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Il passaggio delle consegne da Alberto Pacher a Ugo Rossi

Oggi il saluto del presidente uscente ai dirigenti e alla sua Giunta: «Mi sono sempre sentito parte di una squadra»

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«Grazie al colleghi della Giunta, alla dirigenza provinciale, a tutti i dipendenti, per gli anni trascorsi assieme. Non sarebbero stati così importanti se questo non fosse stato un luogo non solo di lavoro, ma dove abbiamo condiviso passioni, impegno, inquietudini, anche. Mi sono sempre sentito dentro una squadra. Grazie a tutti voi, miei cari amici.»
Con queste parole il presidente Alberto Pacher si è accomiatato stamani dai colleghi della Giunta uscente e dal personale dirigenziale della Provincia, porgendo al tempo stesso a chi si accinge a prendere su di sé l'impegno di guidare il Trentino - la proclamazione ufficiale degli eletti all'ultima tornata elettorale avverrà domani - i migliori auguri di buon lavoro.
 
Pacher ha anche consegnato una targa al direttore generale della Provincia Ivano Dalmonego, ringraziandolo per il suo operato.
Stamani si è tenuta in piazza Dante l'ultima seduta della Giunta uscente.
 
Domani mattina è attesa la proclamazione ufficiale degli eletti.
Sempre stamani, il saluto del presidente uscente Alberto Pacher ai colleghi di Giunta e allo staff dirigenziale della Provincia, a quasi un anno dall'analogo saluto del presidente Lorenzo Dellai, che iniziava il percorso che lo ha portato ad essere attualmente capogruppo alla Camera dei deputati.
 
«Un anno fa - ha ricordato Pacher - si apriva questa fase particolare per la vita della Giunta, nel segno della continuità con le scelte precedenti, ma anche con qualche emozione generata da questa «nuova partenza». Devo dire che nella sintonia e nella capacità di intesa sviluppate con tutta la struttura, con i servizi, i dirigenti, il personale, la realtà ha superato quasi le aspettative. Mi sono sempre personalmente sentito all'interno di un sistema in cui le competenze, il senso di responsabilità diffuso, le capacità, il sentimento  di appartenenza ad un compito prima ancora che ad un organo sono talmente forti da facilitare il lavoro. E ciò nonostante siano stati mesi molti intensi, pieni di sfide. 
 
«Ho avuto la riprova che il sistema è sano - ha proseguito Pacher, - che i suoi principi guida gli consentono di muoversi con grande sicurezza e autorevolezza. E credo che questa alla fine sia una percezione diffusa nella comunità. Non lo dicono solo i sondaggi, si tratta proprio di un sentire diffuso, che percepiamo tutti i giorni, nonostante la tendenza, a volte, ad essere critici nei confronti dell'operato della pubblica amministrazione. La gente in realtà apprezza la qualità dei servizi, il rapporto con il sistema pubblico. Nel nostro territorio gli elementi portanti della coesione sociale tengono, ci sono. E questi dipendono dal fatto che ogni persona si riconosce nella sua comunità. Se non ci fosse questo senso di appartenenza potremmo avere tutte le infrastrutture possibili, il sistema non reggerebbe.»
 
«Voi dirigenti - ha detto ancora Pacher, rivolgendosi ai presenti - siete i manutentori di questa autonomia diffusa, portate su di voi una grande responsabilità. Questi che concludo oggi sono stati 20 anni di intenso impegno amministrativo. Ho imparato io per primo ad apprezzare la qualità del nostro sistema pubblico, la voglia di fare, anche la capacità di rinnovarsi. Per vostro tramite vorrei che il mio ringraziamento e la mia emozione arrivassero a tutti i dipendenti delle amministrazioni che in questi anni ho servito.»
 
In chiusura del suo saluto, Pacher ha rivolto due ringraziamenti particolari.
Il primo a Ivano Dalmonego, che sta terminando il suo mandato di direttore generale.
«In questi anni ha svolto un ruolo di alto livello, dal quale tutti noi abbiamo beneficiato, diventando un punto di riferimento anche al di fuori dei nostri confini. Dalmonego rappresenta la serietà e la competenza dei trentini. L'ho sempre sentito dire anche a livello romano: quando venite qui, sappiamo che si ragiona sempre nel merito delle cose, che c'è nei trentini un portato di competenza, di capacità di lavorare sull'obbiettivo. Ecco, Dalmonego ha rappresentato tutto questo. E' stato un servitore delle istituzioni in maniera davvero piena, a 360 gradi.»
 
Infine, dal presidente Pacher, un «grazie» ai colleghi della Giunta per gli anni trascorsi assieme.
«Mi sono sempre sentito dentro una squadra. Grazie a tutti voi, miei cari amici.»
 
E' toccato quindi come vuole il protocollo, all'assessore più anziano della Giunta ancora in carica, Tiziano Mellarini, salutare e ringraziare a sua volta il presidente uscente.
«Hai parlato di squadra - ha detto - , noi preferiamo parlare di famiglia. Tu ti sei rivelato un ottimo 'padre di famiglia' per tutta la comunità trentina, prima nella tua veste di vicesindaco e sindaco del capoluogo e poi di vicepresidente e assessore. Hai messo sempre al centro delle tue scelte la persona. E questo è un insegnamento per noi importante. Il Trentino ti ricorderà sempre con grande vicinanza, stima e amicizia. Ma il Trentino e la nostra Nazione hanno ancora bisogno di persone come te, l'abbiamo percepito con chiarezza anche qualche giorno fa a Roma. L'augurio è quindi che tu possa ancora continuare a dare il tuo contributo alla vita civile, politica e istituzionale.»
 
«Abbiamo avuto specie negli ultimi anni un percorso molto coinvolgente e stimolante - ha detto nel suo indirizzo di saluto Ivano Dalmonego. - Abbiamo attraversato al più grande crisi economica dal Dopoguerra. L'amministrazione si è dovuta cimentare con un evento di queste dimensioni, varando una manovra anticristi molto significativa. Fra gli aspetti che hanno caratterizzato l'azione del Governo provinciale e la nostra attività, innanzitutto la capacità che abbiamo dimostrato di giocare d'anticipo, fin dai primi mesi del 2009, varando una prima manovra di oltre un miliardo, che è andata ad attenuare gli impatti negativi della crisi e ad invertire il ciclo. Poi anche l'attuazione del federalismo, con l'accordo di Milano, perché tutta una serie di leve, soprattutto di natura fiscale, derivano da lì.» 
 
«Abbiamo giocato d'anticipo anche rispetto alla fase della spending review - ha proseguito il segretario generale, - con un piano di miglioramento dell'operato dell'amministrazione che ci ha consentito di sottrarci ai vincoli asfissianti delle normative nazionali. 
«Infine, abbiamo proposto al governo Letta la ridefinizione del titolo VI dello Statuto di Autonomia. In questa legislatura siamo riusciti ad identificare anche un processo di forte trasformazione del ruolo della Provincia a e della dirigenza. La Provincia abbandona progressivamente il ruolo di ente erogatore per trasformarsi in ente promotore.» 
 
«L'efficienza delle nostre strutture si deve trasmettere in maniera sempre più diretta ed efficace alle imprese e al settore privato, diventando un fattore fondamentale di competizione. Sapranno infatti uscire dalla crisi quei sistemi territoriali che saranno in grado di affrontare le sfide del futuro coniugando il rigore della spesa corrente con una forte focalizzazione delle risorse sui servizi di qualità e sulle conoscenze. 
 
«Anche il ruolo della dirigenza dovrà cambiare. Quindi, oltre all'efficienza e alla trasparenza ci sarà un ulteriore aspetto su cui concentrarsi, quello della capacità di verificare se e quanto le politiche sono in grado di conseguire obiettivi e benefici attesi. La valutazione dell'efficacia, in altre parole. Sono certo che il Trentino saprà essere all'altezza di questa nuova sfida.»

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