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Il Senato ha votato: Silvio Berlusconi non è più senatore

Mai vista tanta rabbia verso una sola persona, se non ai tempi della Guerra Fredda

Ci rendiamo conto che Berlusconi ha diviso l’Italia tra apologi e detrattori della propria persona, perché ogni volta che scriviamo qualcosa contro o a favore del Cavaliere solleviamo un vespaio da parte opposta.
Ed è evidente che se prima la ferita era profonda, adesso è insanabile perché il Senato ha votato la decadenza di Berlusconi.
Francamente non troviamo spiegazioni alle ragioni che hanno spinto la sinistra a tanta ostilità, che trova riscontri solo ai tempi della Guerra fredda.
O meglio, lo comprendiamo, ma non lo giustifichiamo, perché di principio si dovrebbe cercare di vincere perché si è migliori e non per aver escluso l’avversario più forte.
 
Sappiamo che questa opinione scatenerà gli oppositori del Cavaliere contro di noi, così come avevamo scatenato i sostenitori del Cavaliere quando avevamo difeso una collega che lo aveva metaforicamente attaccato.
Ma abbiamo espresso sempre la nostra opinione e continueremo a farlo perché nessuno, a parte la nostra coscienza, può dirci che cosa fare.
Non abbiamo mai festeggiato la sconfitta di qualcuno, non lo faremo neanche stavolta.
Resta il fatto che ci troviamo nella condizione assurda che invece di festeggiare l’uscita di scena di Berlusconi, siamo qui a trovarci dalla sua parte.
 
Come si vede, non abbiamo ricostruito le ragioni del bene e del male, perché ininfluenti in questa sede.
Ma vogliamo esprimerci in alcune considerazioni. La prima è che temiamo che i sostenitori di Berlusconi adesso facciano di lui un eroe e che, in quanto tale, diventi l’emblema dei diritti calpestati. I sondaggi sono ancora a suo favore, guai se dovessero aumentare. Insomma, sentiamo odore di autogol.
La seconda è che non ci sfugge come i privilegiati della destra delle Grandi Intese si siano staccati dal loro leader giusto in tempo per poter restare al governo senza troppi imbarazzi o conflitti interiori.
La terza è che il Paese adesso, comunque la si voglia vedere è più povero perché ora si scateneranno le faide interne tra i vincitori.
E lo stesso Letta si sentirà più osservato dai colleghi del PD: ora si può fare la legge elettorale e andare a elezioni anticipate.
 
GdM

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29/11/2013
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