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Verso le elezioni del 20/21 settembre 2020 – Di Paolo Farinati

Intervista al candidato al Consiglio comunale di Rovereto Claudio Civettini, per la lista Rovereto Domani di Zenatti Sindaco

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Claudio Civettini è nato a Rovereto il 25 settembre 1954.
Cresciuto e vissuto a Borgo Sacco dove è stato anche «monello», nel senso che ha vissuto la sua gioventù liberamente come libera è la sua indole.
Sposato, ha tre figli che ormai persone adulte, tutti realizzati nelle loro professioni e un percorso di vita che lo ha visto, dopo gli studi, impegnato in attività diverse, da dipendente comunale (Vigile Urbano nel Comune di Rovereto), poi Agente di Commercio, Capo Area e Direttore vendite fino all’incarico di Direttore Commerciale Italia, all’interno del più grande Gruppo ceramico al mondo, con sede a Sassuolo.
Già Consigliere circoscrizionale a Borgo Sacco e poi Consigliere Comunale per 3 consiliature con i Sindaci Chiocchetti, Ballardini e Maffei.
Poi dal 2004 al 2009, è stato Presidente del Consiglio nel Consiglio Comunale di Mori, per poi approdare, per 2 legislature, in Consiglio Provinciale e Regionale del Trentino Südtitol.
Attività politica che lo ha visto ogni anno al primo posto per la quantità di proposte e per gli innumerevoli Disegni di Legge, molti di questi, approvati nell’Aula del Parlamento trentino, oggi sono Leggi operative.
Un percorso di professioni, esperienze politiche e amministrative, che hanno messo sempre in primo piano, la coerenza e non l’appartenenza, convinto, come non mai, che siano le persone a dar sostanza alle bandiere e non l’inverso e che a qualificare ogni azione, non siano le polemiche e gli slogan, ma la capacità di proposte concrete.
Candida al Consiglio comunale di Rovereto per la lista Rovereto Domani del candidato sindaco Marco Zenatti.


 
Claudio Civettini, lei è persona molto nota nella politica trentina e lagarina, cosa l'ha motivata a darsi disponibile per una nuova sfida elettorale?
«Ho deciso di mettermi a disposizione, per il semplice fatto che, con la massima umiltà, penso di poter essere in grado di rappresentare correttamente e concretamente il territorio e Rovereto in particolare.
«Una scelta fatta assieme al candidato Sindaco Marco Zenatti, per poter collaborare ad un progetto concreto di Città, che possa dare soluzioni efficaci sui temi annosi che Rovereto nel suo insieme di circoscrizioni, ha il diritto di avere.
«Un progetto che non ha la pretesa di essere elettoralmente miracoloso come altre proposte, ma concreto, che parta dalla certezza che la proposta di Rovereto Domani, sia qualificata, condivisa e in grado di coinvolgere la Città, nelle scelte strategiche, ma anche in quelle soluzioni del giorno per giorno.
«Una scelta di campo, per mettere a disposizione le conoscenze e le esperienze maturate in Consiglio provinciale (orgogliosamente senza vitalizi!), ma anche le 3 legislature già fatte in Consiglio Comunale a Rovereto, insieme alle esperienze professionali di Dirigente d’Azienda a Modena e Sassuolo.»
 
Cosa si sente di proporre per la Rovereto del 2020?
«Tutto il mio impegno per collaborare alla realizzazione di una Città semplificata, dove viverci, sia un piacere; dove incontrarsi sia un modo per crescere; dove l’appartenenza sia un valore da condividere.
«Una Città che ritrovi dunque la sua anima, attraverso la partecipazione, il riappropriarsi degli spazi e la conoscenza che abbiamo la fortuna di vivere un territorio che è una risorsa per giovani e anziani.»
 
E della sua Vallagarina cosa ci dice?
«È un territorio unico, terra d’impresa e di un invidiabile socialità, frutto di un volontariato ineguagliabile; una comunità con una vocazione culturale e turistica innata.
«Vocazione, caratterizzata dalla presenza di testimonianze culturali quali il MART, ma anche del Museo della Guerra, della Campana dei Caduti di valenza mondiale e, insieme a molte altre proposte, anche della Casa natale di Riccardo Zandonai, dove nonostante l’intitolazione del meraviglioso Teatro, è lasciata ad altre città, la valorizzazione umana ed artistica del grande Maestro.»
 
Tutto questo può avere un valore anche turistico e quindi economico?
«Certamente, trattasi di un percorso globale, che può dare spazio ad un percorso turistico, non in via episodica, ma con la costanza e con quel mondo imprenditoriale che, insieme, voglia generare economie positive per tutto il Trentino.»
 
Rovereto è città ricca di storia, come valorizzarla?
«Rovereto deve essere Città che sappia valorizzare le sue Piazze, come salotti da vivere (pensiamo alla Piazza Filzi di Sacco, ad esempio!), che sappia coinvolgere in modo attivo i rioni, ad esempio durante i mercatini di Natale, che sappia essere anche Città dei Bambini, dove possano convivere, spazi dedicati, ciclabili in sicurezza e diffuse, in un contesto di una Rovereto che con la dignità di sempre, sappia essere luogo di lavoro e dunque d’attrazione d’impresa, industriale e artigiana.»
 
Come si può fare tutto questo?
«Per tutto ciò e con tutto ciò, l’impegno di amministrare in modo trasparente e partecipativo, tanto che uno dei punti qualificanti del Sindaco Zenatti, sarà quello di riservare, un posto di osservatore nelle riunioni aperte di Giunta, ad un membro delle minoranze, poiché crediamo fermamente che finite le schermaglie elettorali, Rovereto abbia bisogno di essere governata davvero.
«Tutto ciò, ben sapendo che Rovereto ha avuto da sempre una caratterizzazione di Città industriale, che nei tempi di un recente passato, ha un po’ ridimensionato per una serie di motivi che superano i confini delle responsabilità locali.
«Per tutto questo, senza demonizzare alcuno che fino ad oggi ha sicuramente fatto quanto era possibile, per dire che necessariamente, Rovereto va riscritta, sia per dare spazio all’ulteriore consolidamento industriale comunque ben presente e radicato, sia per ridefinirla in modo chiaro, anche quale luogo turistico, che dovrà incidere sempre di più, nel rendere praticabili le nostre proposte di Città.
«Città meta qualificata di un turismo in pieno sviluppo, che possa dare risposte occupazionali legate allo sviluppo urbanistico che preveda spazi di riqualificazione industriale, mirati alla piena occupazione. Da qui la proposta di strutturare un piano di turismo industriale, che leghi produzione, clienti e territorio, in scelte strategiche e di proposte, che possano far convivere con efficacia, industria, artigianato e turismo.»
 
Alcune proposte concrete?
«Certo, tutto questo, in quel contenitore qual è Rovereto, che possa ottimizzare le proprie risorse e far valere la propria identità. Parlo di riqualificazione e valorizzazione dell’area del Moietto, ma anche la capacità di utilizzare il tragitto dell’A22, quale tangenziale immediata e gratuita per i residenti, così come previsto dalla mia proposta approvata già nel 2014 in Consiglio provinciale.
«Inoltre, si vuole mettere in campo una rivoluzione urbanistica, che oltre ad un recupero totale ai sistemi produttivi, dei siti industriali ed artigianali già presenti ed in parte oggi, inutilizzati, gli investitori possano credere nell’alta attrattività che Rovereto turistica può vantare e conseguentemente investire in aree di ricezione alberghiere, compresa la possibilità di realizzare un area camping stellato, degna della nostra Città.»
 
E degli spazi verdi di Rovereto cosa desidera dirci?
«Innovazione anche nella gestione del verde pubblico che deve essere fruibile nella massima sicurezza per le Famiglie e non luogo di sopravvivenza per sbandati e una proposta, potrebbe essere, l’adozione aziendale di tali spazi e cioè la possibilità che alcuni oneri delle Aziende, siano investiti nella qualificazione strutturale con una gestione manutentiva ma anche con la presenza fisica di comunicazione mirata.
«Le risorse sono poche, ma proprio per questo dobbiamo attivare meccanismi virtuosi di partecipazione, coniugando fenomeni produttivi e interessi generali di compensazione, nella consapevolezza che i primi attori protagonisti nello sviluppo, siano tutti i cittadini e, tra questi, quegli imprenditori radicati sul territorio che ben comprendono che una oculata gestione ambientale degli spazi, diventa una fucina di economia positiva a disposizione anche della proposta turistica.»
 
Lei crede in una Rovereto Città universitaria?
«Altro tema importante, l’Università, che vede Rovereto protagonista delle scelte, in collaborazione e non in contrapposizione con Trento e Verona. La politica della sopraffazione non serve a nessuno.
«Noi abbiamo i luoghi, gli spazi e la storia da mettere in gioco. Sta a chi amministra trovare le sinergie credibili per coniugare i reciproci interessi legati naturalmente all’indotto.
«Ma credo che una Città come Rovereto, per la sua conformazione, allocazione e strutturazione, possa essere appetibile per uno sviluppo concreto di un modello universitario particolare, specifico e molto qualificato.
«Tutto ciò con una collocazione geografica altrettanto importante, essendo porta naturale verso gli altipiani cimbri, il lago di Garda, il lago di Cei e Bordala, il monte Baldo ma anche imbuto nord/sud che oggidì non genera ricadute, se non in termini d’inquinamento.
«Questo con il massimo coinvolgimento delle categorie e con un PRG conseguente e dedicato, senza il quale, ogni parola e impegno, sono vani.
«Valorizzando, ad esempio, anche la formula del turismo industriale che in molte città è fiorente, con l’effetto di una fidelizzazione dei Clienti, ma anche delle aziende al territorio.
«Pensiamo a proporci come capitale ciclo-amatoriale, in un contesto che ha in se tutte le caratteristiche di uno sviluppo rapido, in collaborazione con i comuni limitrofi.
«Rovereto, infatti, non ha nemici e ricordiamo che ha saputo essere grande anche a Trento, quando la città ha espresso personaggi credibili e intelligenti, quali Remo Albertini, che dalla collaborazione, seppe dare a Rovereto, il ruolo che le spettava, in termini d’immagine e finanziari.»
 
Completamento verso il Trentino della A31 della Valdastico, cosa ne pensa?
«Capitolo scottante, proprio per questo non ultimo per importanza. La proposta del completamento della vecchia PI.RU.BI., tale per gli allora proponenti politici (Piccoli - Rumor - Bisaglia ). Una proposta di fine anni ’60, primi anni ’70.
«Ora, 50 anni dopo ci sembra decisamente una forzatura, ma se il governo provinciale, per equilibri diversi dagli interessi odierni della Vallagarina, vuole insistere, non tocchi neanche per scherzo, l’abitato di Marco e l’acquedotto di Spino, vera ricchezza idrica di tutto il basso Trentino.»

Paolo Farinati – p.farinati@ladigetto.it

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