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Il sen. Fravezzi: «Per uscire dalla crisi serve stabilità politica»

E aggiunge: «Continuare il lavoro avviato per coniugare sviluppo e coesione sociale»

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«Stabilità, certezza, dialogo, collaborazione tra tutte le forze politiche sono gli ingredienti necessari per superare questa fase recessiva. Tralasciarne anche uno solo significherebbe mettere in ginocchio definitivamente il nostro Paese che si merita invece il nostro massimo impegno.»
Lo dichiara il senatore trentino Vittorio Fravezzi, Vicepresidente del gruppo Per le Autonomie al Senato e membro della commissione Bilancio, intervenuto oggi in dichiarazione di voto sui disegni di legge di Rendiconto 2012 e Assestamento 2013.
Annunciando il voto favorevole del gruppo ai due provvedimenti, Fravezzi ha sottolineato che le ripetute minacce di crisi avanzate in queste settimane in relazione a fatti che «nulla hanno a che vedere con l'operato del Governo, producono effetti negativi, offrono un quadro di instabilità politica e di incertezza che si riflettono sul mercato internazionale con danni per la credibilità e l'affidabilità del nostro Paese che sta tentando con tutte le sue forze di risollevarsi».

Entrando nel merito dei provvedimenti in esame, il senatore ha sottolineato che il quadro emerso dall'esame del rendiconto generale dello Stato dell'esercizio 2012 e dall'assestamento 2013, fotografa ancora una situazione di crisi con molte ombre ma anche qualche luce.
«l Paese – ha dichiarato – a causa dei problemi strutturali ormai atavici, fa ancora fatica ad invertire la rotta.»
Preoccupante secondo il senatore trentino è soprattutto la pressione fiscale che si attesta al 44% ed è quasi tre punti superiore alla media degli altri Paesi della zona euro.
Secondo Fravezzi, occorre al più presto un intervento mirato per revisionare il sistema fiscale, al fine di riequilibrare la tassazione tra lavoro, produzione e la rendita (meno oneri sul lavoro, più sulla rendita) ed alleggerire il peso sul lavoro, sull'impresa e sulle famiglie.

Riguardo all'operato del Governo e del Parlamento, il senatore reputa che la strada fino ad ora percorsa sia quella giusta.
«Sono stati varati una serie di importanti provvedimenti come ad esempio il decreto sblocca-debiti della PA o il decreto del fare i cui effetti benefici non si vedono nell'immediato, bensì si espleteranno in pieno in un prossimo futuro.
«Interrompere ora questo lavoro sarebbe una vera mancanza di responsabilità per le sorti del nostro Paese.»

Fravezzi ha dunque indicato quei settori ed interventi che secondo il gruppo Per le Autonomie meritano ora attenzione prioritaria da parte del Governo e del Parlamento.
«Dobbiamo insistere sulla riqualificazione della spesa pubblica. La lotta agli sprechi e alle inefficienze deve, tuttavia, essere fatta con criterio, attraverso interventi selettivi e non con tagli lineari che colpiscono indifferentemente tutti i settori della nostra vita economica e sociale, con danni anche irreparabili.
«Puntiamo poi sulle dismissioni del patrimonio disponibile, quello che non è più funzionale all'efficienza dello Stato, per abbattere il nostro debito pubblico. Coinvolgendo in questa operazione gli enti locali.
«Utilizziamo inoltre con intelligenza i Fondi Europei. Finora l'Italia ha speso poco più del 40% dei fondi disponibili. Ce ne rimangono circa il 60%: destiniamoli a coprire i costi di quelle riforme strutturali tanto auspicate.» 

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