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Verso le elezioni del 20/21 settembre 2020 – Di Paolo Farinati

Intervista Bianca Gaifas, candidata al Consiglio comunale di Rovereto per la lista Europa Verde che sostiene la candidatura a sindaco di Gloria Canestrini

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Bianca Gaifas è nata l’11 dicembre 1958 a Rovereto, dove risiede.
Cresciuta in una famiglia numerosa, circondata da esempi di solidarietà, impegno civile e imprenditoria illuminata, è stata educata all’amore per l’arte, per la storia locale, per la cultura della montagna.
Frequenta i gruppi scout, studia musica, botanica, si dedica alla cura e ai diritti degli animali.
Dal 1971 al 1973 frequenta a Rovereto il Biennio unitario sperimentale. Nel 1977 consegue il diploma di maturità classica presso il Liceo Statale «A. Rosmini» di Rovereto.
 
Nel 1978-79 è apprendista nella falegnameria di Luigi Amplatz; dal 1980 mantiene rapporti di collaborazione e consulenza con artigiani di differenti specialità, in particolare con Bruno Raoss, suo maestro falegname e restauratore.
Nel 1979 si iscrive, prima e unica donna all’epoca, alla Camera di Commercio di Trento in qualità di falegname, e l’anno successivo si iscrive all’Albo delle Imprese Artigiane della Provincia di Trento per le attività «Restauro mobili - lavori di ebanisteria - lucidatura, laccatura e doratura del legno».
Dal 1979 apre un proprio laboratorio di restauro ligneo a Rovereto, con l’abilitazione all’esercizio della professione di Restauratore di Beni Culturali.
Le attività lavorative in qualità di Restauratrice del legno compiute negli anni si sono svolte sia nel settore privato sia nel settore pubblico; dal 1988 esse hanno riguardato quasi esclusivamente il restauro di Beni Culturali tutelati, come ad esempio oggetti, mobili, arredi lignei, altari di epoca tra il XVI al XIX secolo appartenenti a residenze vescovili, chiese, teatri, musei e sedi storiche (Castello del Buon Consiglio, sede della PAT, Teatro Zandonai, chiese di Livo, Pilcante, Mattarello, San Zenone, Varollo, Brancolino, ecc.).
 
Le attività di studio e ricerca collegate al lavoro di restauro hanno riguardato in particolare la ricerca storico-filologica dei diversi caratteri stilistici dei manufatti e l’approfondimento dei problemi legati alla qualità dei materiali, della conservazione e del restauro. Ha studiato direttamente su antichi trattati di ebanisteria e intarsio.
Ha collaborato con la Provincia di Trento nell’ambito del Piano degli interventi di Politica del Lavoro, curando periodi di tirocinio guidato; ha tenuto corsi teorico-pratici introduttivi alla tecnica di restauro di piccoli oggetti per associazioni culturali ed enti che si occupano di persone in difficoltà e disagio.
Ha studiato in città con il soprano Anna Baldo e canto barocco presso il Conservatorio «Evaristo Dall’Abaco» di Verona.
 
Nel 1996 ha costituito, insieme ad altri begli spiriti, il gruppo vocale itinerante Gaudeamus, che tuttora propone antichi canti di repertorio rinascimentale e di questua - come «le beganate» - nell’ambito di manifestazioni in strade, piazze, castelli, chiese e luoghi storici.
Dal maggio 2006 al maggio 2020 ha curato per l’Associazione Filarmonica di Rovereto l’organizzazione e la gestione della Stagione dei Concerti e delle sue altre attività.
Attualmente è tirocinante nel corso per Soccorritori Volontari di Ambulanza.
È stata consigliera comunale a Rovereto dal 1997 al 2000 per la lista di tutte donne Cara Città e dal 2000 al 2005 per la lista civica mista Con Rovereto - di cui è stata co-fondatrice - entrambe a sostegno della candidatura a sindaco di Donata Loss.
È stata componente di numerose commissioni comunali, tra cui quelle riguardanti l’urbanistica, l’ambiente, le politiche sociali, l’istruzione.
 

 
Gentile Signora Bianca, lei è tra i candidati al Consiglio comunale di Rovereto alle prossime elezioni di settembre 2020 per la lista Europa Verde Rovereto. Cosa l'ha motivata a fare questo passo importante?
«Ho sempre creduto nel valore dell’attiva partecipazione alle dinamiche e alle scelte della società come forma di impegno civile e di promozione del bene della comunità stessa.
«Già in passato ho potuto dare il mio contributo in Consiglio comunale. Ora che mi trovo libera da cure parentali e da problemi di lavoro mi trovo nella condizione di poter esser di nuovo attiva, e di farlo in un momento in cui finalmente - e la ritengo coincidenza felice - è candidata a sindaco una donna competente, Gloria Canestrini, con un buon programma, che ha il sostegno della lista Europa Verde Rovereto di cui condivido i valori di rispetto dell’ambiente e delle persone.»
 
Lei è persona assai nota in città, sia come artigiana del restauro che come già Consigliere comunale in passato. Cosa si sente di dire e di proporre alla Rovereto del 2020?
«Dico e propongo a tutti di avere coraggio e amore per la nostra città e per il suo territorio: servono buone idee e che ciascuno faccia la propria parte al meglio.
«Anche se stiamo vivendo in un’epoca di crisi e di sconforto non dobbiamo dimenticare che altre persone prima di noi hanno affrontato momenti bui, malattie e guerre, tuttavia hanno avuto amore, forza e determinazione per ricostruire una città florida, bella e accogliente. Perché non potremmo fare altrettanto?»
 
Lei è donna e nella sua vita ha sempre riposto molta attenzione al mondo delle donne. Quali sono le sue idee e la sua visione futura da proporre agli elettori roveretani sul ruolo delle donne?
«La questione è solo una: non impediteci di fare quello che sappiamo fare. Le donne sono il gruppo di amministrazione più grande del pianeta. La maggior parte di noi sa benissimo amministrare, creare, educare, curare persone e cose: ogni giorno, e spesso contemporaneamente.»
 
Lei è stata sempre vicina alle nuove generazioni, cosa si sente di dire ai giovani roveretani?
«Quando anch’io facevo parte di una nuova generazione mi è stata posta la stessa domanda, e allora come oggi non consideravo i giovani un’unica compatta categoria.
«Posso dire quello che è giovato a me: tra le altre cose, parlare e frequentare persone di ogni età e di ogni provenienza, fare domande, studiare molto, leggere di tutto, fare musica, camminare nel bosco con cari amici, coltivare il rispetto di me stessa, fare qualcosa di utile per qualcuno, partecipare e costituire una nuova associazione, creare qualcosa con le mie mani.»
 
Rovereto e la cultura, un rapporto che dura da secoli, come lo vedrebbe rafforzato e rinnovato?
«Rovereto ha una tradizione di attenzione alla cultura e alla formazione secolare, che trae le sue origini anche dall’apertura al mondo legata ai commerci di allora e all’indipendenza dall’occhiuta influenza del Principe Vescovo.
«Nelle diverse epoche la città ha saputo, con pazienza, intendere la cultura nel suo ampio senso etnografico, che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e le generali capacità acquisite dall’uomo come membro di una società.
«Nel solco di questa sua tradizione sarebbe bene, oltre che continuare a sostenere le tante istituzioni e festival consolidati di cui la città è ricca e si fa giusto vanto, incrementare un’accezione di cultura diffusa, dove appartengono a pieno titolo, ad esempio, la cultura della legalità e della giustizia, la cultura della convivenza di culture, la cultura del volontariato, quella del rispetto del territorio e della sua conservazione: cultura è preservare patrimonio storico artistico e crearne di nuovo, ma anche la manutenzione dei terrazzamenti e dei muretti a secco, la catalogazione delle vaste collezioni musicali pubbliche e private, il recupero del rapporto con l’ambiente - magari con buon ruolo del Museo Civico - e la convivenza con gli amici cani lupi orsi e api.»
 
Rovereto e l’Università, lei ci crede? Pensa che una nuova facoltà potrebbe favorire un maggior benessere in città?
«Se le Scienze Cognitive ci aiutassero ad amministrare la città con più cognizione di causa sarebbe bello!
«È necessario che si instauri un rapporto paritario con Trento, per le Facoltà già esistenti, perché solo se riusciamo a far parte di un sistema senza contrapposizioni si instaurerà uno sviluppo fecondo che favorirà la vita economica e intellettuale di Rovereto.
«Non sono a priori contraria a una nuova Facoltà, dipende molto dalla qualità del rapporto e dall’interazione che essa saprà sviluppare con la città. La ricerca di un equilibrio con Trento, che va trovato partecipando sempre alle riunioni congiunte, vale anche per le questioni legate ad altri aspetti, come le scuole musicali, la sanità, l’economia.
«Non dimentichiamo Verona, che ha istituito da noi il Centro di Ricerca Sport, Montagna e Salute, del quale potrebbero meglio avvalersi le associazioni sportive locali.»
 

 
Sempre più la gente ama trovarsi anche e soprattutto nei centri storici delle città, divertirsi in questi luoghi unici e preziosi. Come la pensa e cosa si sente di proporre a Rovereto?
«La bellezza ci attrae e ci accoglie, va goduta appieno ma va preservata e protetta dal degrado e da usi impropri. I centri storici della città vivono di un rapporto complesso, vanno considerate le diverse esigenze di chi ci lavora e ci vive e di chi li visita.
«È necessario attivare un processo di dialogo, che veda protagonisti imprenditori e residenti, per capire bene i punti di vista di tutti e per trovare soluzioni condivise.»
 
Uno dei temi da molti anni ormai scottanti per Rovereto è la mobilità in città. Quali sono la sua lettura del problema e le sue proposte concrete?
«La città è piccola e in certe ore del giorno il traffico automobilistico è davvero caotico. È necessario favorire l’utilizzo di mezzi pubblici, adeguatamente potenziati nelle ore di picco e nei giorni di mercato, oltre che incrementare piste ciclabili sicure e collegate tra loro.
«Dobbiamo accettare di spostarci di più a piedi, come normalmente facciamo quando ci rechiamo nei centri delle città più grandi della nostra, ad esempio Verona.
«Ciò che cerco quando cammino in centro, lontano dal parcheggio o dalla stazione, sono percorsi ben segnalati, accessi senza barriere e senza inciampi, con punti di sosta frequenti e ordinati, magari anche luoghi dove depositare temporaneamente acquisti e bagagli prima di proseguire: credo lo cerchino in molti.
«Ça va sans dire: no alla A31!»
 
Rovereto gode di ampi spazi verdi, come i giardini interni alla città, come pure i potenziali parchi esterni quali i Lavini di Marco, la zona di Miravalle e il Bosco della Città. Quale politica d'investimento sul «verde» intenderebbe porre in atto?
«Anche per il verde investirei sui Verdi! Al di là della battuta: noi abbiamo avuto nei secoli scorsi predecessori illuminati che al verde hanno riservato ampi spazi, costituito parchi e viali di notevole estensione rispetto alle dimensioni urbane di allora, erano anche diffusissimi i broli, i giardini interni, le piccole oasi di verde.
«Negli ultimi anni abbiamo avuto amministratori che si dichiaravano grandi urbanisti, che consideravano il verde in città un fastidio e solo fonte di problemi.
«Penso che per la qualità della vita esso debba essere tutelato e amato, anche in forma di pianta singola con panchina. Non è solo pio desiderio, è proprio una necessità: l’emergenza del Covid ha dimostrato quanto si desiderino alberi, piante, vegetazione, anche in piccole oasi diffuse ovunque.
«Il Comune di Rovereto è costituito anche da un vasto territorio a prato e bosco, da mantenere e curare con i suoi sentieri, i prati aridi, la sua peculiare flora.»
 
Rovereto è da secoli industria e artigianato, come rigenerare questo vitale comparto produttivo?
«Dobbiamo essere realistici: la crisi dell’industria roveretana è una crisi legata ai modelli dello sviluppo mondiale. Da artigiana posso dire che mi piacerebbe potessero rifiorire le botteghe artigiane e i laboratori in città.
«Comunque il Comune potrebbe far molto per le attività lavorative anche solo facilitando le pratiche per i cittadini, snellendo la burocrazia, curando l’efficiente sinergia tra i suoi uffici.»
 
Infine il suo messaggio agli elettori di Rovereto, per far sì che votino Bianca Gaifas.
«Come posso portare nell’amministrazione del comune di Rovereto trasparenza, impegno etico, rispetto dell’ambiente e delle persone senza il vostro voto?»

Paolo Farinati – p.farinati@ladigetto.it


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