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All’Auditorium Melotti di Rovereto martedì 26 novembre

A Settearti l’acclamato documentario «La scomparsa di mia madre» sulla ex-modella e femminista Benedetta Barzini, icona degli anni ‘60

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L’appuntamento mensile con la rassegna Settearti, nell’ambito della stagione cinematografica del Centro Servizi Culturali S. Chiara, ospita martedì 26 novembre alle ore 21, all’Auditorium Fausto Melotti di Rovereto, l’anteprima in provincia di «La scomparsa di mia madre», acclamato documentario del giovane regista Beniamino Barrese sulla figura affascinante e complessa della madre, l’iconica ex-modella Benedetta Barzini.
Dopo essere stata musa di artisti come Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn e Richard Avedon, negli anni ’70 Benedetta Barzini abbraccia la causa femminista, diventando scrittrice e docente acuta e controcorrente di Antropologia della moda.
 
A 75 anni, stanca dei ruoli in cui la vita ha cercato di costringerla, desidera lasciare tutto, per andarsene in un luogo lontano.
Turbato da questo progetto il figlio Beniamino comincia a filmarla, determinato a tramandarne la memoria.
Il progetto si trasforma in un’intensa battaglia per il controllo della sua immagine, uno scontro personale e politico insieme tra opposte concezioni del reale e della rappresentazione di sé, ma anche un dialogo intimo, struggente, in cui madre e figlio affrontano insieme una separazione difficile da accettare, e forse impossibile da raccontare.
 
«Da quando ho compiuto sette anni e mio padre mi ha regalato una telecamera e una macchina fotografica – racconta Beniamino Barrese - scattare e filmare sono diventati una strategia per trattenere esperienze e persone amate, salvandole dallo scorrere del tempo. Ho sempre cercato di fare lo stesso con mia madre, ma metterla di fronte ad un obiettivo non è mai stata un'impresa facile.
«Provavo una sorta di riverenza nei suoi confronti. Mi sembrava impossibile contenerla in un’immagine. Era troppo di tutto: troppo bella, troppo intelligente, troppo carismatica, troppo aggressiva, troppo forte, troppo profonda, troppo speciale.
«Nonostante fossimo da sempre molto legati, è sempre stata un mistero per me. Le poche cose che scoprivo sul suo passato, inconciliabili con la Benedetta che conoscevo, traslavano la sua persona in una nebulosa dimensione di mito.»
 
«La scomparsa di mia madre» è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2019, e in decine di altri festival internazionali, affermandosi come uno dei documentari più apprezzati dell’anno anche nelle sale italiane, dove le proiezioni del film stanno registrando uno straordinario successo, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire in una chiave inedita e commovente un personaggio unico come Benedetta Barzini, ma anche l’attualità delle sue riflessioni sulla donna nella nostra società.
 
La rassegna Settearti prosegue martedì 17 dicembre con un’altra grande protagonista: Letizia Battaglia - Shooting the mafia è un ritratto intimo e vibrante della fotografa palermitana, figura centrale e carismatica dell’arte, del giornalismo e della politica nell’Italia tra gli anni ’70 e ’90.
Il biglietto di ingresso alle proiezioni di Settearti è di 5 Euro.
Prevendita online sul sito www.primiallaprima.it.

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