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Fugatti: da «prima i trentini» sta diventando «solo i trentini»

In una mail di un nostro lettore, le preoccupazioni per un provvedimento che non porta bene a nessuno e che sembra orientato più all’ideologismo che alla politica

Caro direttore
Prima di esprimere i contenuti del mio pensiero relativo alla rinuncia della giunta Fugatti nell’utilizzare il denaro dell’Unione Europea per progetti di accoglienza ai richiedenti asilo devo fare una premessa.
Io ho sostenuto in campagna elettorale questa giunta dando il mio contributo in una formazione di moderati (non la Lega ma FI) perché pensavo che molte posizioni ideologiche dell’allora centro sinistra affrontassero i temi praticando politiche non supportate da evidenze che ne corroborassero la scelta.
Molte scelte nel campo della sanità e dell’assistenza mi parevano assurde e basate su idee non dimostrato piuttosto che su una visione pragmatica della realtà.
Con questo spirito critico avevo dato la mia adesione all’alleanza di forze che si proponevano di dare un’alternativa al nostro Trentino.
 
Tuttavia, dopo il cambio di potere, già qualche mese fa avevo lanciato l’allarme che alcune scelte della Giunta, al là dell’affrontare i problemi con spirito pratico, rispondevano a scelte ideologiche di cui purtroppo l’ideologia razzista era una componente non dico di tutti ma di una parte dell’elettorato leghista.
La mia considerazione di allora era che si era formata una aggregazione attorno a un pensiero unico leghista, contrario a un altro pensiero unico non leghista che anch’io avevo combattuto non per sostituirlo con il suo contrario ma nell’ottica di cercare una rappresentazione riflessiva e dialogante della politica fatta di pensieri ma non di pensieri «pre-pensati» caratteristici delle ideologie acritiche.
La mia spiegazione rispetto allo sconcertante non utilizzo delle risorse europee per l’accoglienza e alla mancanza dopo otto mesi di pensiero al riguardo da parte della giunta Fugatti si riferisce proprio a ciò che ho esposto nella premessa.
 
Una giunta ha il diritto dovere di utilizzare risorse già stanziate, nel bene e nel male, così come ha il diritto dovere di modificarne l’uso se lo ritiene ma sempre nell’ambito del capitolo generale, del tema generale per cui sono state corrisposte.
Per farmi capire faccio un esempio banale: visto che i richiedenti asilo ci sono e visto che di fatto Salvini stesso si è reso conto che essi non sono facilmente rimpatriabili se non si fanno accordi politici con i paesi da cui provengono e con gli altri paesi dell’unione europea, è abbastanza evidente che spetta a noi gestire la situazione senza negare la presenza del problema.
Magari uno di questi richiedenti nei prossimi giorni busserà alla porta del mio ambulatorio di medico e io sarò ben felice di avere di fronte una persona che avrà nel frattempo imparato qualche frase in italiano, ciò renderebbe il mio lavoro più facile, mi aiuterebbe nella comprensione e farebbe risparmiare al servizio pubblico tempo e risorse nel trattare la situazione.
 
Lo stesso avverrebbe nel permettere ad alcuni di questi richiedenti di rendersi utili con azioni di volontariato non retribuito non solo perché così compenserebbero una parte dei soldi della nostra comunità loro destinati ma anche perché li incentiveremmo a seguire percorsi nell’ambito della legalità e non dell’illegalità come potrebbe accadere se lasciati a loro stessi.
Il bene della comunità non si esprime nel negare i problemi ma nell’affrontarli con gli strumenti che abbiamo a disposizione in maniera pragmatica.
Ma nelle frasi che fin qui ho sentito e ormai in molte circostanze dalla giunta Fugatti sembrerebbe che lo slogan «prima i trentini» si stia trasformando in «solo i trentini» dimenticando che molti problemi se li cacci dalla porta poi ti rientrano dalla finestra per il male di tutta la comunità.
 
Io penso che le numerose forze che hanno sostenuto questa giunta, così come recentemente ha fatto Progetto Trentino debbano dire qualcosa al riguardo e non continuare ad essere cespugli di un partito, la Lega, che basando il suo consenso su sentimenti xenofobi, ha dimostrato di non saper affrontare i temi e anzi di fuggire di fronte alle responsabilità, come ha fatto Salvini a livello nazionale tradendo prima gli alleati di centro destra, poi i 5 stelle e poi richiedendo il rientro al governo offrendo a Luigi Di Maio la poltrona di Presidente del Consiglio.
Questa è solo propaganda per il potere politico e non amministrare il bene della Nazione. E lo stesso sta facendo Fugatti nella nostra Provincia, malamente coperto nelle sue parti più oscene da qualche cespuglio succube e dipendente delle parti politiche che ancora lo sopportano.
Io e i miei elettori, pochi, ben 187 come a suo tempo mi seppe dire l’assessore Segnana, non più.
Cordiali saluti.
 
Roberto Pergher

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