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Riforme costituzionali: le Regioni danno indicazioni sulle Autonomie

Domani l’incontro con Renzi: Arno Komptatscher è positivo, Ugo Rossi è più prudente

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La Conferenza delle Regioni ha approvato oggi a Roma il documento comune con le osservazioni sulla bozza di riforma costituzionale elaborata dal Governo e lo presenterà domani al premier Renzi.
Dopo aver discusso della bozza del Governo sulla riforma del Titolo V (che regola il rapporto tra Stato e Regioni) e sul nuovo Senato (destinato a diventare una Camera delle autonomie), la Conferenza delle Regioni riunita in seduta straordinaria a Roma ha messo a punto e approvato un documento politico unitario con richieste e proposte di modifica che sarà illustrato domani a Palazzo Chigi nell'incontro con il premier Renzi.
 
Sulla riforma del Titolo V in relazione alle autonomie speciali, nel corso della seduta è stato ricordato che già la riforma del 2001 conteneva una «clausola di maggior favore» per preservare le competenze dell'autonomia.
Le osservazioni sulla bozza di riforma costituzionale riguardano anche la composizione della futura Camera delle autonomie che sostituirà il Senato: i Presidenti delle Regioni ribadiscono l'obiettivo di garantire un equilibrio fra Stato e Regioni e quindi chiedono al Governo un sistema in grado di bilanciare l'esercizio della potestà legislativa con riferimento alle rispettive competenze.
Domani alle 8 a Palazzo Chigi il presidente Kompatscher partecipa con gli altri governatori all'incontro con il premier Renzi e a seguire avrà un primo colloquio con il nuovo ministro degli affari regionali, Maria Carmela Lanzetta.
 
L'esito dei lavori lascia soddisfatto il presidente Arno Kompatscher.
«Tra le indicazioni c’è uno specifico passaggio volto a preservare il livello e le competenze dell'autonomia, – evidenzia Arno Kompatscher che domani incontrerà anche il nuovo ministro alle Regioni Maria Carmela Lanzetta. – Nel nuovo testo di riforma costituzionale riteniamo necessario proporre un'indicazione che vada in quella direzione, vale a dire la specificazione che le nuove disposizioni si applicano alle autonomie speciali solo per le parti in cui prevedono competenze più ampie rispetto a quelle già attribuite.»
«Nel nuovo testo di riforma costituzionale – aggiunge Kompatscher – riteniamo necessario proporre un'indicazione che va in quella direzione, vale a dire la specificazione che le nuove disposizioni si applicano alle autonomie speciali solo per le parti in cui prevedono competenze più ampie rispetto a quelle già attribuite.»
 
Prudente il presidente Ugo Rossi.
«È un percorso difficile, quello che stiamo facendo, – ha commentato Ugo Rossi. – Nel contesto di una riforma costituzionale che contiene troppi aspetti di ritorno al centralismo è più che mai necessario che Regioni e Province autonome serrino le fila e presentino una proposta comune.
«Noi siamo consapevoli della nostra specialità, che chiederemo venga tutelata anche in sede di riforma del Titolo V, ma vogliamo comunque far valere le nostre prerogative assieme alle altre regioni, anziché in forma separata e distinta.»
 
«Nel documento che presenteremo domani al presidente del Consiglio – ha aggiunto Rossi, – ci sarà anche un riferimento alla necessità che le Province autonome non vadano incontro a una riduzione della loro Autonomia a causa del processo di riforma in corso.
«Rispetto a questa che noi indichiamo come 'clausola di salvaguardia', le altre Regioni direi che hanno compreso come non si possa immaginare che chi ha raggiunto grandi traguardi di autonomia debba retrocedere. Adesso però dobbiamo evitare di sottolineare con troppa forza le differenze fra noi e lavorare piuttosto per rafforzare una posizione comune.»

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