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Entro metà novembre il Trentino avrà la nuova Giunta provinciale

Bolzano impiegherà un po’ di più, per cui la presidenza della Ragione resterà a lungo nelle mani di Alberto Pacher

Diamo un po’ di tempi alle tappe della nuova legislatura provinciale.
Come si sa, il 27 ottobre si è votato insieme all’Alto Adige, in quanto per legge i cittadini delle due province autonome devono votare lo stesso giorno. Il Consiglio della Regione autonoma del Trentino Alto Adige, infatti, è costituito dall’insieme dei consigli provinciali di Trento e di Bolzano.
I trentini eleggono direttamente il proprio governatore (per le province si direbbe Presidente, ma il Trentino e l’Alto Adige sono equiparare a due regioni), mentre gli altoatesini eleggono i consiglieri, i quali a loro volta esprimeranno il presidente e incaricato a formare la giunta.
 
Per la Provincia autonoma di Trento dunque i tempi sono più snelli, dato che le forze politiche non devono consultarsi per decidere a chi dare l’incarico. Il Presidente c’è già, è Ugo Rossi.
Il quale però diventerà presidente solo dopo che la Commissione dei Saggi lo avrà proclamato tale.
La Commissione è formata da tre persone, un avvocato, un magistrato e un professore della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Trento.
Tali nomi, espressi dai rispettivi Organi istituzionali, sono l’avvocato Elisabetta Valentini, il giudice del TAR (in quiescenza) Stelio Iuni e la professoressa Stefania Bruni.
 
La Commissione dovrà svolgere le verifiche generali (e, se del caso, particolari) sullo svolgimento delle elezioni, in modo da controllare che il tutto si sia svolto secondo i dettami della legge elettorale.
Se ha dubbi può controllare anche scheda per scheda. Tuttavia le attenzioni si concentrano sulla «nullità» delle schede e, se vi fossero dei dati incongruenti, anche altre situazioni.
In tutti i casi, sulla base dell’esperienza passata, la Commissione dovrebbe chiudere i propri lavori entro due settimane dalle elezioni.
Insomma, a metà novembre i tre «saggi» dovrebbero poter proclamare il Presidente.
 
A quel punto la Provincia autonoma ha un Presidente eletto, il quale ha tutte le deleghe a lui conferite dallo Statuto. Starà a lui decidere quali affidare agli assessori, che sceglierà lui.
La Giunta potrà essere formata da non più di sette membri, compreso il presidente. Un assessore potrà essere scelto tra i non eletti in Consiglio. La scorsa legislatura l’assessore laico era Lia Giovanazzi Beltrami.
Il Consiglio Provinciale convocato dalla Commissione si riunirà nella propria sede e presterà giuramento. Il presidente pro tempore sarà il Consigliere più anziano.
Assessori e consiglieri uscenti resteranno dunque in carica fino alla proclamazione del nuovo Consiglio.
 
Per la Regione autonoma del Trentino Alto Adige, le cose cambiano un po’.
Come si sa, infatti, la presidenza della regione spetta per i primi due anni e mezzo alla Provincia autonoma di Bolzano e per la seconda metà della legislatura al Presidente della Provincia autonoma di Trento.
In questo momento dunque il presidente della Regione è Alberto Pacher, il quale resterà tale finché Bolzano non eleggerà il presidente della Giunta Provinciale.
Non si sa quanto tempo passerà, perché come detto Bolzano ha un meccanismo più negoziale.
Nel frattempo continueremo ad avere dunque Pacher al vertice della Prima istituzione della nostra regione.

GdM

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