettorale.
Presenti Michele Nicoletti (segretario PD), Alessandro Pietracci (partito socialista) ed Emilio Arisi (Sinistra Ecologia Libertà).

Nicoletti ha parlato in maniera corretta e ponderata, preferendo citare con modestia dichiarazioni di persone più titolate di lui e appellandosi ai principi di lealtà che non sempre sono onorati in politica.
«Siamo di fronte a un passaggio storico – ha detto, dimostrando una certa fiducia sull’andamento della campagna. – Le precedenti esperienze di governo del partito ci hanno insegnato a evitare gli errori e a occuparci del nostro Paese in funziona locale ed Europea.»
Poiché anche parlando dell’autonomia del Trentino ha preferito citare un illustre parlamentare del suo partito [Bressa - vedi nostro servizio dedicato], gli abbiamo chiesto di conoscere la sua posizione nei confronti dell’Autonomia.

«Abbiamo preso atto degli attacchi sconsiderati all’autonomia, – ha risposto, riferendosi a coloro che dell’abolizione dei privilegi hanno fatto un cavallo di battaglia populistico all’inverso. – La proposta di Monti di mettere mano all’Articolo Quinto della Costituzione [quello che istituisce e regola Regioni e Province nella Repubblica Italiana – NdR] non è corretta e non sosterremo il suo Disegno di legge. Certo c’è bisogno di affinare l’attuale statuto, magari con una commissione appositamente istituita. Ci sono altre competenze che le province autonome di Trento e di Bolzano possono assumersi, ma soprattutto va data una regola alla gestione delle fonti di energia.»
Apprezziamo la volontà di affidare a una commissione quello che potrebbe divenire il Terzo Statuto (termine che a Nicoletti non piace), perché la storica Commissione dei 19 fu un capolavoro di tolleranza, di volontà di trovare una soluzione, di totale assenza di istanze egoistiche, etniche ed economiche.
Il tentativo maldestro di Monti di mettere mano al DDL cozzava contro quei 10 anni di lavoro dei 19.

Alessandro Pietracci ha dichiarato che «soltanto una vittoria piena potrà consolidare il Centrosinistra».
Nel suo intervento ha parlato di «compagni», precisando che non è stato un lapsus freudiano.
Gli abbiamo opposto la situazione per cui nessun partito avrà da solo la maggioranza assoluta, neanche con il premio di maggioranza, per cui con qualcuno il PD dovrà pure allearsi.
«Una vittoria piena ci consentirà di assumere alleanze senza scendere troppo in compromessi che potrebbero sviare dalla politica del centro Sinistra.
«Il nostro obbiettivo immediato – ha concluso – è quello di evitare alleanze con comici e fattucchiere
Per quanto riguarda la preziosa autonomia del Trentino, Pietracci ha dichiarato che la Regione Trentino Alto Adige non ha senso di esistere.
«Così com’è – ha commentato, – dà fastidio alla gente, che la vive come un ente inutile e costoso.»

Emilio Arisi, ginecologo con passione per la politica di Sinistra Ecologia e Libertà, ha rappresentato un po’ la parte più oltranzista della formazione politica.
«Noi ci batteremo – ha precisato con fermezza – affinché gli accordi nazionali [l’alleanza con Vendola – NdR] vengano rispettati fino in fondo.»
Ha apprezzato la comunità di intenti con i Verdi dell’Alto Adige e non ha nascosto la sua diffidenza sull’accordo sottoscritto per la costituzione del «triciclo» per il Senato che e ha voluto così spartire i tre collegi senatoriali in tre candidati che non apprezza molto.
Il suo riferimento era chiaramente rivolto a Vittorio Fravezzi, antagonista in Vallagarina del PDL e Valle dei Laghi Giorgio Leonardi.
Inevitabile la nostra obiezione.
Sta dicendo che avrebbe preferito un candidato perdente piuttosto che affidarsi a un personaggio non gradito?
Nella sua risposta ha fatto capire che la pensava così. Ma la risposta ufficiale è stata questa.
«Come diceva Montanelli – ha concluso – lo voteremo turandoci il naso.»

A questo punto Nicoletti non è intervenuto, dimostrando di essere un politico di razza: il punto era stato chiarito e non intendeva tornare sull’argomento.
Pietracci invece ha tenuto a precisare che comunque sia è meglio che non vinca il PDL.
«Non voglio essere querelato anch’io – ha detto sornione – per cui citerò Cervantes: Fravezzi va certamente meglio di quel Tristo Figuro…»

GdM

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