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Grandine in Anaunia e in Rotaliana, sopralluogo di Zanotelli

Oltre un migliaio di ettari di frutteto e vigneto colpiti dalla grandine e danni ingenti, in fase di valutazione

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Sono iniziati oggi i sopralluoghi tecnici nei campi della Val di Non e della Piana Rotaliana, dove giovedì pomeriggio si è abbattuta una tempesta di chicchi di ghiaccio che in alcuni casi ha compromesso il raccolto d’annata, oltre ad alberi da frutto e impianti.

«Siamo qui per testimoniare la vicinanza della Provincia autonoma di Trento agli agricoltori che hanno perso un anno di lavoro» sono state le parole dell’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, che ha voluto rendersi conto di persona della situazione.
«Purtroppo l’evento meteorologico di ieri ha causato danni importanti alle colture, compromettendo il duro lavoro delle aziende agricole. Dobbiamo constatare come eventi di questo genere appaiano sempre più frequenti e intensi, con danni anche sotto il profilo qualitativo e degli impianti ed effetti che si ripercuoteranno anche sulle prossime annate. Va dunque ricordata l’importanza di usufruire degli strumenti a disposizione per la gestione del rischio promossi anche dalla Provincia» ha osservato l’assessore provinciale all’agricoltura.
 

 
Nello specifico, secondo le prime rilevazioni la grandine ha colpito con intensità diversa circa 5-600 ettari di meleti in Val di Non (Tres, Vervò, Taio, Tassullo e in parte Tuenno e Cles) e 600 ettari di vigneto in Rotaliana (da Mezzocorona a Roveré della Luna, fino a Cadino, Faedo e San Michele all’Adige). Le varietà maggiormente interessate sono quelle di Pinot Grigio, Chardonnay, Traminer e in parte Lagrein.
Nelle zone in cui la grandine ha colpito i frutti in maniera più pesante, si stima una perdita quasi totale del raccolto, ma i tecnici evidenziano come sia ora presto per effettuare una stima puntuale dei danni.

Circa il 95% dei melicoltori e il 75% dei viticoltori trentini sono assicurati contro i danni da maltempo e dunque potranno contare su un intervento economico rispetto ai danni subiti. Inoltre, anche grazie a un contributo provinciale – a partire dal 2020 - è stato possibile estendere a tutti gli assicurati la polizza anche ai danni provocati agli impianti produttivi.

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