Home | Interno | Politica | Le prime mosse del nuovo governo Conte

Le prime mosse del nuovo governo Conte

Nella prima riunione del Consiglio dei Ministri, indicato Gentiloni come Commissario Europeo e impugnate le normative della Regione Friuli sui migranti

I ministri del nuovo governo hanno giurato stamattina nelle mani del Presidente della Repubblica.
Diventerà operativo dopo che il Parlamento avrà votato la fiducia, la Camera lunedì e il Senato martedì. Lunedì non ci saranno problemi, martedì Conte terrà il fiato sospeso alla votazione perché, pur avendo i numeri, qualche rischio c’è.
Con ogni probabilità anche il Senato licenzierà il governo, ma il margine risicato potrebbe condizionare non poche volte quando i senatori voteranno ogni singola legge.
Tutto sommato il nuovo governo sembra presentare alcuni punti in più rispetto a quello precedente. Da una parte la pulizia fatta tra le fila dei 5 Stelle e dall’altra la messa in campo di nomi nuovi da parte del PD, fanno sperare in un nuovo impegno.
Fraccaro, preso dall’ottimismo, ha annunciato che questo governo durerà «4 anni». In realtà, al massimo saranno altri 3 anni e mezzo.
 
Nella giornata di oggi il Consiglio dei Ministri - non ancora operativo - ha già fatto una riunione per assumere due decisioni urgenti.
Anzitutto è stato definito il nominativo italiano da comunicare alla Commissione Europea. E qui la decisione è stata più che corretta: Paolo Gentiloni. Già ministro degli Esteri e Presidente del Consiglio dei Ministri dell’ultima legislatura, Gentiloni parla Italiano, inglese, francese e tedesco.
Vista la sua esperienza nel governo italiano, Gentiloni potrebbe assumere l’incarico che fu di Moscovici, l’economia dell’Unione Europea.
Purtroppo il presidente Conte è già uscito con una battuta che potrebbe rovinare tutto: «Ora non avrò più il freno a mano tirato», ha detto, intendendo così che potrà negoziare un deficit più alto per l’Italia. Assurdo che si pensi ancora alla dilatazione ulteriore del debito italiano. Un vizietto che ha portato il debito a 2.300 miliardi di euro.
 
L’altra decisione assunta dal Consiglio dei Ministri è stata quella di impugnare le normative del Friuli in tema di migranti, sostenendo che sono discriminanti.
Non sappiamo quanto sia fondata l’impugnazione, però ci pare un po’ intempestiva la tempistica, perché sembra un messaggio per Salvini. Come dire che cambierà diametralmente l’atteggiamento del Paese nei confronti dei migranti?
Tra le revisioni in cantiere al Parlamento Europeo c’è la modifica dell’accordo di Dublino, il che potrebbe diventare un alibi per abbassare sensibilmente la guardia sui ricevimenti di profughi. Come dare il via libera agli scafisti.
Anche Di Maio ha dato le prime indicazioni ai diplomatici della Farnesina parlando di migranti.
Ma vogliamo pensare positivo, a volte ci si azzecca.

GdM

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni