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A Oriente Occidente la danza legge la contemporaneità

In programma per sabato 5 settembre l’artista Arkadi Zaides al teatro alla Cartiera, Ivona di Pablo Girolami e Giacomo Todeschi al peep show alla piazza del Mart

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Sold out tra le cabine del peep show, calorosi applausi per il debutto di Pontus Lidberg e grande rispetto delle regole al Teatro Zandonai, partecipazione e coinvolgimento per «MAD - Museo antropologico del danzatore» tra le strade di Rovereto.
È iniziato così il quarantesimo Oriente Occidente Dance Festival, tra l’emozione e la soddisfazione di organizzatori e pubblico.
Il Festival prosegue nel fine settimana con un sabato ricco di eventi che porta il Festival anche a Trento.
 
In programma infatti per la serata di domani, 5 settembre alle ore 19 nella suggestione della Campana dei Caduti il lavoro «time specific» di Luna Cenere, artista associata al Festival che ispirata dal momento attuale ha lavorato con un folto gruppo di volontari del territorio alla realizzazione di Genealogia_Time specific.
Il corpo come luogo, paesaggio, atto politico: questa la cifra di Luna Cenere che prosegue nella sua ricerca sulla nudità come condizione umana in una nuova declinazione adattata ai tempi pandemici priva di contatto tra i danzatori in scena.
 

 
«Per me è come ricominciare da capo, – spiega Luna Cenere. – Le tappe precedenti di Genealogia sono state realizzate prima della pandemia.
«Ora è tutto diverso: a Rovereto nasce una nuova ricerca frutto dell’esperienza traumatica che abbiamo vissuto.
«E ancor più forte sarà l’impatto nella sua ambientazione alla Campana dei Caduti, luogo simbolico, storico, di commemorazione della sofferenza e della perdita.
«Mi immagino un rituale collettivo avente come focus l'umano. Lo spazio della Campana e la luce naturale del crepuscolo permetteranno al gruppo una relazione visiva, sonora, spaziale, di sguardi unica anche in assenza di contatto fisico.»
 
Subito dopo, alle 20.30 sul palco del Teatro alla Cartiera salirà Arkadi Zaides. Fare del teatro, dell’arte, una via per la comprensione del mondo è ciò che spinge il lavoro di Arkadi Zaides: la denuncia delle ingiustizie, l’attivismo per i diritti umani sono il motore della sua ricerca artistica.
Di ritorno a Rovereto a cinque anni di distanza dal suo ‘politico’ e documentaristico assolo Archive, - un’indagine sulla gestione della convivenza nei territori occupati in Cisgiordania vista con gli occhi dei Palestinesi - l’artista bielorusso, attivo dapprima in Israele e ora in Francia, presenta al Festival Talos.
 

 
Dieci paesi e 14 istituzioni mondiali tra il 2008 e il 2013 hanno finanziato un progetto per lo sviluppo di un sistema informatico capace di monitorare i confini territoriali.
Misure di sorveglianza e controllo contro l’immigrazione clandestina con robot semi-autonomi a supporto delle guardie di frontiera sono le caratteristiche di quello che è rimasto solo un progetto, un test, un esperimento sulle capacità tecnologiche.
Sufficiente però per spingere Zaides e uno staff di coreografi, videoartisti e drammaturghi a porsi le domande alla base dello spettacolo: quale possibile relazione tra movimento, tecnologie innovative e futuro dei confini? Che tipo di coreografia nasce e si sviluppa in prossimità di un limite territoriale? Quali strategie restrittive definiscono il movimento?
Zaides ancora una volta spinge il pubblico a sviluppare spirito critico attraverso un lavoro che incrocia diverse espressioni artistiche senza diventare dibattito ma portando piuttosto al deragliamento di un’ideologia.
 
Traslocano invece a Trento le casette di Balletto Civile e Michela Lucenti. Sarà infatti allestito alla Piazza di Piedicastello MAD – Museo antropologico del danzatore, il progetto nato dalla sensibilità e dal pensiero di Michela Lucenti per ritornare a donarsi al pubblico attraverso la danza.
Dieci danzatori performano in dieci teche di pvc e faranno della piazza del quartiere più antico della città un museo a cielo aperto, dove le opere d’arte sono vive, ognuna animata dalla sua storia con cui il pubblico può finalmente tornare ad entrare in relazione.
 

 
Si dedica invece alle relazioni personali il pezzo in programma alle 17, alle 18 e alle 19 per i 14 spettatori alla volta del peep show nella piazza del Mart: Gianni Pasquale, della compagnia Ivona di Pablo Girolami e del roveretano Giacomo Todeschi.
Gianni Pasquale è il cocco di mamma un po’ lunatico e un po’ disturbato, innamorato dell’amore ma tormentatore della sua amante. Ivona ci racconta una storia d’amore impossibile, una di quelle che tutti prima o poi abbiamo vissuto, lasciando che questo personaggio eccentrico e ambiguo ci dica qualcosa su noi stessi.
 
Sarà però Fabrizio Maronta, giornalista di Limes, responsabile delle relazioni internazionali della rivista, ad aprire il programma.
Alle 11 infatti, per la sezione Linguaggi, alla sala conferenze del Mart infatti il talk «Terra! Emergenza ambientale e Covid-19: una prospettiva geopolitica» che attraverso gli strumenti della geopolitica fornirà al pubblico un'inedita angolatura attraverso cui osservare una delle sfide decisive del nostro tempo: la pandemia seppellirà ogni ipotesi di modificare i modelli di produzione e consumo per rendere il capitalismo ecologicamente sostenibile oppure sarà una spinta al cambiamento?

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