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Le vie della Seta: per non perdere il filo storico

Domani giovedì 21 aprile a Palazzo Piomarta, il secondo appuntamento con il ciclo di approfondimento dedicato alla seta in Vallagarina

Si terrà a Palazzo Piomarta, sede dell’Università di Scienze Cognitive, ospiterà il secondo appuntamento con il ciclo di conferenze organizzato nell’ambito di «Le Vie della Seta», il protocollo, nato nel 2018, che ha dato vita al distretto volto alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, ambientale ed economico legato ai percorsi della seta.

Ad aprire la serata, moderata dalla giornalista Patrizia Belli, la professoressa Cinzia Lorandini, professore associato del Dipartimento di Ecoomia e Management dell’Università di Trento, che parlerà di «Imprese, mercati, lavoro: il significato del setificio nella storia dell’economia trentina».

L’architetto Giovanni Marzari proseguirà l’incontro affrontando il tema dei «Principi insediativi e architetture per la lavorazione della Seta», del quale si è occupato come progettista dello studio di fattibilità per il progetto di recupero e rinascita incentrato sul tema della seta in Vallagarina.
 
Si tratta di un percorso in tre appuntamenti, il primo dei quali ha avuto un ottimo riscontro sia dal punto di vista scientifico, sia come pubblico, che affrontano a 360 gradi il passato, il presente e il futuro di una filiera che affonda le radici nella storia della città di Rovereto e della Vallagarina e che ha avuto una notevole importanza nell’economia trentina per oltre due secoli. Le conferenze non solo approfondiscono le tematiche legate agli aspetti storici e culturali, ma introducono nuove prospettive e opportunità.

Grazie al Protocollo, coordinato dalla Direzione Generale del Comune di Rovereto, in questi primi mesi ha cercato di armonizzare gli interessi delle tre Amministrazioni comunali e ha dato avvio ad alcune attività di co-progettazione con APT per mettere in sinergia le proposte esistenti. Seguendo una logica partecipativa è stato costituto un Tavolo di Lavoro che coinvolge gli stakeholder dei tre territori per raccogliere le loro esigenze e proposte, tra cui un’attività di auto-formazione per la conoscenza reciproca dei luoghi e delle diverse realtà che li animano.

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