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Porta a Porta/ 12 – Lettera aperta di Dorigatti a Vespa

«Provi a stare insieme ai nostri Vigili del Fuoco Volontari, al nostro Soccorso Alpino, agli Alpini in congedo, al tessuto sociale e culturale di questi luoghi...»

Questo il testo della «lettera aperta» indirizzata dal Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Bruno Dorigatti, al dott. Bruno Vespa.

Egregio dott. Vespa,
 
certo della Sua disponibilità al confronto e sicuro della Sua lontananza da ogni tentazione populistica, mi permetto appellarmi alla Sua cortese attenzione, con questa mia lettera aperta, per provare, insieme, ad uscire dallo stato di diffuso disagio originato da una distorta lettura della realtà delle nostre autonomie speciali, come quella che pare aver connotato la puntata di Porta e Porta dello scorso 13 gennaio.
 
Nella ferma intenzione di evitare ogni sterile polemica e senza la presunzione di convincerLa di alcunché, La prego però rammentare con me anzitutto come il processo di costruzione e di sviluppo delle nostre autonomie speciali, voluto da Alcide Degasperi al quale so andare anche la Sua ammirazione, abbia favorito il rientro dell’Italia nel consesso delle nazioni democratiche, dopo l’onta del fascismo e del suo esasperato centralismo dittatoriale.
Ciò posto, ricorderemo insieme la più che trentennale e dolorosa fase del terrorismo eversivo di stampo neonazista, che ha lastricato il difficile terreno della convivenza con le bombe e con il sangue anche di molti Servitori dello Stato e che solo dentro il maturarsi di un vasto ed innovativo modello di autonomia ha smarrito la sua forza attrattiva.
 
La convivenza, che per il suo superiore valore non ha quantificazione economica alcuna, è quindi una ragione storica che non viene mai meno, se è vero com’è vero che molte realtà regionali del mondo, come nel caso del Tibet e della Palestina, vengono ancora qui per capire e copiare, dove possibile, l’attualità di queste forme di democrazia e di sviluppo, ingredienti irrinunciabili al definirsi di complessi processi di pacificazione.
La convivenza inoltre porta con sé spinte alle crescita, consapevolezza dell’essere comunità e quindi assunzioni collettive ed individuali di responsabilità.
Stupisce allora ancor più il reiterato tentativo dei detrattori delle nostre autonomie di invocare per noi sempre un livellamento verso il basso, anziché promuovere un complessivo innalzamento della qualità del vivere e dell’amministrare tale da portare ogni regione su di un piano alto di parità, piuttosto che immiserire tutti nella palude di un malfunzionamento generale e di un amaro crepuscolo senza fine.
 
Non mi addentro, volutamente, in dati, tabelle, riferimenti normativi e conteggi di qualsiasi sorta. Però non posso non chiedermi perché Ella giudichi così negativamente l’erogazione, da parte dell’autonomia, di un’ampia gamma di servizi alla persona, come ad esempio il sostegno per le spese odontoiatriche per soggetti a basso reddito o gli interventi in aiuto delle persone anziane. Forse non Le sembra un degno livello di civiltà, anche se ancora ben lontano dagli avanzati modelli scandinavi ai quali pur ci si ispira?
 
Lei è un navigatore troppo esperto della più recente storia italiana, così come dei procellosi mari dell’informazione giornalistica, per limitarsi a qualche parziale dato apparso su di «un libro appena uscito di De Robertis» («Il Trentino» 16.01.2014) ed allora provi, per cortesia e anche per dimostrare di non essere mosso da malanimo o da pregiudizio, a venire qui, a Trento ed a Bolzano.
Provi a verificare sul campo dove stanno i supposti «privilegi» e come si spendano i soldi pubblici.
Provi a stare insieme ai nostri Vigili del Fuoco Volontari, al nostro Soccorso Alpino, al sistema di Protezione Civile allestito dagli Alpini in congedo, al tessuto sociale e culturale di questi luoghi.
Provi, caro dott. Vespa, a verificare quante e quali competenze sono in capo alle nostre autonomie speciali, anche a fronte di riduzioni miliardarie della finanza pubblica locale in favore del riequilibrio del bilancio dello Stato.
Provi ad approfondire quanto qui si sia fatto in termini di contenimento dei costi della politica ed infine, provi a non ritenerci dei biechi sfruttatori dei risparmi altrui, leggendo lo stato dei depositi bancari della nostra gente, che, nonostante tutto, del proprio sistema creditizio locale si fida ancora.
 
So che Lei è sempre molto occupato, eppure vorrei invitarLa qui, a casa nostra, per toccare con mano, per approfondire, per dirci dove abbiamo sbagliato e dove stiamo errando, ma anche per riconoscere che forse, qualche rara volta, sbaglia anche Lei.
L’attendo e Le assicuro che le spese del Suo soggiorno, com’è tradizione locale, le pago io.
Tutte e di tasca mia.
Confido nell’accoglimento di quest’invito e La saluto, senza rancore e con sincera cordialità.
 
Il Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento
Bruno Dorigatti

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