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Conclusa l’«Operazione Romagnano», bonificata l’area

Il 2° reggimento genio guastatori alpini neutralizza in un'ora una bomba d’aereo da 500 libbre nei pressi di Trento

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L’Esercito Italiano in cooperazione con le Istituzioni Locali ha terminato con successo il disinnesco della bomba d’aereo a Romagnano, un ordigno inglese da 500 libbre (quasi 250 kg) risalente al secondo conflitto mondiale e rinvenuto nella costa boscosa sovrastante l’abitato.
Si è trattato del terzo manufatto esplosivo similare ritrovato negli ultimi anni nel trentino.
 

 
Una immediata ricognizione e messa in sicurezza del sito di ritrovamento, da parte degli artificieri appartenenti al 2° reggimento genio guastatori alpini di Trento insieme alle Forze dell’Ordine Locali, aveva permesso di attivare immediatamente i primi provvedimenti di contingenza per la salvaguardia della cittadinanza e dunque proseguire ad una accurato coordinamento e pianificazione dell’«Operazione Romagnano» da parte del Commissariato del Governo, del Comune di Trento e del Comando Truppe Alpine, per giungere dunque alla data dell’intervento individuata nella domenica 2 febbraio.
 

 
Il Commissariato del Governo ha quindi adottato una serie di misure di sicurezza, necessarie a garantire l’incolumità della popolazione locale ed il preciso svolgimento delle operazioni di evacuazione dagli abitati interessati.
Circa 1.800 i cittadini evacuati per le 8:30, ma che in breve tempo sono riusciti a rientrare alle loro case, grazie alla celere azione congiunta degli stessi guastatori della Brigata Alpina JULIA, alla cornice di sicurezza garantita dalle Forze dell’Ordine, agli assetti antincedio dei Vigili del Fuoco ed agli assetti medici della Corpo Volontario Militare della Croce Rossa.
Alle ore 9:00, infatti, sono iniziate le fasi di despolettamento della bomba, delicata estrazione degli organi innescanti, per terminare alle 10:10.
 

 
Un’operazione che ha visto gli artificieri e tutti gli specialisti del 2° reggimento genio guastatori alpini esprimersi al meglio alla neutralizzazione del grosso manufatto in ambiente montano difficoltoso nell’approccio tecnico: gli operatori attrezzature speciali che hanno apprestato i siti di attività, gli esperti responsabili del movimento in montagna, i fabbri del genio che hanno approntato una slitta apposita dedicata alla calata del corpo bomba, privo di inneschi, lungo il pendio scosceso e quindi procede a trasporto e distruzione definitiva dell’ordigno presso la Cava Chizzola in Comune di Ala, sito idoneo messo a disposizione dalle Autorità Locali.
Nella foto seguente, il brillamento della bomba.

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