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«40-40-40»: il Garda Trentino gioca il terno della sostenibilità

Il workshop online «Una comunità resiliente per un territorio accogliente» ha impegnato 40 attori under 40 a confronto con esperti in vista di un 2040 green

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Photo Credits Miha Matavz.
 
Essere lungimiranti, pensare al futuro e individuare soluzioni concrete per migliorare il territorio attraverso obiettivi a lungo termine.
Questo il concept di «Una comunità resiliente per un territorio accogliente», il workshop online svoltosi nella giornata di ieri, venerdì 20 novembre, organizzato dal Comune di Arco e Garda Trentino S.p.A. con il supporto di Fondazione Edmund Mach, EIT Climate-KIC, Hub Innovation Trento e Università degli Studi di Trento.
40 attori under 40 del territorio altogardesano, operanti in diversi settori, si sono confrontati in due sessioni di lavoro, una al mattino e una pomeridiana, con esperti e innovatori, ipotizzando le soluzioni da adottare per rendere il territorio più sostenibile nel prossimo ventennio.
 
«In un periodo complesso e destinato a passare alla storia, come quello che stiamo vivendo ora, è importante lanciare messaggi di speranza alla comunità, – ha affermato il Sindaco di Arco, Alessandro Betta. – Questo tipo di iniziative rappresentano un’importante occasione di confronto per iniziare a gettare le fondamenta del nostro futuro.
«La certificazione EMAS è la conferma dell’attenzione che Arco mostra nei confronti del tema della sostenibilità.
«Tuttavia, è giunto il momento di lavorare concretamente per un ambientalismo serio e maturo.»
 
«Il tesoro più prezioso dell’Alto Garda è la natura circostante, – ha commentato il Direttore di Garda Trentino S.p.A. Oskar Schwazer. – La sostenibilità economica è chiaramente importante, ma noi dobbiamo puntare fortemente sulla qualità del turismo che rappresenta un valore aggiunto per il nostro territorio.
«Fornire ai turisti delle linee comportamentali stimola la sostenibilità sociale: il nostro territorio deve lavorare per soddisfare le esigenze presenti senza compromettere il futuro delle nuove generazioni.»
Dopo la suddivisione dei partecipanti in quattro «stanze virtuali» - dedicate a mobilità sostenibile, agricoltura e cibo, spreco di risorse ed economia circolare, tutela e promozione del paesaggio - la prima parte del workshop si è incentrata sulla condivisione di idee fra partecipanti e moderatori, attraverso un brainstorming basato sul «pentagonal problem», ovvero la possibilità di costruire un terreno comune per decidere quali azioni intraprendere.
 
Nella seconda parte del seminario è stato invece definito uno scenario auspicabile con vista 2040 per la Comunità del Basso Sarca e Ledro, attraverso la tecnica del backcasting.
Un procedimento di previsione a ritroso che si pone l’obiettivo di definire le condizioni utili o necessarie per arrivare all’obiettivo desiderabile e tutta una serie di azioni che si è disposti ad adottare concretamente fin da subito per scrivere un futuro sostenibile.
«È finito il tempo di adottare soluzioni uguali per tutti, è necessario definire strategie singole per ogni territorio, a seconda delle diverse esigenze, – ha concluso Alessandro Gretter di Fondazione Mach. – L’evento odierno è soltanto un punto di partenza. Per arrivare all’obiettivo finale, che auspichiamo di raggiungere fra 20 anni, bisogna mettersi in gioco sin da subito condividendo delle soluzioni ideali anche con altre realtà.»
 
Quanto emerso dai lavori del workshop verrà riassunto dai referenti del progetto e presentato pubblicamente entro Natale.

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