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Così si ridà vita alle «Vie della Seta» in Trentino

Rinnovato a Rovereto il protocollo che vede insieme il Comune di Rovereto, la Comunità di Valle, la Provincia e i Comuni di Villa Lagarina e Ala

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È stato rinnovato stamani il Protocollo, nato nel 2018, che ha dato vita al Distretto volto alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, ambientale ed economico legato ai percorsi della seta.
Si tratta di un progetto che affonda le radici nella storia della Vallagarina, in quel filo conduttore che unisce passato e presente, come ha ricordato il Sindaco di Rovereto, Francesco Valduga: «L’industria della seta ha lasciato tracce importanti nelle nostre comunità, che dalla coltura del baco e dalla lavorazione del tessuto, hanno tratto a lungo la propria ricchezza. Sul nostro territorio c’è stata la capacità di fare impresa, anche in maniera innovativa. La lungimiranza di questo progetto nasce dalla capacità di capire che non c’è crescita economia se non c’è crescita culturale, in un connubio tra cultura ed economia sul quale dobbiamo reinvestire.

Non è scontato e non è sempre così. Oggi abbiamo bisogno, dentro questa capacità di fare cultura abbinata all’impresa, di essere luogo di fare sperimentazione. Valorizzare il percorso storico, significa non solo ricerca di ciò che siamo stati, ma anche di innovazione, con una tensione verso il futuro e l’innovazione. E alla base di tutto questo c’è un ragionamento politico nel senso più nobile di questo termine, che è quello del lavoro assieme, all’interno di un ambito, come quello della Comunità di Valle, che è capace di essere luogo di incontro e costruzione di rete tra i Comuni. Inoltre questo progetto ha già iniziato a dare i primi frutti anche dal punto di vista pratico, attraverso la relazione con le Associazioni sul territorio e l’Università, con immediate ricadute».
 
Proprio da questa collaborazione sono nati progetti come SetAp, che ha visto la trasformazione dell’Orto San Marco di Rovereto in un orto sperimentale, dove viene coltivato il gelso e allevato il baco da seta e dove si svolgono sia attività di tipo formativo, sia una vera e propria attività economica. Inoltre, come ricordato da Antonella Motta, professore ordinaria del Dipartimento di Ingegneria industriale e responsabile del centro Biotech dell’Università di Trento, è stata attivata una borsa di studio volta a finanziare la ricerca nell’ambito dell’applicazione della seta in ambito medico.

Il Distretto della Seta è nato attraverso il coordinamento avvenuto all’interno della Comunità di Valle, come ha ricordato il Commissario Stefano Bisoffi e grazie ai fondi di Investimento strategico: «Si è trattato di mettere in rete le memorie della nostra valle. All’interno della Conferenza dei Sindaci si è arrivati al finanziamento attraverso un percorso di intesa che ha permesso di mettere in rete i progetti che i singoli comuni hanno portato avanti. Abbiamo cercato di individuare qualcosa che unisse e si è creato così un Distretto. La prima parte di questi fondi è stata destinata proprio al lavoro di costruzione di relazioni che mettesse a comune fattore le risorse sul territorio. La riconferma di questo protocollo rappresenta un successo per un territorio che ha costruito le basi per continuare il percorso avviato in senso sempre più costruttivo».


 
La Sindaca di Villa Lagarina, Julka Giordani, ha ricordato come il Filatoio di Piazzo sia l’esempio di archeologia industriale serica meglio conservato d’Europa: «Si tratta di un recupero di quelle radici storiche che sono parte del nostro territorio». In particolare ha voluto ringraziare chi ha seguito il progetto sin dall’inizio, come l’assessora Marta Manica e le associazioni di volontariato che stanno prendendosi cura di questi edifici storici.
L’importanza della collaborazione è stata sottolineata anche dal Sindaco di Ala, Claudio Soini: «È un esempio di come una rete tra territori possa portare a straordinari risultati. Ala ha basato la sua fortuna sulla seta, sul velluto e questo recupero di quella attività tradizionale è un virtuale filo rosso che collega i diversi territori, dando visibilità alla Vallagarina, una terra che ha una ricchezza inestimabile, che è la sua cultura e che può ora creare nuove opportunità di lavoro anche per i nostri giovani». Soini ha anche ricordato che ad Ala, a Palazzo Taddei, sta arrivando a compimento la creazione del Museo provinciale del Tessuto, che raccoglierà le testimonianze di questo passato.
 
«Si tratta di un giorno importante» - ha detto l’Assessore provinciale alla cultura, Mirko Bisesti - «Questo Distretto rappresenta un progetto nato dal basso, dalle Comunità locali, con vari elementi che su uniscono: cultura, innovazione, dialoghi su progettualità importanti. Rinnovare questo protocollo significa investire sul futuro. Il nostro territorio ha dato tanto in passato e tanto può ancora dare. Anche dal punto di vista della ricaduta occupazionale. Sindaci e comunità di valle, mettono a disposizione delle associazioni risorse e cittadini sono coinvolti in questo processo. Quando si parla di innovazione, di ricerca, si parla di un tema che reggerà negli anni e che può portare sviluppo e una delle linee guida sulla cultura della nostra Provincia è proprio la ricaduta sul territorio».

L’Assessore Bisesti ha voluto infine ringraziare tutti gli attori coinvolti e augura in bocca al lupo per il prosieguo.
Ad oggi il Distretto della Seta ha già visto alcune azioni concrete. La Direzione Generale del Comune di Rovereto, che sta coordinando il progetto, in questi primi mesi ha cercato di armonizzare gli interessi delle tre Amministrazioni comunali e ha dato avvio ad alcune attività di co-progettazione con APT per mettere in sinergia le proposte esistenti. Seguendo una logica partecipativa è stato costituto un Tavolo di Lavoro che coinvolge gli stakeholder dei tre territori per raccogliere le loro esigenze e proposte, tra cui un’attività di auto-formazione per la conoscenza reciproca dei luoghi e delle diverse realtà che li animano.
 
In ambito formativo è stato inoltre progettato il ciclo di conferenze «Le vie della seta in Vallagarina. Percorso di approfondimento sulle sinergie tra Cultura, Ricerca, Impresa e Inclusione sociale», quale occasione di divulgazione su tre ambi di interesse: agricolo-ambientale, storico e ricerca. L'iniziativa è stata accolta con favore dal Consiglio d'Europa, le conferenze si svolgeranno sotto l’egida della sede Italiana del Consiglio d'Europa - Ufficio di Venezia, e l'Ambasciatrice Luisella Pavan-Woolfe presenzierà all'apertura dei lavori.

Sono previsti tre incontri dedicati: «Il ritorno della produzione della seta in Italia. Un modello di sviluppo», in programma per giovedì 7 aprile 2022 alle ore 17.30 presso l’aula magna di Palazzo Piomarta; «La seta. Per non perdere il filo storico», in programma per giovedì 21 aprile 2022 alle ore 18.00 presso l’aula magna di Palazzo Piomarta; «La seta al centro della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnica», per giovedì 5 maggio 2022- ore 18.00 – sala conferenze di Palazzo del Bene.
I diversi contributi sono resi da esperti di settore del mondo universitario in ambito storico, ambientale ma anche della ricerca, sia del settore privato con l’espressione di aziende altamente specializzate, si allega quindi copia della bozza di programma che meglio illustra il palinsesto.

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