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Il futuro può essere Donna – Di Paolo Farinati

Il Trentino deve avere lo spirito libero per saper scrivere una sua nuova storia di benessere e di sviluppo anche al femminile

Lo scrissi in tempi non sospetti, per la precisione ad inizio luglio 2019: il futuro può essere Donna, laddove nel passato e nel presente abbiamo avuto e abbiamo la conferma delle eccellenti capacità di molte Donne. E questo nella cultura, nella scienza, nello sport, nello spettacolo, nell’economia, nella politica.
Rimanendo in un contesto mondiale, possiamo fare moltissimi nomi, partendo anche da molto lontano nella storia: Saffo, Cleopatra, Giovanna d’Arco, Marie Curie, Elisabetta I, Maria Stuarda, Maria Teresa d’Austria, Amelia Earhart, Anna Frank, Coco Chanel, Maria Callas, Indira Gandhi, Maria Teresa di Calcutta, Rosa Parks, Valentina Tereskova, Evita Peron, Margaret Thatcher, Diana Spencer, Angela Merkel, Ursula von der Leyen, Greta Thunberg e molte altre.
 
La Donna si è guadagnata il proscenio da protagonista, sempre comunque con grande fatica, ogni qualvolta l’essere umano maschio non ha saputo mostrare fino in fondo visione, determinazione e coraggio. Gli esempi sono innumerevoli.
I momenti decisivi della storia hanno quasi sempre visto una figura femminile assurgere a tutore di una comunità, di un popolo, talvolta di tutta l’umanità.
Qui non è in gioco chi tra una Donna e un Uomo sia il migliore, il migliore non ha sesso, lo stabilisce il consenso di una maggioranza grazie alle competenze, alla sensibilità, alle convinzioni, all’empatia messe in campo e poi riconosciute dai più.
 
L’Europa oggi vede tre Donne ai vertici delle sue istituzionali e della sua politica: Ursula von der Leyen, Angela Merkel e Christine Lagarde.
Si possono condividere o meno, ma tutte e tre hanno mostrato sin qui doti eccellenti, idee precise, capacità di mediazione, risolutezza nelle decisioni.
Prerogative solo femminili? Non credo, certo è che il presente sta finalmente dando credito e grandi responsabilità alle Donne.
 
Questa premessa mi è utile per arrivare ad un livello territoriale più vicino a noi, ovvero a considerare le Donne candidate a Sindaco o ai vari Consigli comunali alle ormai imminenti elezioni del 20 e 21 settembre, previste anche in Trentino.
Di Donne candidate alla poltrona di primo cittadino ve ne sono più che in passato, magari non tutte viste come favorite, ma certamente costituiscono una validissima opportunità di scelta per gli elettori di molti dei nostri Comuni.
 
Stando nei centri maggiori, a Trento sono due le candidate a Sindaco, Carmen Martini e Silvia Zanetti, a Rovereto la sola Gloria Canestrini, due ad Ala Vanessa Cattoi e Franca Bellorio, a Mori Paola Depretto, una a Cles Carmen Noldin. Tutte accompagnate da un preciso programma e sostenute da liste di assoluto valore civico e politico.
Quindi, rispetto al passato anche recente, il quadro si presenta con uno sfondo maggiormente «rosa».
Anche qui le giuste lotte per la parità di genere hanno condotto a successi importanti.
 
Giambattista Vico ci ha scritto dei «corsi e ricorsi della storia», il presente può essere il tempo delle Donne, quelle brave evidentemente.
Non corro il rischio di fare inutili pronostici, ma certamente mi auguro che anche il nostro amato Trentino scelga di affidare l’importante amministrazione di molte delle proprie comunità alle riconosciute capacità, anche innovative, di Donne preparate, motivate ed entusiaste.
Il Trentino, a mio parere, deve avere lo spirito libero per saper scrivere una sua nuova storia di benessere e di sviluppo anche al femminile.

Paolo Farinati

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