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Panizza e Ottobre a sostegno dell’Autonomia in sede romana

«Abbiamo appoggiato il Governo, ma resteremo coerenti con il mandato ricevuto dagli elettori»

«Non difendiamo la nostra poltrona ma il Trentino, perché dai nostri elettori abbiamo ricevuto un mandato preciso: quello contenuto nell’accordo siglato in sede elettorale da Bersani con le forze autonomiste, e confermato nel merito dal Presidente Letta.
«Lo stesso impegno per l’autonomia contenuto nell’accordo firmato tra le forze politiche della Regione per l’alleanza elettorale che ci ha visti vincere tutti i 6 collegi senatoriali della Regione. Chiediamo allora al Governo che i patti vengano rispettati e che non si vari una legge anticostituzionale e che viola platealmente le norme del nostro statuto d’autonomia.»
 
Lo dicono in una nota congiunta i rappresentanti del PATT in Parlamento, il segretario politico sen. Franco Panizza e l’on. Mauro Ottobre.
 
«Con l’esecutivo fino a questo momento abbiamo avuto un rapporto proficuo, prosegue la nota. – Siamo stati in prima linea a difenderne le ragioni, ad esempio in occasione del voto di fiducia, con l’intervento in Aula in Senato, nel quale si ribadiva la sua necessità e il valore di quest’esperienza.
«Per questo siamo impegnati in queste ore a cercare una soluzione (lo stesso Panizza si è confrontato personalmente in questi giorni con il Ministro Delrio). In maniera trasparente, alla luce del sole, chiedendo che con la Legge di Stabilità non vengano meno gli accordi presi.
«Perché il mandato politico che abbiamo ricevuto dagli elettori, il progetto politico con il quale ci siamo presentati alle elezioni, ha come condizione imprescindibile la salvaguardia e la valorizzazione delle nostre autonomie speciali.»
 
«A questo rimarremo fedeli, – concludono i parlamentari trentini. – Per un fatto di coerenza e di rispetto verso i nostri elettori e verso tutti coloro che in questi decenni sono riusciti a salvaguardare le prerogative della nostra specialità.
«Essere chiari non significa fare sceneggiate napoletane, ma essere politici rigorosi. A noi i comportamenti ambigui non sono mai piaciuti. I veri autonomisti si distinguono anche da questo.»

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