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Val di Rabbi e Val Martello nel reportage «Attraverso le Alpi»

L'assessora Maria H. Kuenzer : «Un'occasione per riflettere sulle risorse del futuro» L'assessore Tonina: «Un'opportunità per riflettere sui luoghi in cui viviamo»

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Sono gli scatti di Alessandro Guida e Davide Curatola Soprana (Val di Rabbi) e Isabella Sassi Farias (Val Martello), del collettivo Urban Reports, ad aver reso questi territori protagonisti della meticolosa indagine fotografica «Attraverso le Alpi - Un racconto fotografico delle trasformazioni del paesaggio alpino» promossa dall’Associazione Architetti Arco Alpino.
La campagna fotografica ha dato vita a un flusso complessivo di 274 scatti divisi in 10 territori provinciali - dal confine occidentale francese a quello orientale sloveno, - lungo 12 valli, soprattutto secondarie, con un obiettivo: rintracciare i segni, le tracce e i caratteri che servono a raccontare la storia del vasto paesaggio culturale alpino fatto di architetture, linguaggi e usi.
E rintracciarne - attraverso le forme dell’abitare, le risorse, le produzioni e i meccanismi di ieri e oggi - segnali e moniti di abbandono e degrado e, all’opposto, esempi di riappropriazione contemporanea.
Architetti Arco Alpino, Attraverso le Alpi, ph. Davide Curatola Soprana (a sx, Val di Rabbi) e Isabella Sassi Farias (a dx, Val Martello)
 
Attraverso le Alpi è il secondo progetto dell’Associazione AAA, che nel 2016-17 lanciò il contest Rassegna di Architettura Arco Alpino, cui presero parte ben 246 progetti realizzati, per dare, attraverso l’architettura, una lettura e un’interpretazione dei paesaggi alpini.
«Questo nuovo progetto fotografico promuove un ulteriore livello di lettura e intende osservare le normali modalità di utilizzo e sfruttamento dei territori che testimoniano la relazione dialettica ed evolutiva tra l’uomo e l’ambiente in cui vive» – afferma l’arch. Alberto Winterle, presidente Associazione AAA.
Parliamo di un paesaggio che mostra sulla propria pelle le stratificazioni di storie, culture, modi di abitare e operare nei tempi.
Centri abitati, infrastrutture, opere, coltivazioni, allevamenti, costruzioni, scavi… sono segni - sovente cicatrici - profondi di un passato e un passaggio dell’uomo che, nei tempi recenti, ha compiuto col turismo un rapido ribaltamento del rapporto uomo-natura. Da patrimonio comune, la montagna è diventata prodotto e i territori un valore economico.
 
Questo itinerario a tappe lungo un territorio vasto e complesso si è aperto a incontri con le comunità locali, rivelando, nelle diversità, la comunanza di intenti e sfide, aprendo un confronto su temi analoghi sviluppati secondo le tradizioni locali che costituiscono un patrimonio (di architettura, conoscenza, linguaggio, cultura, tradizione…) oggi ancora fondamentale.
Accanto alla montagna urbanizzata, modellata, livellata, disboscata e infrastrutturata per renderla accessibile, globalizzata e appetibile ai villeggianti, ci sono valli abitate da comunità stanziali che sfidano ogni giorno l’ambiente ostile con tenacia; a fianco degli esempi di sopravvivenza e resistenza - e all’opposto dei fenomeni di abbandono - si trovano forme di ritorno e riscoperta del vivere le terre alte, pur con le difficoltà del caso.
Dove terra, pietra, acqua, bosco, habitat, pendii e clima sono, sì, risorse e occasioni di rilancio produttivo, ma tornano a essere soprattutto beni ambientali collettivi.
Dando segnali incoraggianti di un ripensamento del territorio alpino come paesaggio culturale e patrimonio comune insostituibile.



 Maria Hochgruber Kuenzer  
Assessora allo «Sviluppo del territorio, paesaggio e beni culturali», Provincia Autonoma di Bolzano.
Questa mostra sul vivere e lavorare in tutto lo spazio alpino rappresenta un’occasione per riflettere su come si possano rafforzare le diverse risorse delle Alpi per il futuro.
Da oltre 40 anni il nostro paese, la Provincia Autonoma di Bolzano, accompagna con attenzione il processo di trasformazione del paesaggio conseguente agli sviluppi e alle esigenze della propria comunità. Il paesaggio e da sempre parte della vita culturale degli abitanti dell’Alto Adige.
Per questo motivo sostengo un'architettura che dia impulso e combini le forme della tradizione con la modernità e che nella progettazione tenga anche conto del paesaggio e in esso inserisca i nuovi edifici.
Ci troviamo in un momento in cui involontariamente siamo chiamati a garantire che l’arco alpino possa essere un luogo sicuro per le generazioni future.
 
 Mario Tonina  
Vicepresidente della Provincia Autonoma di Trento. Assessore all’Urbanistica, Ambiente e Cooperazione.
Questa interessante iniziativa di lettura collettiva del paesaggio alpino e un’opportunità di riflessione sul futuro dei luoghi speciali in cui viviamo.
Ogni autore propone una propria interpretazione, esalta differenze o similitudini, ha lo sguardo più rivolto al passato o al futuro, seleziona le rappresentazioni con attenzione al dato estetico o sottolinea le criticità e le dissonanze.
Cosi questo percorso corale ci ricorda che le Alpi, più di altri territori, sono un luogo in cui si materializza la complessità e in cui convivono, spesso in modo conflittuale, il grande respiro della natura e della storia e le nostre contingenti esigenze di vita.
Come cittadini, professionisti o amministratori, dobbiamo trovare risposte adeguate e non banali per relazionarci con questa complessità, consapevoli delle regole che la governano, dei valori custoditi e della nostra responsabilità di temporanei e fortunati abitatori di luoghi così preziosi, unici e delicati.

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