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Riva del Garda: assemblea dei vigili del fuoco e nuovi progetti

Il 2020 ha impegnato il corpo di Riva in 1.106 interventi richiedendo 9.404 ore uomo

Assemblea ordinaria dei vigili del fuoco di Riva del Garda, alla presenza del vicepresidente della Provincia di Trento, Mario Tonina, dei sindaci di Riva, Cristina Santi, e di Nago-Torbole, Gianni Morandi, dell’ispettore distrettuale Marco Menegatti, del suo vice Massimo Mazzardi e dei due vicepresidenti della federazione provinciale dei vigili del fuoco Luigi Maturi e Daniele Postal. Foto @VVF Riva.
I vigili del fuoco si sono riuniti nella autorimessa per rispondere al distanziamento interpersonale richiesto dalla normativa anti-covid.
L’ordine del giorno prevedeva l’approvazione del bilancio di rendiconto 2020 e di quello di previsione del 2021 inoltre si doveva procedere alla votazione per la nomina del segretario e di un capoplotone.
 
 Segretario e capoplotone  
La votazione per il segretario ha visto eletto Daniele Zanoni nel ruolo di segretario.
Daniele Zanoni, classe 1983, è entrato a far parte del corpo rivano prima come allievo e poi come vigile del fuoco all’età di 18 anni.
Da circa dieci anni ricopre l’incarico di addetto stampa all’interno del corpo ma anche a livello distrettuale tenendo i rapporti con le redazioni giornalistiche anche in occasione di grossi interventi o manifestazioni.
Attualmente l’ufficio stampa si è allargato a cinque persone che seguono anche la parte relativa ai social media ed ai video.
Prende il posto di Nicolò Rigatti che dopo due mandati interi di cinque anni ciascuno ha giocato anche i tempi supplementari di questi ultimi mesi in quanto l’emergenza Covid-19 non permetteva di convocare assemblee per le votazioni.
 
Il nuovo capoplotone è Yari Depentori. Yari, classe 1991 ha iniziato come allievo nel 2006 per poi passare come volontario nel 2009.
L’anno seguente, a 19 anni, diventa istruttore del gruppo allievi.
Dal 2018 ricopre il ruolo di caposquadra e responsabile del settore nautico e acquatico. Prende il posto di Stefano Ropelato.
 
 Il comandante  
Gli ultimi 365 giorni sono stati riassunti dalla relazione annuale del comandante Graziano Boroni. Il 2020 ha impegnato il corpo di Riva in 1.106 interventi che hanno occupato 9.404 ore uomo.
In leggerissima flessione rispetto all’anno precedente, ma tenendo conto del prolungato periodo di lockdown e della stagione turistica sottotono si può affermare che c’è stato una discreta attività.
Il problema più grosso, anche nei vigili del fuoco, è stato quello del dover limitare al massimo le relazioni interpersonali per non fare penetrare all’interno della caserma il virus e non riuscire più ad essere efficienti ed efficaci nell’interventistica di tutti i giorni.
Queste restrizioni hanno dato i loro frutti e i pochissimi casi di virus che hanno colpito alcuni vigili del fuoco sono stati ricondotti a contatti familiari o lavorativi.
 
 Gli interventi  
Il primo a prendere la parola è stato l’assessore Tonina che ha colto, dalle parole del comandante Boroni e dalla visita alla caserma, quanto il corpo di Riva sia proiettato verso il futuro con le richieste avanzate in termini di attrezzature, mezzi e immobili.
E proprio di fronte alle richieste legittime la Provincia, ha aggiunto Tonina «vi accompagnerà negli iter. Lo è stato nel passato e lo sarà ancora di più nel futuro. Perche tutto questo porta ad avere sicurezza ed un operato strategico».
All’assessore è stata regalata la borraccia che i vigili hanno ricevuto per Natale. Questo gesto lo ha visto come una vera sensibilità nei confronti dell’ambiente per garantire una maggiore sostenibilità.
 
Il sindaco Morandi, che da qualche anno ha in atto una gestione associata con il comune di Riva del Garda proprio per garantire anche a Nago-Torbole un servizio insostituibile ed indispensabile di protezione civile prestato dai vigili del fuoco di Riva, ha ribadito che «l’operatività che il corpo rivano svolge sul lago non si sovrappone con quella degli altri attori che concorrono alla sicurezza del Garda, ma anche per il lago serve destinare più risorse per fronteggiare, ad esempio le sempre più frequenti piene del Sarca.
«Serve un motoscafo nuovo e le reti per contenere il materiale trasportato dal fiume.»
E proprio parlando di motoscafo l’ispettore Menegatti ha chiesto all’assessore Tonina di farsi fautore di una accelerazione dell’iter da parte di APAC (l’agenzia provinciale per gli appalti ed i contratti).
Mentre per gli interventi svolti nei territori di confine, attività che più corpi del Trentino hanno la necessità di regolamentare, c’è in atto la creazione di un gruppo di lavoro per analizzarne le problematiche e stilarne un protocollo operativo.
 
Il vicepresidente della federazione Maturi, ringraziando per l’invito e per dargli modo di conoscere i fatti e le problematiche del territorio, ha anche ringraziato sia il comandante Boroni che l’ispettore Menegatti per il supporto che forniscono alla federazione per portare avanti temi e progetti di interesse anche provinciale, mentre ha ringraziato l’assessore Tonina per l’occhio di riguardo che ha sempre avuto per il mondo del volontariato pompieristico vivendolo anche in prima persona.
La chiusura degli interventi è toccata al sindaco Cristina Santi che ha ringraziato tutti i vigili «per il supporto fornito all’Amministrazione comunale e nei confronti della popolazione anche al di fuori delle emergenze e urgenze come nel caso della consegna delle mascherine ad aprile o durante la consegna dei buoni spesa a dicembre».
Ha voluto spendere due parole anche sullo spostamento della caserma di viale Rovereto dicendo che dovrà essere una filosofia, un progetto ed un luogo condivisi al cento per cento con i vigili del fuoco, dovrà essere un luogo degno di questa attività e centrale rispetto al territorio di competenza, al lago ed alla grande viabilità.
Sicuramente, quindi, non molto lontano dall’attuale sede che in futuro si troverà nel bel mezzo di un viale Rovereto pedonalizzato e quindi poco compatibile con i transiti giornalieri di mezzi in emergenza.
Nel frattempo, all’interno della caserma di viale Rovereto, si dovranno creare nuovi spazi temporanei per rispondere, da subito, alle esigenze che l’interventistica giornaliera richiede.

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