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A Malles Venosta individuato il nuovo biotopo Spinai

La Provincia di Bolzano ha accolto la richiesta del comune: da pascolo e verde alpino si trasforma in verde agricolo

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La Giunta provinciale in questi giorni, su proposta dell’assessora alla natura, paesaggio e sviluppo del territorio Maria Hochgruber Kuenzer, ha deciso di accogliere le richieste del Comune di Malles Venosta di modificare il Piano paesaggistico.

La modifica concerne la trasformazione da pascolo e verde alpino in verde agricolo e l’individuazione del biotopo Spinai, come richiesto dal Comune.
L’obiettivo è preservare le zone umide e i boschi di ontano presenti che rappresentano un alto valore ecologico.

«Apprezzo la responsabilità del Comune che ha proposto la compensazione ambientale tramite l’individuazione di un nuovo biotopo. La tutela del paesaggio è un atto di responsabilità per il territorio senza perdere di vista anche il suo utilizzo, ma all’insegna della sostenibilità», fa presente l’assessora Maria Hochgruber Kuenzer.
 

 
  Un nuovo biotopo a comensazione 
La richiesta di trasformazione e di modifica è stata accolta dalla Giunta provinciale, che ha fatto proprie le indicazioni dell’Ufficio pianificazione paesaggistica, avvallate dalla Commissione per la natura, il paesaggio e lo sviluppo del territorio.
L’area interessata dalla trasformazione da pascolo e verde alpino in verde agricolo ha una superficie di poco più di 186.000 metri quadri.
L’Amministrazione separata B.U.C. di Malles, che ne è proprietaria, potrà ora avviare su questi terreni coltivazioni biologiche.

Come chiesto dal Comune, quale compensazione per la trasformazione, le superfici adiacenti e rimanenti di pascolo, per una superficie totale di 41,6 ettari a nord dell’abitato, diventeranno un biotopo, il biotopo Spinai.
Dal momento che l’area è già utilizzata come pascolo primaverile e autunnale, tramite l’elaborazione di un piano di pascolo, come indicato dagli esperti, dovrà essere definito l’esatto numero di capi di bestiame che potrà pascolare in futuro nell’eventualità che la parte più intensiva venga data in affitto a privati. Si dovrà, infatti, evitare che il carico del pascolo aumenti rispetto all’utilizzo attuale.

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