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Solo il Senato potrà decidere sulla ineleggibilità di Berlusconi

Quindi verrà privato dello status di senatore, anche se la maggior parte dei giuristi è dubbiosa sull’applicazione della norma

Premesso che ormai solo il Senato potrà decidere sull’ineleggibilità di Berlusconi, i giuristi sono divisi sulla norma che prevede la pena accessoria legata a certi tipi di reato.
Al di là degli aspetti politici, i cui orientamenti sono palesi per chi tiene per Berlusconi e chi lo vuole abbattere, l’argomento è estremamente delicato e controverso.
Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, la norma è incostituzionale e potrebbe costare addirittura un pesante richiamo all’Italia.
Ma secondo i giuristi, la discussione investe due aspetti.
 
Il primo riguarda la retroattività. Se la sanzione è penale, non può essere retroattiva. Questo è uno dei principi fondamentali del diritto: chi commette un reato deve sempre sapere a cosa va incontro. Se non può essere retroattiva non può essere condannato all’ineleggibilità.
Il secondo riguarda la natura del provvedimento, nel senso che se la sanzione è amministrativa riguarda solo il presente. Se chi è stato condannato per un certo tipo di reato non può candidare, non c’entra con la retroattività ma con lo status attuale di Berlusconi: se è stato condannato, non può candidare e basta.
 
Il punto dunque sta nel busillis di fondo inserito nella sentenza che condanna Berlusconi, perché ne fa una condanna penale. Se non fosse stata inserita nel dispositivo della sentenza, la sanzione sarebbe stata automatica.
Il fatto che la Cassazione rinvii a un nuovo giudizio la decisione di rivedere il conteggio degli anni di ineleggibilità da comminare a Silvio Berlusconi, potrebbe comportare la cancellazione della condanna accessoria, dando così via libera alla sanzione amministrativa.
 
La faccenda è più complessa di quanto abbiamo cercato noi di spiegarla, ma in sostanza i problemi sono quelli di cui sopra.
Con il dovere di ricordare nuovamente che, comunque siano i pareri dei giuristi, dei costituzionalisti e delle corti europee, sarà solo il Senato a decidere la sorte di Berlusconi.
Il che, conti alla mano, porta alla consapevolezza che il leader del PDL verrà privato dello status di senatore.

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