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«Peachum. Un’opera da tre soldi» allo Zandonai di Rovereto

Domani, martedì 14 dicembre, l’opera diretta da Fausto Paradivino con Rocco Papaleo

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Sarà in scena domani, 14 dicembre, alle ore 20.30 presso il Teatro Zandonai, «Peachum. Un’opera da tre soldi», uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Paravidino e liberamente ispirato a L’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht.
In scena, nel ruolo di Peachum, che in questa riscrittura è un commerciante senza scrupoli oltre che il re dei mendicanti, troviamo Rocco Papaleo, mentre a vestire i panni del suo antagonista Mickey è Fausto Paravidino.
L’opera da tre soldi, l’opera teatrale più rappresentata e conosciuta di Brecht venne messa in scena prima assoluta 1928 rifacendosi alla Beggar’s Opera di John Gay del XVIII secolo.
A quasi cento anni di distanza, Paravidino presenta un testo quanto mai attuale, grazie soprattutto alla sua forte natura critica verso la società.
 
«Peachum è una figura del nostro tempo più ancora che del tempo di Brecht: dipende dal denaro senza neanche prendersi la briga di esserne appassionato, non è avido, non ambisce a governare il denaro, è governato dal denaro, – sostiene l’artista. – In questa nuova Opera da tre soldi succede quello che succede nell’Opera da tre soldi di Brecht, nel Sogno di una notte di mezza estate, in Otello e in moltissime fiabe: a un padre portano via la figlia. Il padre la rivuole.
«Brecht ci dice che la rivuole perché gli hanno toccato la proprietà, non altro. Ci domandiamo se c’è altro da toccare in un mondo dove sembra esista solo proprietà. Le avventure e disavventure che Peachum incontrerà nello sforzo di riprendersi la figlia saranno un viaggio in un mondo fatto di miserie: la miseria dei poveri, la miseria di chi si vuole arricchire, la miseria di chi ha paura di diventare povero. La guerra dei ricchi contro i poveri non è mai stata così feroce.»
 
E prosegue: «Quando lo Stabile di Bolzano mi ha chiesto di scrivere un testo su Peachum, il re dei mendicanti dell’Opera da Tre Soldi di Brecht, mi sono chiesto come e se le dinamiche descritte da Brecht fossero in qualche modo cambiate oggi.
«A prima vista sembravano le stesse, si parla di un capitalismo violento, ma guardandole meglio, mi sono reso conto che c’è una notevole differenza.
«Brecht vedeva un capitalismo che era praticamente alla sua nascita e che si confrontava con altre forze dialettiche: un socialismo nascente e una cultura cristiana molto forte.
«Adesso quelle due forze sono molto in crisi e possiamo dire che viviamo una vera e propria società di mercato.
«Per questo il protagonista dello spettacolo è Peachum, che io ho trasformato in un commerciante. E per questo motivo la mia è più una commedia dei vizi alla Molière che una dramma dialettico alla Brecht».
 
Durata: 115 min, senza intervallo. Vendita online sul sito www.primiallaprima.it e dalle ore 19.30 il giorno della rappresentazione presso il botteghino del Teatro Zandonai.

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