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Oriente Occidente, danza e disabilità: corpi fragili, corpi politici

Dopo un fine settimana da sold out, a Progetto Manifattura e alla Campana dei Caduti continua l’intensa programmazione di Oriente Occidente Dance Festival

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Da sempre attento alle tematiche legate al binomio danza e disabilità, anche quest’anno Oriente Occidente Dance Festival propone spettacoli che puntano all’inclusione e alla valorizzazione delle diversità, oltre che all’accessibilità da parte del pubblico allo spettacolo dal vivo.
Tra le proposte di quest’anno, domani 8 settembre alle ore 20.30 al Teatro la Cartiera Gravity (and other attractions) della compagnia Un-Label, gruppo di ricerca global che mette in rete artisti, esperti, scienziati abili e disabili per sviluppare un background adatto alla realizzazione di performance accessibili a tutti, permettendo a ciascuno di fare esperienza del prodotto artistico.
 
Inserito nel progetto europeo per sviluppo di nuovi strumenti per l’accessibilità dello spettacolo dal vivo, ImPArt-Performing Arts re-designed for an immediate accessibility, e co-finanziato Creative Europe, Gravity è il risultato di una ricerca collettiva che ha coinvolto quattro Paesi europei: Armenia, Germania Grecia e Italia. Si tratta di un duetto che unisce danza e lingua dei segni, in scena due danzatori di cui uno sordo.
Lolo e Tiki, questo il nome dei due performer in scena, trasporterà il pubblico in un viaggio di corpi, voci e lingua dei segni, raccontando la loro storia che tutti potranno udire e vedere grazie a una poetica audio-descrizione.
 
«Nel contesto attuale, con la pandemia che ci ha dimostrato quanto siamo tutti fragili vogliamo proseguire con sempre maggior convinzione il percorso che abbiamo intrapreso da qualche anno sulla danza e disabilità, – commenta il direttore artistico Lanfranco Cis. – In un momento in cui minoranze spesso inascoltate, e anche in questo contesto invisibili, si stanno unendo per essere riconosciute, in scena a Oriente Occidente non poteva mancare uno spettacolo su questo tema.»
A proseguire invece con la riflessione nata dall’epoca dell’attuale distanziamento sociale, negli spazi verdi del Mart sarà la volta di Cristina Kristal Rizzo con Echoes – danze trasparenti.
 
«Figlia» del post modern americano, Cristina Kristal Rizzo dopo gli studi a New York, al Merce Cunningham Studio e con Trisha Brown, ha avviato la sua attività di performer e dancemaker a Firenze.
Fondatrice dello storico gruppo dell’avanguardia italiana anni Novanta Kinkaleri, dal 2008 intraprende un percorso autonomo di produzione e sperimentazione.
L’ultimo progetto della coreografa si muove intorno all’azione del «toccare/toccarsi» indagandone la potenzialità espressiva, emotiva e intima.
«Rivisitando il tema del tatto all’attuale situazione sanitaria, in “Echoes danze trasparenti” il materico - spiega Cristina Rizzo - sonda la relazione possibile con l’invisibile, il vuoto.»
 

 
L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto, ha spinto la coreografa ad approcciare la tematica da un altro punto di vista: il toccare l’altro diventa in questa nuova visione un toccare tutti i possibili altri, inclusa la propria persona attraverso il trasferimento del tocco nella danza.
Le danze trasparenti di Cristina Kristal Rizzo vedranno esibirsi a fianco ai danzatori anche la loro stessa autrice: in scena domani alle ore 19 al Giardino delle Sculture del Mart.
Nei quartieri cittadini, invece, domani faranno ritorno i danzatori di Azioni Fuori Posto, giovane collettivo nato da qualche anno tra Trento e Rovereto e guidato da Silvia Dezulian e Filippo Porro.
 
Lo spettacolo fruibile dal proprio balcone o finestra di casa attraverso un collegamento con la traccia audio simultaneamente riprodotta nelle cuffie bluetooth dei danzatori, farà tappa questa volta a San Giorgio e Borgo Sacco.
La performance è resa possibile grazie alla collaborazione con sanbaradio.it alla quale sarà possibile collegarsi per fruire della traccia audio utilizzata nel corso della performance.
Riapre, dopo un giorno di pausa, anche il peep show e ad occupare la struttura di Viganò sarà la compagnia NatiscalziDT con Gabriel.
Assolo di Tommaso Monza, Gabriel è il secondo lavoro ispirato al tema dell'Annunciazione della Compagnia Natiscalzi DT.
 
Anche quest’anno Oriente Occidente Dance Festival dà la possibilità di approfondire stili e tecniche attraverso workshop e laboratori condotti da alcuni coreografi ospiti del Festival.
Domani in programma al CID alle ore 10 un workshop di coreografia condotto da Pep Ramis, co-fondatore della compagnia Mal Pelo che si esibirà il 9 settembre sul palco del Teatro Zandonai con l’assolo The Mountain, the Truth & the Paradise.
 
Una serata invece dedicata alla musica quella a cura di Francesca Aste.
Sul palco della sala Filarmonica, la poliedrica musicista renderà omaggio alla musica di John Cage, elemento centrale della danza di Merce Cunningham.
Attraverso l’esecuzione di Sonatas and Interludes (1948) di John Cage per piano preparato, apre la strada agli ultimi giorni del Festival, dedicati a quello che fu anche il compagno di vita e di arte di Cage, il grande coreografo Merce Cunningham.
 
Infine, prosegue anche la sezione Linguaggi del Festival, con un nuovo appuntamento realizzato grazie alla collaborazione con la rivista di geopolitica Limes: Giorgio Cuscito sarà alla sala conferenze del Mart alle ore 18 per l’incontro dal titolo La Cina di Xi alla prova del Coronavirus. Partendo dalla frammentazione interna della Repubblica Cinese accentuata dalla pandemia, Giorgio Cuscito analizzerà lo scontro tecnologico e militare tra la potenza orientale e gli Stati Uniti, non escludendo il ruolo rivestito dal nostro Paese.

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