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Arco - Una Comunità resiliente per un territorio accogliente

Il vicepresidente Tonina: «Grazie ai giovani che hanno partecipato. Serve uno sforzo comune per lo sviluppo sostenibile»

Un futuro costruito con il contributo di tutti, attento ai valori dell'ambiente, del paesaggio, della sostenibilità: questo l’obiettivo di fondo del progetto «Una Comunità resiliente per un territorio accogliente», realizzato dal Comune di Arco assieme a Provincia autonoma, Università, Fondazioni di ricerca, per provare ad immaginare, soprattutto con l’aiuto di tanti giovani, il futuro della Comunità dell’Alto Garda, un territorio delicato e complesso, amato in pari misura dai residenti e dai moltissimi visitatori.
Come si immagina questo territorio nel 2040? Come immagina la sua agricoltura, la sua mobilità, la sua economia, il suo paesaggio? Queste le domande che gli organizzatori si sono posti, a cui si è provato a rispondere oggi in un primo evento di presentazione dei risultati del progetto, con una videoconferenza a cui ha partecipato anche il vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente e enti locali Mario Tonina, assieme al presidente di Garda Trentino Marco Benedetti, a diversi assessori dell’amministrazione comunale arcense e a rappresentanti del mondo della ricerca.
 
«Un saluto e un ringraziamento in particolare ai giovani, che hanno portato avanti un impegno così importante – ha detto l’assessore Tonina. – Anche la Provincia è in sintonia con i vostri ragionamenti e le vostre convinzioni. Dobbiamo fare uno sforzo comune, perché lo sviluppo sostenibile non è un obiettivo che può essere perseguito isolatamente. Per questo è importante coinvolgere tutti i partners possibili, fra cui la nuova Apt, che nasce in seguito alla riforma del sistema delle Autonomie, come pure la Fondazione Dolomiti Unesco, di cui sono presidente.»
Tonina ha ricordato di avere adottato una decisione, non appena insediata la nuova Giunta, per definire una strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile. Ciò tenendo conto dei contenuti dell’Agenda 20/30 e degli impegni assunti dal nostro Paese.
 
«Che il Comune di Arco abbia aderito con convinzione a questa iniziativa è un segno tangibile che stiamo andando nella stessa direzione – ha aggiunto, rivolgendosi agli organizzatori dell’iniziativa – e dimostra che bisogna agire su più piani, tanto a livello internazionale quanto locale. La pandemia ha purtroppo ritardato il percorso che avevamo avviato qui in Trentino, ma ci auguriamo di poter riprenderlo presto con la più ampia partecipazione dei cittadini e delle comunità. Fra i temi che voi avete posto, con riferimento al vostro territorio, ne ho a cuore alcuni, riconducibili alla grande questione del turismo sostenibile, come la ciclovia del Garda. Stiamo anche valutando la possibilità della realizzazione di un collegamento ferroviario per l’Alto Garda, assieme alla realizzazione di una nuova viabilità. Progetti come questi, che fanno dialogare le comunità e i territori, vanno nella giusta direzione, e rappresentano opportunità preziose per il futuro.»
 
Il Comune di Arco è registrato EMAS dal 2009. Il percorso fatto per raggiungere questa certificazione ha portato al progetto «Una Comunità resiliente per un territorio accogliente».
Per la sua realizzazione Arco ha avviato già a fine 2019 un progetto di Servizio Civile Universale Provinciale, ad esso dedicato e coinvolto da subito Garda Trentino S.p.A., e quindi alcune importanti realtà scientifiche come la Fondazione Edmund Mach, l’Università degli Studi di Trento e Hub Innovazione.
Dal continuo e proficuo confronto è emersa l’intuizione di chiedere a 40 giovani (under 40) di immaginare il nostro territorio dell’Alto Garda nel 2040 e, per dare concretezza ai sogni, quali i passi per realizzare tali obiettivi.
Nell’iniziativa sono stati usati un mix di strumenti analogici e digitali per attivare l’intelligenza collettiva in un impegno corale, anche se a distanza.
 
I quattro gruppi di lavoro si sono concentrati su quattro temi distinti, che sono stati oggetto della presentazione di oggi: agricoltura, cibo e filiera corta; mobilità sostenibile; riduzione dello spreco ed economia circolare; tutela e promozione del paesaggio.
I rappresentanti di ciascun tavolo di lavoro sono stati anche invitati a visualizzare uno scenario di futuro possibile e desiderabile al 2040, in un brainstorming collettivo.
Successivamente i partecipanti hanno immaginato le tappe necessarie per rendere possibile lo scenario immaginato, ad esempio: una nuova conoscenza, una tecnologia, un’innovazione, una soluzione, un progetto, un processo, un quadro di normative, una buona pratica da coltivare nel tempo lungo il cammino dal 2020 al 2040.

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