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Tonina assumerà in autunno la presidenza della Fondazione

L'assessore: «Il riconoscimento Dolomiti UNESCO per promuovere i prodotti locali». Come temevamo, il riconoscimento viene utilizzato come una sorta di Bollino blu

Come temevamo fin dall’inizio, 10 anni fa. Il riconoscimento Unesco da vivere come una sorta di «Bollino blu».
L'idea è stata lanciata dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, che a partire da quest'autunno ricoprirà l'incarico di presidente della Fondazione.
«Un marchio “Dolomiti UNESCO” per valorizzare i prodotti enogastronomici e dell'artigianato dei territori interessati dal “prestigioso riconoscimento” che quest'anno festeggia il decennale.
L'occasione è stata la serata «Dolomiti e patrimonio alpinistico ladino», promossa nella sala consiliare di Sèn Jan dal Comitato Enjoy Pozza.
«Per la prima volta, il prossimo ottobre il Trentino assumerà la presidenza della Fondazione Dolomiti UNESCO.
«Per l'amministrazione provinciale sarà questo motivo di sano orgoglio, a 10 anni dal riconoscimento, – sono state le parole di Tonina, che ha evidenziato la necessità di promuovere ulteriori momenti di promozione e di conoscenza della Fondazione sul territorio delle province autonome e delle regioni interessate – Siamo consapevoli che ci sia ancora molto da fare, promuovendo azioni concrete per il rilanciare in maniera sempre più decisa le Dolomiti come patrimonio mondiale.»
 
La direttrice della Fondazione Marcella Morandini ha messo in luce le ricadute positive sul territorio date dal riconoscimento UNESCO: dai primi dati del monitoraggio 2019 sui flussi turistici, emerge una crescita del 10% della frequentazione dei siti d'alta quota.
«Si tratta di una sorta di rinascita del turismo sulle Dolomiti, segnata dall'arrivo di ospiti provenienti anche da Israele, Nuova Zelanda e Cile, la cui attenzione è stata attratta proprio dal riconoscimento UNESCO. I rifugisti stanno esprimendo la loro viva soddisfazione.»
La direttrice ha parlato inoltre dello studio sui big data condotto in sinergia da Eurac e Università Ca' Foscari di Venezia: «Una ricerca che parte dai dati forniti in forma anonima e aggregata dagli operatori telefonici, per ricostruire aree di provenienza e spostamenti degli ospiti nelle aree di visita».
 
Tonina – al quale ha poi fatto eco il direttore dell'Apt Val di Fassa Andrea Weiss – ha evidenziato l'importanza di continuare a promuovere il patrimonio UNESCO, ma non solo.
«È fondamentale ora valorizzare in maniera più puntuale i prodotti tipici dei territori, magari lanciando un marchio unitario.
«Il gioco di squadra favorirà lo sviluppo economico e sociale di tutte le aree interessate. In vista delle Olimpiadi invernali 2026 (che andranno a toccare un'area in gran parte interessata dal riconoscimento Dolomiti UNESCO), la Fondazione dovrà lavorare in sinergia con il Comitato organizzatore dei Giochi per consentire a Province e Regioni di costruire le basi per un futuro ancora più roseo.
«Quelle che andranno in scena tra sette anni, dovranno essere le Olimpiadi della sostenibilità, anche alla luce dei risultati dell'importante percorso promosso con gli Stati Generali della Montagna: il benessere futuro delle valli sarà garantito solo salvaguardando e promuovendo ambiente e paesaggio.»

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