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Inaugurata ieri al MAG la mostra «Il sacro e il quotidiano»

Presente il soprintendente provinciale Franco Marzatico: «Gli antichi ci riguardano infatti perché sollevano i nostri stessi dubbi»

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A 50 anni dalla scoperta dell'area archeologica di San Martino ai Campi, è stata inaugurata ieri al MAG Museo Alto Garda di Riva del Garda la mostra Il Sacro e il Quotidiano.
Il villaggio tardoantico a San Martino ai Campi, curata dalla Soprintendenza per i beni culturali – Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento.
Erano presenti il soprintendente ai Beni culturali della Provincia autonoma di Trento Franco Marzatico, le curatrici Cristina Dal Rì, Achillina Granata, Nicoletta Pisu e lo staff del MAG che con questo nuovo progetto espositivo rafforza il suo ruolo di museo del territorio attraverso la virtuosa collaborazione con la Soprintendenza provinciale.
Seguiranno nel mese di ottobre un ciclo di visite guidate e un seminario di approfondimento valido anche ai fini dell’aggiornamento docenti.
 

 
In posizione strategica lungo quelle che in antichità erano importanti vie di comunicazione, frequentato fin dalla protostoria, il sito di San Martino ai Campi è caratterizzato da significative strutture di età romana e medievale.
Nel periodo di passaggio fra queste due epoche, nel IV secolo d.C., sul versante meridionale del Monte viene costruito un villaggio, probabilmente con finalità militari.
Circa duecento anni dopo un incendio distrugge la gran parte dell’abitato, che però continua a vivere, anche attraverso la devozione cristiana.
 

 
Nel corso dell'inaugurazione Franco Marzatico, a capo della Soprintendenza dei Beni culturali della Provincia di Trento, ha plaudito al il progetto curato da Dal Rì, Granata e Pisu, sottolineando «il risultato di grande effetto dal punto di vista espositivo» e allo stesso tempo «il valore della conoscenza nei termini di eredità-patrimonio culturale della collettività», citando la Convenzione di Faro sul valore dell’eredità culturale per la società.
Questa mostra, secondo il soprintendente, «conduce al piacere della conoscenza delle radici, in una prospettiva di conoscenza che ci permette di guardare al futuro. Gli antichi ci riguardano infatti perché sollevano i nostri stessi dubbi».
 

 
All’inaugurazione è intervenuto anche il nuovo responsabile del Museo Alto Garda, Matteo Rapanà, il quale alla sua prima inaugurazione di una mostra al MAG ha riconosciuto al progetto «il merito di saper raccontare un momento storico attraverso diversi linguaggi, dall’esposizione di reperti alla ricostruzione fotografica, dal video al disegno delle luci».
La curatrice della mostra Nicoletta Pisu, funzionaria dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, si è addentrata nel merito dei contenuti della mostra.
 

 
«Abbiamo voluto far conoscere un contesto meno noto del sito scoperto cinquant’anni fa e studiato nel corso degli anni, ovvero quello del villaggio che vive, il suo quotidiano, come evoca appunto il titolo della mostra, in un arco di tempo che si colloca tra il IV e il VI secolo d.C.
«Ciò che è emerso nelle ricerche, e da qui il titolo Il Sacro e il Quotidiano, è quanto il sacro permeasse in maniera forte e trasversale, in ogni epoca, la vita di tutti i giorni del villaggio, e come questi due concetti messi in luce in mostra si intrecciassero continuamente.»

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