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Bonifica del Lago di Varna di 6.064 ordigni esplosivi

Gli artificieri dell’Esercito Italiano e i Palombari della Marina Militare hanno ripreso le attività di bonifica rimuovendo dalle acque del lago 6.064 ordigni esplosivi

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È appena terminato l’intervento d’urgenza condotto dagli operatori dei Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare distaccati presso il Nucleo SDAI di Ancona (Sminamento Difesa Anti mezzi Insidiosi) che, chiamati dal Commissariato del Governo di Bolzano, assieme ai colleghi dell’Esercito Italiano appartenenti al 2° Reggimento Genio Guastatori, hanno effettuato l’ennesima campagna di bonifica nelle acque del lago di Varna (BZ) dal 8 al 19 giugno.
Durante questa attività, pianificata accuratamente dagli Enti Locali con il Comando Truppe Alpine di Bolzano ed il supporto del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), sono state rimosse dagli operatori della Marina 6.064 bombe da fucile austriache della prima guerra mondiale, che vanno ad aggiungersi ai 33.862 manufatti inesplosi che sono stati tolti dal fondo del lago dal 2017 e consegnati, per la relativa distruzione in idoneo sito, agli stessi guastatori della Brigata Alpina «JULIA».
La complessa attività di bonifica condotta incessantemente dal Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin nelle acque italiane, rientra tra i compiti d’istituto assegnati dal Paese alla Marina Militare per la salvaguardia della pubblica incolumità.



Dal 1 gennaio 2020 al 19 giugno 2020 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin) hanno rimosso 19.401 ordigni esplosivi residuati bellici dai mari, laghi e fiumi italiani.
È bene ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensione possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari della Marina e degli specialisti dell’Esercito al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare e dei nostri laghi.

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