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Mercoledì a Rovereto «Questo non c’entra niente»

Il film del regista Marco Rauzi sarà proiettato l'11 dicembre all’auditorium Melotti

Mercoledì 11 dicembre, alle ore 20.30, nell’auditorium Fausto Melotti di Rovereto sarà proiettato il film del regista Marco Rauzi «Questo non c’entra niente», un documentario sull’esperienza di teatro svolta nel Servizio di salute mentale di Cles e Mezzolombardo.
Al termine della proiezione è prevista una tavola rotonda sulla legge Basaglia e sul rapporto tra teatro e salute mentale. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il film «Questo non c’entra niente» documenta la preparazione di uno spettacolo teatrale, condotto dai registi Elena Galvani e Jacopo Laurino di Stradanova Slow Theatre.
 
In un anno e mezzo di lavoro, partendo dalle improvvisazioni degli attori, i registi scrivono e montano un raffinato e difficile spettacolo comico che tratta di una sgangherata compagnia teatrale che tenta di mettere in scena «I musicanti di Brema».
Non sempre il lavoro procederà come previsto ma sarà proprio l’involontario mix di teatro e vita vissuta a costellare un affresco in cui i frequenti momenti di tensione diverranno in realtà occasione per una riaffermazione di impegno e creatività, premesse di un’autentica riappropriazione di dignità e responsabilità personali.
 
Il film riesce a centrare la difficile sfida di coniugare leggerezza, liricità e umorismo, documentando l’avventura dello spettacolo teatrale dei Centri di salute mentale di Cles e Mezzolombardo ed è stato selezionato dallo Spiraglio Film festival della salute mentale e proiettato al teatro MAXXI e teatro India di Roma.
La serata vuole anche essere occasione per una rilettura dei percorsi fatti nel campo della tutela della salute mentale: al termine della proiezione si terrà una tavola rotonda, moderata da Paolo Mantovan, direttore del Trentino, con la partecipazione dello psichiatra Marcello Lattanzi protagonista del movimento che ha dato avvio al processo di trasformazione dell’assistenza psichiatrica italiana, di Daniela Rosi esperta di arte «irregolare» e docente all’Accademia di belle arti di Verona e di Claudio Agostini direttore dell’Unità operativa di psichiatria ambito ovest dell’Apss.

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