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«Storie di genere. Il punto sulle donne»

Conferenze, giornate di studio, concerti, teatro a Rovereto l’8, l’11 e il 12 ottobre

La questione dei rapporti di genere è di grande attualità nel mondo di oggi.
Anche nelle società più avanzate maschile e femminile continuano ad essere asimmetrici in tanti ambiti: culturale, politico, economico.
Persistono così aberrazioni nelle relazioni sociali, di cui il femminicidio è il caso più tragico.
Si tratta del risultato di un’errata grammatica di genere, che può essere smantellata solo attraverso un percorso di conoscenza e di consapevolezza volto alle generazioni più giovani.
Di queste questioni, che sono legate fondamentalmente al problema dell’identità, tratta «Storie di genere. Il punto sulle donne», manifestazione organizzata dall’Associazione culturale «Piazza del Mondo» in collaborazione con Biblioteca Civica «G. Tartarotti» di Rovereto, Conservatorio di musica «Bonporti» di Trento, Associazione Culturale «MotoContrario» di Trento, e con il supporto di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Regione autonoma del Trentino Alto Adige, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, BIM Consorzio dei Comuni dell’Adige.
 
La manifestazione consiste di conferenze, giornate di studio e performances (concerti e teatro) e si svolgerà a Rovereto nei giorni di martedì 8, venerdì 11, sabato 12 ottobre.
Si inizia martedì 8 ottobre con una conferenza per la città di Mario Negri, docente all’Università IULM, che alla Biblioteca Civica «Tartarotti», Sala Universitaria, alle ore 20 parlerà della condizione femminile nell’antica Grecia.
Seguirà un concerto del MotoContrario ensemble: alle ore 21, con Emanuele Dalmaso sassofono, Andrea Mattevi viola, Cosimo Colazzo pianoforte.
Nel programma rilevanti presenze di compositrici del ‘900 e contemporanee.
Venerdì 11 ottobre si avvia una due giorni di studi densa di interventi. A partire dalle ore 10, presso la Sala Belli di Palazzo Alberti a Rovereto (Corso Bettini) nell’arco della giornata, sono in programma gli interventi di: Maria Rosa Cutrufelli (scrittrice e giornalista), Maria Serena Sapegno (Università di Roma), Giuliana Adamo (Trinity College Dublin), Gonaria Floris (Università di Cagliari), Maddalena Spagnolli (Liceo Rosmini Rovereto), Annarosa Buttarelli (Università di Verona), Margherita Anselmi (Conservatorio di musica di Trento).
 
Lo stesso 11 ottobre, venerdì, è in programma, in mattinata, anche una performance teatrale per le scuole, «Artemisia» di e con Isabella Carloni (Teatro Rosmini di Rovereto, ore 11.30).
In serata (dello stesso giorno venerdì 11) invece, alla Sala Universitaria della Biblioteca Civica, alle 20.30, un concerto del Bonporti Antiqua Ensemble, Gruppo Vocale del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di musica di Trento coordinato da Lia Serafini e Roberto Gianotti, dedicato a compositrici del ‘600.
Il giorno successivo, sabato 12 ottobre, a partire dalle ore 10 presso la Sala Universitaria della Biblioteca Civica proseguono le giornate di studio con gli interventi di Francesca Medioli (già docente all’Università di Reading, in Gran Bretagna), di Susanna Zinato (Università di Verona) e di Giuliana Adamo.
Segue alle ore 11.30, nella stessa Sala, un concerto del soprano Patrizia Zanardi e del pianista Cosimo Colazzo.
Quale può dirsi la sintesi di questo multiforme impegno tra ricerca, divulgazione e performances variamente declinate?
Viviamo in un mondo complesso, dove straordinari avanzamenti della cultura democratica promuovono a salvaguardia delle diversità e dei diritti di tutti.
 
Nel contempo, presso le medesime società, vanno aumentando ondate di nazionalismo, di autoreferenzialità, di necessità di definire con fermezza confini certi e rigidi in tutti gli ambiti: geografia, politica, gestione del corpo, identità sessuale ecc..
In una situazione contraddistinta da spinte spesso contrapposte, è importante abbracciare una prospettiva che eviti le derive ideologiche e dia, invece, voce alle esperienze del vissuto.
Ogni ideologia tende sempre a incasellare la realtà in concetti precostituiti – semplici e lineari, che spesso la Storia ci mostra essere diventati pregiudizi letali -, dando una versione astratta di un mondo auspicato ma ideale.
Il vissuto, invece, corrisponde a una geografia più composita, che va incontrata sul suo terreno reale.
Il progetto intende dare voce ad autrici che hanno affrontato le questioni dei rapporti di genere, da varie prospettive: letteratura, critica letteraria, indagine antropologico-sociale, e così via.
Inoltre apre un essenziale spazio performativo, chiamando teatro e musica a riflettere sulle tematiche del femminile e dell’identità di genere.

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