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Protesi del ginocchio con la realtà aumentata

Alla Solatrix di Rovereto l’intervento innovativo dell’equipe diretta da Malavolta

La chirurgia ortopedica guarda al futuro. Un futuro che alla Solatrix di Rovereto è già al presente con il sistema NextAR, una tecnica rivoluzionaria basata sull’utilizzo della realtà aumentata per effettuare interventi di artroplastica del ginocchio. L'ha praticata per la prima volta nella struttura trentina è stato il dottor Michele Malavolta, responsabile del dipartimento chirurgia del ginocchio, coadiuvato dal suo vice Silvio Mezzari.

Il chirurgo, già primario del dipartimento di ortopedia dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, ha effettuato l’intervento su un paziente avvalendosi di un visore «smart glass» contenente informazioni puntuali e in tempo reale sull’operazione da eseguire, già pianificate nella fase preoperatoria, e grazie alla realtà aumentata ha potuto personalizzare al millimetro l’inserimento della protesi, secondo l’anatomia della persona.
 
Il sistema NextAR prevede che prima dell'intervento il paziente esegua una Tac grazie alla quale viene ricostruito non solo il ginocchio ma l’intero arto in 3D. Questo permette agli specialisti di pianificare l’intervento precisamente dal punto di vista osseo.
In sala operatoria, grazie a mascherine create con una stampante tridimensionale, vengono posizionati i sensori bluetooth sul ginocchio. Successivamente vengono posizionate le maschere di taglio osseo grazie ai sensori. Prima di eseguire i tagli, questa la grande innovazione, il chirurgo è in grado, estendendo e flettendo completamente il ginocchio, di capire quali saranno le tensioni legamentose dopo i tagli ossei, per un armonioso bilanciamento.


 
Una nuova tecnica in piena sintonia con la filosofia già espressa dal dottor Malavolta: «Dal 2016 ho abbracciato il cosiddetto ‘allineamento cinematico’ inventato nel 2008 dal professore californiano Howell, mio personale amico e mentore – dichiara –. Si tratta di posizionare la protesi esattamente come era il ginocchio prima della degenerazione artrosica, ricostruendo l’asse nativo del paziente senza alcuna necessità di ledere le uniche strutture sane del ginocchio, ovvero i legamenti».
 
Malavolta, primo chirurgo in Italia e secondo in Europa a eseguire l’allineamento cinematico, grazie al know how acquisito, è stato fra i principali artefici del posizionamento della Solatrix e dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, dove opera l’equipe di chirurgia del ginocchio diretta dal dottor Alberto Residori, allievo di Malavolta, come punti di riferimento nazionali per l’esecuzione di questa tecnica innovativa, oggi ancora più accurata sia in Solatrix che all’Ospedale Pederzoli grazie alla realtà aumentata NextAR.
In questo quadro di contesto, la tecnica NextAR, secondo Malavolta, è infatti destinata a superare la tecnica del robot che comporta l’inserimento della protesi con l’allineamento meccanico, una metodica che spesso non rispetta l’anatomia del paziente con un epilogo post-operatorio insoddisfacente nel 25% dei casi.
 
«I recenti articoli scientifici dimostrano ciò che sappiamo da tempo, ovvero che non vi è nessun vantaggio nell’utilizzo del robot ma alti costi, tempi chirurgici allungati, radiazioni da Tac non giustificabili visti i risultati che si potrebbero ottenere senza robot – sottolinea Malavolta –. Il sistema NextAR è invece semplice, veloce e poco costoso, quindi accessibile a tutti, sia nella acquisizione delle immagini Tac, sia nella pianificazione che nell’esecuzione».

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Seppi Gianni 07/02/2024
Molto interessante
Tengo in considerazione la nuova tecnica in vista di un possibile imtervento
Thumbs Up Thumbs Down
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