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L’Alto Adige verso la riduzione dei tempi d’attesa nella sanità

La Provincia di Bolzano ha approvato una serie di misure per ridurre i tempi d’attesa per prestazioni specialistiche – Da parte trentina silenzio su tutta la linea

Per ridurre i tempi d’attesa per l’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali nella sanità altoatesina la Giunta provinciale ha approvato oggi, per iniziativa dell’assessore provinciale alla salute, Thomas Widmann, alcune misure.
Tra queste l’adeguamento del tariffario provinciale della specialistica ambulatoriale e misure finalizzate a rendere più agevole l’acquisto di ulteriori prestazioni specialistiche nell’ambito dell’Azienda sanitaria e presso strutture esterne.
 
Nel corso della conferenza stampa odierna l’assessore Widmann ha dichiarato che «siamo consapevoli del fatto che i tempi d’attesa per diverse prestazioni specialistiche in Alto Adige sono tuttora inaccettabili.
«Ad esempio, i tempi d’attesa per una mammografia si aggirano intorno ai 200 giorni.»
Secondo quanto dichiarato oggi dall’assessore Widmann questo stato di cose dipende, in gran parte, dal fatto che la Provincia e l’Azienda sanitaria attualmente, per molte prestazioni, non possono pagare tariffe adeguate al mercato, né a collaboratori interni dell’Azienda sanitaria né a partner esterni, come le cliniche private accreditate.
Per questa ragione la Giunta provinciale ha deciso oggi di attualizzare, in parte, il tariffario delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, inserendovi nuove prestazioni ed adeguando le tariffe di alcune prestazioni.
 
Il cambiamento tariffario si ripercuote naturalmente anche sui costi per i cittadini e per questa ragione la delibera approvata oggi dalla Giunta provinciale cambia anche le linee guida per l’esenzione dalla compartecipazione ai costi da parte della popolazione, la cosiddetta esenzione dal ticket.
«Questa misura ha lo scopo di attenuare le conseguenze della pandemia da Covid-19, – dichiara Widmann.
Per questa ragione la Giunta ha intenzione di aggiungere alle categorie sinora esenti ulteriori gruppi come i minori, le persone anziane o coloro che si trovano in cassa integrazione e di esentarli, completamente o in parte, dal pagamento del ticket.
 
La delibera odierna rappresenta la base per effettuare i calcoli dettagliati per l’attuazione concreta di diverse misure.
Nelle prossime settimane l’assessore alla salute intende infatti presentare all’esame della Giunta un'ulteriore delibera «non appena anche questa sarà approvata potremo dare avvio all’intero pacchetto di misure che sarà presentato dettagliatamente nell’ambito di un’apposita conferenza stampa».
 
L’Alto Adige sta dunque facendo un grande passo avanti verso la riduzione dei tempi d’attesa nella sanità.
Continua invece il silenzio da parte della sanità trentina.
Abbiamo protestato più volte la vergogna che una prestazione a pagamento possa avvenire subito, mentre una con l’impegnativa provinciale può richiedere mesi e mesi di attesa.
Un commento che è arrivato oggi in redazione recita così.
«Ho chiamato il CUP e la prima data disponibile che mi danno è il 4 marzo 20021! Non è cambiato nulla e, a quanto pare, la questione COVID è solo una scusa, ahimè!»

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