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Rovereto, 28 marzo: «Live at the hub – No music in the office»

E' la seconda edizione di un'iniziativa che, attraverso la musica, invita a immaginare i luoghi di lavoro in maniera insolita

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Dopo il successo della prima edizione torna Live at the hub – No music in the office, la rassegna musicale organizzata da The Hub Rovereto in collaborazione con l’Assessorato alla Contemporaneità del Comune di Rovereto.
Un’iniziativa che, attraverso la musica, invita a immaginare i luoghi di lavoro in maniera insolita.
 
The Hub si conferma punto di riferimento per l’organizzazione di suggestive esibizioni live e per la volontà di valorizzare le sperimentazioni musicali.
Venerdì 28 marzo, le atmosfere che si diffonderanno tra le scrivanie di via Scuole saranno quelle prodotte da Stèv (foto), polistrumentista e produttore (anconetano ma con base a Torino) proteso verso la sperimentazione elettro-acustica e l'esplorazione musicale.
 
Stèv ha all'attivo due ep, Windmills (2011) e Colorless Sky (2012), diversi remix e varie collaborazioni con artisti italiani e stranieri.
Ha studiato come tecnico del suono attratto non solo da melodie e armonie ma dal suono stesso e dalle possibilità date dalla sua manipolazione; non è insolito incontrarlo, armato di registratore portatile, alla ricerca di rumori da utilizzare nei suoi lavori.
 
Ne derivano brani che uniscono strumenti musicali, strumentazione analogica/digitale, percussioni fatte in casa e field recording ad un'intricata programmazione elettronica, oscillando tra future sound e minimalismo strumentale.
Oltre al lavoro in studio, Stèv si esibisce in concerti che combinano un variegato setup di strumenti musicali e live electronics (MPC, KP3, sintetizzatore) suonando, editando e sovrapponendo i suoni, usando una loop station ed altre tecniche di live looping.
 
La sua musica è un riflesso delle emozioni più svariate, con uno stile eclettico che si fonda principalmente su basi elettroniche, alle quali si affiancano elementi folk e minimalisti, il tutto condito da campionamenti di rumori comuni e fields recordings.
Quello che ne fuoriesce è una musica che elude volontariamente le categorie già esistenti, che si evolve e cresce con l'artista.
 

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