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39° Oriente Occidente: Il Festival sbarca a Progetto Manifattura

Domani, mercoledì 4 settembre, un’intera giornata di Festival dedicata agli spettacoli «en plain air»: Il Festival si sposta a Progetto Manifattura

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Un’intera giornata di programmazione dedicata al nuovo circo «en plain air».
Da alcuni anni infatti Oriente Occidente Dance Festival porta la danza in città, per le strade e nelle piazze, con una programmazione adatta a tutti e un'attenzione anche ai desideri dei più piccoli e alle esigenze delle famiglie.
Domani, mercoledì 4 settembre, Oriente Occidente sbarca a Progetto Manifattura con lo spettacolo «…Sodade…» in programma per le 20.30 e per il quale sono già stati venduti tutti i 500 biglietti disponibili.
La fruttuosa collaborazione con Progetto Manifattura permette al Festival infatti di utilizzare uno spazio non convenzionale per lo spettacolo dal vivo, che riesce a suscitare sempre grande curiosità nel pubblico.
 
«…Sodade…» nasce da un’idea del funambolo Aurélien Prost. Con lui a rendere concreto il progetto i dieci membri – artistici di circo e musicisti ma anche tecnici e costruttori – che compongono il collettivo Cirque Rouages, nato sotto uno chapiteau a Bar-le-Duc, Francia, nel 2007.
Allargatosi a nuove collaborazioni, nel 2015 Cirque Rouages produce …Sodade… e Zorro, grandi successi di pubblico che attirano l’attenzione sulla compagnia anche oltre confine.
Due lavori in cui la ricerca attorno a una scenografia diventa dominante per la creazione artistica, nonché cifra stilistica del gruppo.
 
In …Sodade… è infatti proprio la scenografia il mezzo mediante cui si racconta questo sentimento (la saudade, simile alla malinconia, alla nostalgia) tanto caro alla cultura brasiliana.
La struttura scenica si compone di due grandi ruote di oltre due metri di diametro che girano verticalmente e fanno muovere un cavo lungo 21 metri che diventa la fune su cui i funamboli camminano a tre o cinque metri dal suolo.
 
Il tutto somiglia a un grande proiettore Super 8 utilizzato ai tempi dei film in pellicola, attraverso il quale si sviluppa la storia, tra sogni di speranza e ricordi di qualcosa che non c’è più.
L’idea della fragilità del funambolo sul filo infinito si incarna nella narrazione aerea di quattro corpi (due funamboli e due trapezisti) che anche contemporaneamente scorrono sul filo in equilibrio, intenti a intraprendere le loro evoluzioni.
 
La struttura è un foglio bianco sul quale i corpi sospesi, appesi, nel loro andare e venire ripropongono il flusso dei sentimenti «come le onde di un tempo passato che ritorna e riparte senza fermarsi mai» spiega Aurélien Prost.
…Sodade… però si arricchisce anche di musica live – altra caratteristica stilistica del gruppo – con la musica del contrabbasso e il canto jazz.
Lo spettacolo è già sold out.
 
Nel tardo pomeriggio, il circo anche a Piazzale caduti sul lavoro: in replica infatti alle ore 18 lo spettacolo L’avis bidon – Face A di Cirque la compagnie, a partecipazione gratuita.
Alle 17.30 invece nuovo appuntamento con la sezione Linguaggi che continua l’approfondimento sui temi della tutela dell’ambiente. Con l’intervento dal titolo All’Artico fa caldo, arriva a Rovereto Federico Petroni, consigliere redazionale della rivista di geopolitica Limes. Al centro del suo intervento il tema del cambiamento climatico e la competizione tra Usa Cina e Russia sull’energia.
 
L’incontro è il primo di tre appuntamenti della sezione linguaggi curati dalla redazione della rivista Limes.

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