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Lunedì 21 marzo al via la settimana Rosmini, filosofo e profeta

I «Rosmini Days» sono le giornate di approfondimento dedicate a quello che in molti considerano il più grande genio speculativo della chiesa nell’800

Dare profondità al presente attraverso il passato, proponendo una chiave di lettura declinata al presente al pensiero di Antonio Rosmini, filosofo roveretano che tutt’oggi rappresenta un riferimento chiave per leggere l’attualità. Questo il senso dei Rosmini days, una manifestazione giunta alla settima edizione, che prenderà il via il prossimo 21 marzo.
«Il pensiero di Rosmini – spiega l’assessora e Vicesindaca Giulia Robolo – è ancora fresco, attuale. Sia lui come uomo, sia la sua famiglia, hanno rivestito una grande importanza nella costruzione dell’identità della città di Rovereto, una cittadina molto vivace, ma dove non tutti sono consci del loro passato. Ma il pensiero di Rosmini è soprattutto universale, come testimonia anche il tema dell’edizione di quest’anno, che coinvolgerà anche gli studenti delle scuole. Inoltre la possibilità di visitare casa Rosmini permetterà di entrare in un mondo che non conosceremmo mai da fuori e che ci mostra come vivere nella bellezza e nella cultura nobilita il pensiero dell’uomo e permette di fare riflessioni più profonde».

La grande attualità di Rosmini emerge già nella prima giornata, con la Lectio magistralis di Agostino Giovagnoli, docente di storia contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: «Universalismo rosminiano e globalizzazione contemporanea» il titolo dell’intervento. «L’universalismo di Rosmini – spiega Damiano Simoncelli, coordinatore dei Rosmini Days – si sposa con quello dell’unità del genere umano e della globalizzazione. Il riconoscimento dell’essere umano nel suo essere tale, ci porta a vedere l’altro come me stesso, a rispettare le altre realtà».
La settimana rosminiana torna dunque in presenza, con appuntamenti sia nelle scuole, sia in spazi pubblici, con conferenze, presentazioni di libri, concerti e momenti di scoperta di quel patrimonio che all’interno della casa natale di Antonio Rosmini è custodito.

«Una delle novità» – spiega Michele Dossi, del Centro Studi e Ricerche «A. Rosmini» dell’Università di Trento, «è la messa in campo di uno strumento divulgativo come il docufilm che sarà proiettato in più occasioni durante la manifestazione e che è disponibile anche online. Attraverso il filmato è possibile vedere e comprendere una parte della storia di Rovereto, che è storia del pensiero globale. Rosmini fu pensatore e profeta ed è considerato da molti il più grande genio speculativo della chiesa dell’800. Ebbe la capacità di leggere nel profondo il proprio tempo, ciò che era passeggero e ciò che erano sfide del futuro».
Nei giorni della manifestazione sarà possibile visitare anche la casa natale di Antonio Rosmini, un vero scrigno che conserva le preziose testimonianze della vita del filosofo e di una delle famiglie più importanti del Trentino, come ha ricordato anche il Rettore, Padre Vito Nardin: «Conoscere l’ambiente in cui crebbe, vedere la biblioteca dove lui sostava quando rientrava a Rovereto, significa capire perché lui ha saputo interpretare il suo tempo. La casa di Rosmini era un luogo di accoglienza, dove le persone si trovavano, studiavano, collaboravano».

Il tema trattato quest’anno è di straordinaria attualità: l’esperienza della pandemia è stata certamente negativa, ma ha avuto anche il merito di averci ha dato il senso della connessione tra le persone.
I Rosmini days prenderanno il via con la lectio magistralis lunedì 21 marzo e si concluderanno domenica 27 marzo: nel programma momenti di incontro e approfondimento, la proiezione del docufilm, visite guidate a casa Rosmini.
«Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dei Rosmini days» – ha concluso Simoncelli – «Siamo una squadra e ciascuno ha dato il suo contributo unico e irripetibile. Se una rivoluzione s’è da fare, è quella dell’insegnamento rosminiano della comunità nella differenza. Stiamo costruendo questa realtà».





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