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La politica sta vivendo un momento di profondi cambiamenti

Dopo aver raggiunto i momenti più bassi del dibattito politico, sullo scenario italiano si sta configurando un grande e trasversale centro popolare – Il ruolo di Dellai

Sicuramente non è sfuggito ai più che stiamo assistendo a un momento di grandi cambiamenti per la politica italiana.
Il fatto è di per sé benvenuto, se non altro perché non ricordiamo di aver visto un momento così basso per il dibattito politico.
Ma l’importante di quello che sta accadendo è che si vanno a formare le basi per quella che possiamo immaginare come una Terza Repubblica.
In più, l’aspetto che caratterizza in maniera stupefacente questo momento di riconfigurazione politica è la velocità con cui tutto sta accadendo.
 
Tre sono i movimenti in atto, nel Partito Democratico, nel Centrodestra e nel Centro.
Il PD sta mettendo alla luce nuovi politici come i candidati alla segreteria, che rappresentano la «Terza generazione», quella che dimentica la dicotomia delle origini Democristiane e Comuniste.
Con la caduta del Muro di Berlino era caduto il Comunismo, e con questo l’anticomunismo, la Democrazia Cristiana. Le due parti, dopo decenni di lotta esistenziale non hanno avuto che la necessità di mettersi insieme in un unico partito, quello che alla fine prese il nome di Partito Democratico.
Ma le due radici diverse sono sempre emerse nel dialogo politico del PD. 
Ora sembra che, con la terza generazione appunto, si siano persi i codici originali. Ora si sta configurando un Partito Democratico vero e proprio, quello di Renzi e di Cuperlo.
 
L’altro grande travaglio lo ha attraversato il partito di Berlusconi. Indipendentemente che si chiami PDL o Forza Italia, una cosa è certa: Berlusconi non è più Il Partito.
La nuova generazione, quella che si riconosce nel governo Letta, non è più parte unica con il proprio fondatore. La scissione è maturata in questi giorni ed è stata sancita dal congresso che ha generato la formazione dal nome provvisorio di «Nuovo Centrodestra».
Cosa è successo, dato che tutto lasciava presagire che con Berlusconi se ne sarebbe andato anche il suo partito? Una cosa fondamentale: come per il PD, la nuova generazione ha iniziato a ragionare di testa propria. L’entrata al governo ha significato per i giovani la grande opportunità.
Non si può parlare ancora di terza generazione, ma di seconda sì. Che è formata dalle menti migliori che erano presenti nella leadership del PDL.
Il risultato immediato è che con la scissione il governo ha ora anche una sua maggioranza di sostegno indipendente dal vecchio Centrodestra.
Ovviamente il tutto sta ancora muovendo i primi passi, ma il neonato è venuto alla luce.
 
Il terzo travaglio lo ha avuto il Centro. Scelta Civica, il partito che è nato attorno a Mario Monti sostenuto da persone del centro storico come Casini e Dellai, ha subito la stessa mutazione del Centrodestra.
Più che di scollamento tra la vecchia generazione e la nuova, però, possiamo dire che ciò che è venuto alla luce è l’antico spirito di De Gasperi e Don Sturzo, il Partito Popolare. Il partito dei moderati.
La metamorfosi è passata quasi in secondo piano, dato il clamore suscitato dalla scissione del partito di Berlusconi. Ma è altrettanto importante come un giro di boa esistenziale.
Il cambiamento, cavalcato dal nostro Lorenzo Dellai e dal ministro Mario Mauro, ha fatto fare un balzo avanti di tutta la parte giovane del Paese.
 
«Un passaggio inevitabile – ci ha confermato l’on. Dellai, capogruppo di Scelta Civica. – Avrei preferito che Scelta Civica si portasse nel nuovo corso secondo la normale evoluzione delle cose, ma i tempi sono stati tali da bruciare tutte le tappe.»
Quanti faranno parte della nuova fede del Centro Popolare lo sapremo in settimana prossima, quando si farà la conta e si formeranno eventuali nuovi capi gruppo.
Certo è che in questo modo il governo del Paese potrebbe subire un nuovo contributo, inimmaginabile fino a qualche giorno fa. In altre Parole, ora Monti e Berlusconi non sono più in grado di far cadere il governo.
Il che significa che non si può più giocare a veti incrociati, ma solo lavorare per il bene del Paese.
 
Non è escluso che prossimamente si possa assistere alla nascita del Partito Popolare, anche perché i fuoriusciti del PDL non sono tanto distanti dal Centro di Dellai.
«Noi non siamo di Centrodestra – precisa Dellai. – Ma se la collocazione di Alfano e amici dovesse portarsi su una posizione moderata, tutto sarà più semplice.»
Infine un’ultima annotazione, che esorbita un po’ la tematica, ma che ne è comunque dipendente.
Abbiamo chiesto a Dellai se intendesse prendere posizione anche lui contro l’intransigenza di Letta sui tagli da apportare alle autonomie di Trento e di Bolzano.
«Il governo farà un grande passo avanti anche in questo, – ci ha assicurato. – Tutto sta cambiando rapidamente, per cui a breve saremo in grado di portare grandi cambiamenti. Non va dimenticato che la proposta del Residuo fiscale l’avevamo ideata noi, due anni fa…»
 
G. de Mozzi.

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