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L'identità di una comunità attraverso il ruolo dei singoli

Mostra documentale a cura della Biblioteca civica Tartarotti dal 22 aprile al 4 maggio

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I cartellini di identità provenienti dall’Archivio storico del Comune di Rovereto sintetizzano - con obiettività e in un cartoncino di ridotte dimensioni - il profilo dei cittadini.
Nome, cognome, tratti fisici, professione e splendide fotografie originali. Partendo da questa documentazione storica, la mostra si propone di ricostruire visi e ruoli dei roveretani di un secolo fa. Allora come oggi, ogni cittadino concorreva alla vita della Comunità.
Anche se solo alcuni sono diventati «modelli esemplari» (per esempio Fortunato Depero, Angelo Bettini…), tutti indistintamente hanno contribuito alla crescita della Città che oggi conosciamo.
La parola «esemplare» indica sia una «copia» di un documento sia un «modello» da seguire: un gioco di parole che si collega al tema conduttore della Settimana Civica 2022.
 
La documentazione esposta segue aree tematiche legate alle professioni (i cartellini d’identità riportano sempre la «professione», anche quando non corrispondente a un mestiere in senso stretto come per casalinghe, pensionati, studenti e scolari), accompagnandoci così alla celebrazione del 1° maggio, Festa del Lavoro.
Le tipologie di lavoro sono variegate. La categoria numericamente più rappresentata risulta essere quella di contadini e braccianti ai quali si aggiunge qualche taglialegna e minatore.
A seguire molto diffusi sono gli operatori del settore industriale, manifatturiero e artigianale: operai/e, meccanici, muratori, falegnami, calzolai, sarti/e, tessitori/trici, macellai, barbieri, tipografi e cartai...
Il terziario conta negozianti, commercianti, albergatori, contabili e impiegati, insegnanti, avvocati, architetti, ingegneri, geometri, medici, infermiere/i e altri professionisti.
 
Le professioni più singolari sono l’orologiaio, il sellaio, il liutaio, la scrittrice (Antonietta Giacomelli), il musicista e il pittore (Fortunato Depero è tra questi).
Tra i personaggi noti a vario titolo presenti, oltre ai sopra ricordati, troviamo: Amelia Filzi (madre dei fratelli Fabio e Fausto), Silvio Defrancesco (commissario prefettizio di Rovereto nel primo dopoguerra), lo scrittore e promotore culturale don Antonio Rossaro (ideatore della Campana dei Caduti), il compositore e musicista Silvio Deflorian e l’avvocato partigiano Angelo Bettini.
Pur trattandosi di pochi documenti rispetto al patrimonio complessivo, questa selezione di cartellini di identità traccia un profilo comunitario decisamente variegato: una Comunità composta da persone diverse per età, formazione, attitudini che costituivano la cittadinanza roveretana di cento anni fa.
 
  Orari di visita: 
- Lu-sa 8.30-22.00
- Dom 8.30-13.00
- Chiuso nei giorni 25 aprile, 1° maggio.

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