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Adeguamento antisismico degli ospedali trentini

Anche la Provincia di Trento accede ai fondi europei per finanziare la sicurezza degli edifici sanitari:oltre 16,8 milioni dal Pnrr e dal Fondo complementare

Approvato il fabbisogno degli interventi di adeguamento alla normativa antisismica delle strutture sanitarie della Provincia autonoma di Trento, sulla base dell’analisi tecnica condotta dal Dipartimento Infrastrutture dell’Azienda sanitaria.
Il Ministero della Salute ha comunicato l’assegnazione a favore della Provincia di oltre 16,8 milioni di euro da destinare allo scopo ed ha chiesto di approvare con un provvedimento l’elenco degli interventi pianificabili con tali risorse.
Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), infatti, trova evidenza l’azione «Verso un ospedale sicuro e sostenibile», – che delinea un percorso di miglioramento strutturale per la sicurezza degli edifici ospedalieri.
 
Il Piano nazionale per gli investimenti complementari del Pnrr (Fondo complementare), che ha integrato con risorse nazionali gli interventi del Pnrr, ha messo a disposizione circa 1 milione e mezzo di euro sulle annualità dal 2021 al 2026.
È emersa quindi la necessità di dare corso velocemente alle procedure e iniziare l’avvio delle attività di progettazione, dato che vi è l’obbligo tassativo di concludere gli interventi entro fine giugno 2026.
 
Con il provvedimento approvato oggi dalla Giunta provinciale pertanto, si dà mandato ad Apss di attivare velocemente le procedure necessarie.
Sulla base della valutazione combinata delle zone di rischio del Trentino e dell’indice di vulnerabilità delle strutture sono stati individuati presìdi con età avanzata, per i quali materiali e tecniche di costruzione dell'epoca incidono sull'indice di vulnerabilità, collocati in area sismica 3.
Si tratta dell'ospedale di Rovereto - la cui costruzione risale al 1890 e per alcuni edifici, anche se più recenti, al 1963 e al 1968 - e dell'ospedale di Borgo Valsugana, per la parte di edifici che risale al 1905 e al 1913.
Va specificato che tutto il Trentino è mappato dal punto di vista sismico in due zone, quella in cui vi è meno probabilità di forti terremoti (zona 3) e quella con probabilità molto bassa che capiti un terremoto (zona 4).

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