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Panizza preoccupato per la visione centralistica di Matteo Renzi

«L’impianto della bozza di riforma è troppo centralistico e manca la clausola di salvaguardia per le autonomie speciali»

Ieri abbiamo pubblicato il resoconto dell’incontro avvenuto a Roma tra i presidenti delle regioni e delle province autonome con esponenti del Governo Renzi per parlare delle possibili variazioni del Titolo V della Costituzione Italiana.
Sia Rossi che Kompatscher hanno rilevato la necessità di inserire clausole che garantiscano le prerogative delle rispettive autonomie (vedi servizio).
Oggi pubblichiamo il commento del senatore Panizzza, segretario del PATT, che esprime un giudizio più realista sull’andamento dei lavori.
Di seguito il testo del comunicato inviato da Panizza alle redazioni.

La bozza di disegno di legge costituzionale presenta ieri al Consiglio dei Ministri dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi contiene alcuni spunti interessanti, tuttavia ci sono purtroppo anche molti aspetti che non condividiamo.
Per noi è di fondamentale importanza che da questa riforma la nostra autonomia esca rafforzata, trasformando le nostre competenze secondarie in competenze primarie.
Non condividiamo affatto, ad esempio, che all’articolo 117 della bozza di riforma sia previsto che lo Stato centrale possa intervenire in materie o funzioni non riservate alla legislazione esclusiva per esigenze di tutela dell’unità giuridica o economica o per esigenza di realizzazione di riforme economico-sociali di interesse nazionale.
In questo modo si indeboliscono in maniera significativa le Regioni.
 
L’impianto di questa bozza di riforma costituzionale è troppo centralistico e si vanifica ciò che si è fatto con la riforma costituzionale del 2001 di impronta federalista.
Per quel che riguarda la riforma del Senato, salutiamo con favore il superamento del bicameralismo perfetto. Tuttavia, non condividiamo che il nuovo Senato, con l’eccezione delle modifiche  costituzionali, venga privato del tutto delle sue funzioni legislative.
Il nuovo Senato, così come proposto dal Governo Renzi, non avrà voce in capitolo neanche sulle leggi che riguardano le regioni. Equivarrà insomma ad una scatola vuota, ad un organo che potr à esprimere soltanto pareri – il che non ha senso.
Inoltre riteniamo che nel nuovo Senato i comuni siano sovra rappresentati rispetto alle regioni mentre Il PATT mira ad una trasformazione del Senato secondo il modello del Bundesrat tedesco, dunque con funzioni legislative sulle materie di interesse regionale.
 
Sen. Franco Panizza

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