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MusicaRivaFestival: questa sera la «Cantiga de la Serena»

Ultimo appuntamento per una rassegna dal tutto esaurito a Riva – Ieri sera l’Histoire du Soldat di Stravinskij

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Ultimo appuntamento per la 37esima edizione di muiscaRivafestival, la rassegna che a Riva ha portato grandi nomi della scena musicale contemporanea registrando, ad ogni appuntamento, il tutto esaurito.
 
Questa sera concerto d’eccezione presso l’area archeologica di San Martino ai Campi, alle 21.30, con il gruppo «La cantiga dela Serena».
L’ensemble, composto da musicisti e ricercatori pugliesi, da anni si dedica al recupero e alla rielaborazione della musica antica e tradizionale del bacino del Mediterraneo, promuovendo il dialogo culturale tra Occidente e Oriente.
 
Fabrizio Piepoli (voce, chitarra battente, daff), Giorgia Santoro (flauto, ottavino, flauto basso, flauto contrabbasso, bansuri, tin whistle, arpa celtica, banjo indiano, cimbali), Adolfo La Volpe (oud, chitarra classica, chitarra portoghese, bouzouki irlandese) propongono canti appartenenti a diverse tradizioni musicali che hanno come motivo conduttore il mare, la mar in ladino, che dà il titolo al loro ultimo progetto.
La Mar è una raccolta di canti appartenenti a diverse tradizioni musicali che hanno come motivo conduttore il mare, la mar in ladino.
 
Questo terzo lavoro discografico forma insieme ai precedenti una «trilogia del mare» e delinea un viaggio immaginario lungo il quale antiche cantighe sefardite (espressione della cultura degli ebrei spagnoli) si intrecciano a canti tradizionali pugliesi (canti narrativi, tarantelle), un syrto greco si fonde con un canto della Grecìa salentina, le sonorità ammalianti di una melodia siriana incrociano il vigore solenne di una villanella napoletana, fino a sciogliersi nel ritmo travolgente di un horo macedone.
 

 
Ieri sera, a palazzo dei Congressi, Histoire du Soldat di Igor Stravinsky (movie in basso), con Luigi Maio e i Solisti del Teatro alla Scala di Milano, una rappresentazione patrocinata dalla Fondazione Igor Stravinsky.
Un’interpretazione intensa quella del musicattore, legato a Riva per
ragioni stravinskiane.
«Quando feci la mia prima Histoire a Fidenza, nel 1992, decisi di festeggiare il successo proprio a Riva. Ed ora, eccomi qua coi mille personaggi del Soldat.»
Un contesto magico, lo ha definito ancora Maio, alla fine dello spettacolo.
«Riuscire a fare una cosa così bella come il musicaRivafestival, in un momento così difficile è un privilegio.»
 
Lo è, ha proseguito il musicattore, in un momento in cui non trionfano i diavoli, ma i soldati.
«Questo soldato, il soldato dell’Histoire, infatti, non è né malvagio né buono, non eredita né armonia né dissonanza, né inferno né paradiso, ma solo il ritmo alienante delle percussioni sulle quali si conclude la marcia trionfale del Diavolo.
«Del resto – ha spiegato Maio – lo ha detto anche Dante, riferendosi a quel luogo che è ben peggiore dell’inferno, l’Antinferno.
«È il luogo dei vigliacchi, il luogo di coloro che non hanno scelto né Dio né Satana.
«Viltà eletta a norma di vita, ignavia, una sorta virus
 
«Ma voi siete qui – ha assicurato Maio – voi avete scelto il bello dell’arte, la bellezza di Stravinsky, in un’era in cui dell’Estetica si vuole fare a meno, a tutti costi.
«Con la vostra scelta, emozionandovi innanzi alle raffigurazioni artistiche del divino e del diabolico, voi avete creato la pace tra la luce e le tenebre quindi fatevi un applauso, ve lo meritate.»
 
Ultimo regalo al pubblico, la canzone della pulce di Beethoven, canzone cantata da Mefistofele nel Faust di Goethe. Maio ha preso l’originale di Beethoven per canto e pianoforte e l’ha arrangiato per il settimino in omaggio a Stravinsky ed a Marie Stravinsky, presidente della Fondazione Igor Stravinsky di cui Maio è rappresentante in Italia.
Tre strofe ed un motto: «Noi spezziamo e soffochiamo chi tenta di punzecchiarci».

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