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Elezioni provinciali: Rossi e Schelfi scendono in campo

«Per uscire da un circolo vizioso fatto di pessimismo e frustrazione c'è bisogno di un cambiamento radicale»

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Indecisione, rabbia e sconforto appesantiscono ormai da tempo il clima del Paese; a questi si aggiunge ora anche la frammentazione politica.
Sentimenti da cui il Trentino non è immune e che accompagneranno i cittadini alle prossime elezioni provinciali.
Per uscire da un circolo vizioso fatto di pessimismo e frustrazione c'è bisogno di un cambiamento radicale: per questo la cooperazione sociale ha presentato oggi la propria proposta politica e culturale.
Lo ha fatto stamane in un incontro pubblico - che ha preceduto l'assemblea dei soci - cui hanno partecipato anche Diego Schelfi, presidente di Cooperazione Trentina, Ugo Rossi, Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie e Gianluca Salvatori, amministratore delegato di Euricse, partner di Con.Solida. nella Ricerca & Sviluppo.
  
 La proposta politica 
«La reazione alla crisi che stiamo vivendo - ha affermato oggi Mariano Failoni, presidente di Con.Solida - è la rabbia. Una rabbia che fa tabula rasa di ciò che è stato e di ciò che è a prescindere da tutto. Una rabbia comprensibile che diventa però solo aggressione e annientamento del vecchio, senza gettare le basi del nuovo. Occorre ripartire dai doveri, in una società dove molti hanno travisato il concetto di diritti. 
«Occorre recuperare la forza della mitezza che ha sempre caratterizzato la nostra gente, lasciarsi ispirare dagli uomini miti della nostra terra, come De Gasperi e don Guetti, che hanno fatto della mitezza strumento per realizzare vere e proprie rivoluzioni sociali, economiche e politiche, produttrici di benessere e di valori come democrazia e solidarietà. La loro storia ci dimostra come sia possibile cambiare, costruire un mondo migliore scardinando ciò che genera povertà ed esclusione.»
 
Mitezza, quindi, come potenza che consiste nel lasciare essere l'altro quello che è, da non confondere con debolezza o remissività.
Mitezza come perseveranza di fronte ad una società e ad una politica che alimentano la violenza, creando divisioni, esclusioni, sopraffazione e paura.
Mitezza come costanza nel percorrere la strada intrapresa, senza desistere di fronte alle difficoltà, senza cedere alla premura di avere risultati immediati che a lungo termine si rivelano fugaci e illusori.
 
«Dobbiamo lasciarci contaminare - ha affermato Diego Schelfi, presidente della Federazione trentina delle cooperative - perchè è con la contaminazione, con il dibattito che possiamo crescere. Ho sempre riconosciuto Con.Solida. e il movimento della cooperazione sociale come il settore dov'è più forte la spinta innovativa; per questo oggi riconfermo il sostegno della Federazione alle idee che nasceranno da questo ambito.»
 
La cooperazione sociale deve e vuole riassumere una funzione culturale e politica per contribuire alla costruzione di nuova cittadinanza e alla ricerca di decisori politici all'altezza dei territori.
Il ben-essere sociale, infatti, non è frutto solamente delle politiche e delle azioni messe in campo nell'ambito del welfare; il sociale, al contrario, nella sua dimensione politica e imprenditoriale deve contribuire all'assunzione di tutte le decisioni che impattano sulla vita delle persone e delle comunità: dalle abitazioni all'energia, dalla cultura all'ambiente, dall'educazione al lavoro.
 
Un concetto, quello del welfare, su cui si è soffermato anche l'Assessore Ugo Rossi che ha sottolineato l'importanza della trasversalità del sociale da concepire non come spesa ma come investimento che genera reddito.
«La prima responsabilità che noi tutti dobbiamo assumerci - ha inoltre aggiunto l'Assessore - è quella di riconoscere la differenza fra l'oggi e gli anni ricchi di ieri, senza tuttavia smettere di guardare a quello che potremmo essere domani. Ognuno di noi deve portare avanti la propria sfida - pur in una visione coesa e d'insieme - di rispondere ai bisogni dei cittadini con impegno e responsabilità. Solo così si potrà alleggerire il clima di crisi che ci circonda.»
 
«All'interno dell'autunno culturale della cooperazione sociale che inizierà a settembre - ha continuato Mariano Failoni - chiameremo i candidati alle prossime elezioni a pronunciarsi su quelli che riteniamo i pilastri fondanti su cui edificare una nuova società equa, solidale e coesa. Non vogliamo proclami, ma visioni e comportamenti individuali, prima ancora che collettivi, visioni coerenti che abbiano la felicità dell'altro al loro centro.»
 
 Il Piano di Sviluppo
Questa funzione politico-culturale che la cooperazione sociale ha oggi dichiarato di voler assumere, non la esime però dall'impegno sul piano dell'innovazione e dell'erogazione dei servizi.
Secondo Gianluca Salvatori - amministratore delegato di Euricse che ha proposto un excursus approfondito sull'innovazione e la sua evoluzione negli ultimi anni - il modello cooperativo è il più adatto ad innovare, ma deve riuscire ad essere più «rapido»: «innovazione significa idee applicate al successo - ha affermato Salvatori - ma per farla non basta la genialità, dev'esserci alla base una struttura organizzativa solida.»
 
Il Piano di Sviluppo 2013-2014 che si sta discutendo in questo momento in assemblea, prevede, infatti, una riorganizzazione anche attraverso la costituzione di società specializzate che permettano a Con.Solida. di dare maggior slancio imprenditoriale ad iniziative fondamentali per la comunità come i servizi al lavoro e la cultura, ma anche di ricentrare lo stesso consorzio sulle funzioni fondamentali della rappresentanza, dello sviluppo e dei servizi alle associate.
Per rispondere ai bisogni della gente - rilevati nei laboratori di innovazione che Con.Solida. ha realizzato insieme alle cooperative negli ultimi due anni - sono già in previsione progetti concreti che verteranno su temi come la sanità leggera, il Dopo di noi e l'integrazione socio-sanitaria a domicilio; nuovi mercati - come quello del riuso di beni e prodotti - per l'inserimento lavorativo di persone deboli e la conciliazione lavoro / famiglia.
 
Le risorse necessarie per fare ricerca e sviluppo arriveranno dalle cooperative: «chiederemo alle nostre associate - ha affermato il Presidente - di destinare una parte aggiuntiva delle quote associative per costruire il Conto Sviluppo finalizzato all'innovazione dei nostri servizi. Chiederemo inoltre di partecipare all'aumento di capitale come leva per il Fondo Partecipativo. Un investimento possibile dato che, come emerso dall'assemblea, il sistema è cresciuto del 5% raggiungendo un fatturato complessivo di 130 milioni di euro, un patrimonio netto pari a 38 milioni e un utile superiore a 2 milioni.»

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fernando 29/07/2013
parlare di welfare è cosa opportuna, basta sapere di cosa si parla quando ci si rifà a concetti antichi come quelli espressi da Pareto e Pigou, vanno certamente visti in un'ottica moderna, ma diversa, e comunque ad ogni spesa abbinare gli effetti attesi e quelli esterni eliminati, non sarebbe male
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