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Governo: Napolitano passa il testimone al proprio successore

«Con le relazioni dei due Gruppi di lavoro trasmetto un testimone concreto e significativo»

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«Mi si lasci innanzitutto ringraziare grandemente le personalità politiche e istituzionali che hanno accettato di far parte dei due gruppi di lavoro da me chiamati il 30 marzo a mettere a fuoco temi di estrema attualità e importanza in campo istituzionale e in campo economico-sociale ed europeo.»
Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento alla riunione per la consegna delle relazioni conclusive dei Gruppi di lavoro in materia economico-sociale ed europea e sui temi istituzionali.
«Vi ringrazio – ha aggiunto il Capo dello Stato, rivolgendosi alle personalità che ne hanno fatto parte – per la pronta disponibilità, e per l'impegno intenso e disinteressato con cui avete assolto il mandato ricevuto in un tempo così ristretto.
«Nelle premesse alle due relazioni si richiama con assoluta correttezza il senso e il limite del compito da assolvere, con la giusta attenzione a non interferire né con l'attività del Parlamento né con le decisioni che spettano alle forze politiche.
«Una selezione delle questioni di maggior rilievo da affrontare nell'uno e nell'altro campo, un elenco ragionato di possibili linee di azione, lasciando alle forze politiche l'apprezzamento dei margini di convergenza e di divergenza su proposte da considerare ai fini di un impegno di governo.»
 
Il Capo dello Stato ha quindi annunciato che «le relazioni che mi sono state presentate questa mattina faranno parte delle mie consegne al nuovo Presidente della Repubblica, oltre che essere oggetto, in questi giorni, della mia personale, ulteriore riflessione».
«Esse saranno rese subito disponibili sul sito del Quirinale – ha precisato il Presidente – e potranno essere dunque valutate obbiettivamente da tutti. Mi auguro che al di là di dubbi e riserve che hanno accompagnato lo stesso annuncio della istituzione dei due gruppi, si riconosca la serietà del lavoro compiuto, pur nella piena libertà, com'è ovvio, di giudizio critico da parte di chiunque.»
 
«Insieme con la serietà dell'impegno esplicato dai componenti dei due gruppi, la cui esperienza (anche in posizioni di vertice) in prestigiose istituzioni indipendenti e in Parlamento, costituivano già in partenza un'indubbia garanzia, vorrei mettere in rilievo – ha affermato il Presidente Napolitano – la prova di attitudine al dialogo, al confronto, alla condivisione che ci è stata fornita.
«Sono state largamente espresse posizioni comuni a conclusione del lavoro, pur non trascurando diversità di opinione rimaste tali su taluni punti. Un metodo e un clima, insomma, che ci incoraggiano nell'auspicio di analoghi sforzi di buona volontà e d'intesa anche nei luoghi della politica e nelle assemblee rappresentative.»
 
Il Capo dello Stato ha sottolineato che «l'iniziativa di istituire questi gruppi di lavoro, il mandato ad essi affidato, le relazioni che ne sono scaturite, rappresentano il contributo conclusivo - alla vigilia del compimento del mio mandato e della scelta del nuovo Presidente - che sono stato in grado di dare alla soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio».
«Le due relazioni valgono a porre più che mai al centro dell'attenzione delle forze politiche i problemi essenziali cui sono legati il soddisfacimento delle attese e dei bisogni più urgenti dei cittadini e del paese e lo sviluppo futuro dell'Italia, della società e della democrazia italiana. E sviluppo futuro significa prospettiva per un'intera giovane generazione, oggi fortemente inquieta.
«Una seria considerazione - anche con l'ausilio delle analisi e delle indicazioni fornite dai due gruppi di lavoro - dei problemi da affrontare, delle situazioni critiche da superare, delle potenzialità da cogliere e mettere a frutto, può stimolare la ricerca di convergenze tra le forze politiche, può favorire un clima costruttivo nel nuovo Parlamento, suggerire forme praticabili - nel quadro segnato dai risultati elettorali - di condivisione delle responsabilità di governo e dei percorsi di riforma necessari. Quel che trasmetto è dunque, credo, un testimone concreto e significativo.»
 
Il Presidente Napolitano ha quindi rilevato che «dai due cicli di consultazioni da me tenuti - senza perdere nemmeno un giorno dopo l'insediamento delle nuove Camere - tra il 20 e il 30 marzo, è risultato chiaramente che solo da scelte di collaborazione che spetta alle forze politiche compiere, segnandone i termini e i confini, può scaturire la formazione del nuovo governo di cui il paese ha urgente bisogno.
«Tale soluzione non poteva dunque nascere per impulso del Presidente della Repubblica uscente ripercorrendo un sentiero analogo a quello battuto con successo nel novembre del 2011. La parola e le decisioni toccano alle forze politiche, e starà al mio successore trarne le conclusioni.»
 
Insomma, Napolitano non ha voluto prendere iniziative forti come quelle che impose il presidente Monti alla presidenza del Consiglio nel 2011.
Tuttavia ha auspicato che il metodo da lui adottato vada ad ispirare le forze parlamentari, che - secondo lui- dovranno vedersela con il suo successore.
Speriamo non sia stato tempo perso.

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