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I delitti reiterati risalgono al Feragosto scorso

Arrestata la donna che, insieme a due complici di cui una minorenne, aveva compiuto a Riva del Garda diversi furti in abitazione

Arrestata a Rovigo la donna nata nel 1993 in Lombardia che era stata identificata dagli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Riva del Garda quale autrice di diversi furti in appartamento consumati nell’Alto Garda tra il 12 ed il 19 agosto 2020.
L’indagine, che era iniziata a seguito di alcuni furti in appartamento avvenuti a cavallo di ferragosto e alla individuazione e denuncia di tre ragazze sorprese, mentre tentavano di forzare un appartamento, partiva dall’assunto che la tecnica utilizzata dagli autori dei furti per introdursi negli appartamenti era compatibile con quanto contestato alle tre donne.
 
L’indagine, che ha avuto il suo apice nel fermo delle tre donne, era partita dall’aumento significativo dei furti in appartamento, ad agosto, elemento che non era sfuggito all’analisi dei reati che da tempo stava conducendo il Commissariato.
Erano infatti alcuni giorni che gli uomini della Polizia di Stato di Riva del Garda avevano stretto il cerchio intorno ad alcune zone del centro dove erano stati tentati, e in un paio di casi realizzati, alcuni furti in abitazione.
 
La tecnica utilizzata dei malfattori era sempre la stessa. Prendevano di mira le porte senza blindatura e, con una tecnica molto artigianale, forzavano, con un cacciavite, il cilindro dalla serratura e con una chiave-pinza lo spezzavano.
Per ultimo, con un supporto di plastica sollevavano il dente di chiusura delle porte ed entravano nelle abitazioni.
Come è noto gli eventi criminali tendono a concentrarsi in luoghi specifici del tessuto urbano ed in particolari archi temporali.
 
Partendo da questo assunto, che il Commissariato di Pubblica Sicurezza con l’Arma dei Carabinieri e con il supporto della Polizia Locale aveva stabilito un piano di controllo del centro storico di Riva del Garda, al fine di prevenire i furti e, comunque, nel caso si fossero ripetuti, di intercettarne gli autori.
Per tale motivo, dopo aver geo referenziato i fatti reato era stato creato un piano di intervento in caso di furto in atto, confidando, anche, nelle segnalazioni della cittadinanza, primo presidio della sicurezza partecipata.
 
L’attività era stata coronata da una chiamata di un cittadino che segnalava in centro a Riva del Garda tre ragazze che, poco prima, avevano tentato di forzare la serratura della sua abitazione.
La preziosa informazione venne dirottata alle pattuglie in servizio in quelle zone e poco dopo le tre ragazze vennero fermate all’interno di tre negozi, mentre tentavano di far perdere le loro tracce.
 
Condotte al Commissariato di P.S., addosso alle tre vennero rinvenuti e sequestrati due cacciaviti, una chiave inglese, 190 euro in contanti, un mazzo di chiavi (presumibilmente usate per forzare le porte), un ritaglio di plastica sagomato (generalmente utilizzato per l’apertura delle porte a scatto) e due telefoni cellulari.
Dopo questa prima e fruttuosa attività gli investigatori, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Rovereto, svolsero proprio partendo dal sequestro dei cellulari e dalle analisi delle celle telefoniche le analisi dei flussi telefonici volte all’individuazione dei probabili autori dei furti avvenuti nel mese di agosto.
 
I dati così raccolti incrociati con le immagini delle telecamere permisero al Sost. Procuratore dott. Fabrizio De Angelis, di richiedere, sulla base degli elementi chiari, precisi e concordanti, raccolti dagli Agenti del Commissariato di P.S. di Riva del Garda, al GIP del Tribunale di Rovereto la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere, eseguita nella giornata di ieri dai Carabinieri di Castelmassa (Rovigo) in collaborazione con il Commissariato di Riva.
Nei confronti delle tre donne, che dovranno rispondere anche degli altri furti contestati, il Questore Cracovia ha irrogato il Foglio di Via da Riva del Garda, Arco, Torbole e comuni limitrofi.
 
«Il furto in appartamento, commenta il vice Questore Salvatore Ascione, rappresenta uno dei delitti più odiosi che possono capitare perché non solo viola l’intimità del cittadino nel luogo che ritiene più caro e sicuro ma, anche, perché viene percepita dalla persona come una lesione di un diritto assoluto.
«L’essere riusciti ad individuare gli autori e soprattutto essere riusciti a limitarne la libertà personale, rappresenta un piccolo ristoro per coloro che sono state le vittime di tale aggressione ed il segno dell’importante lavoro svolto dalle forze di Polizia.»

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