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Rinnovato il protocollo d’intesa tra Comune e Università

Il sindaco: «Trento senza l'ateneo sarebbe molto più povera» – Il rettore: «Così abbiamo gli strumenti per realizzare progetti comuni»

Il sindaco Franco Ianeselli e il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini hanno firmato questa mattina nella sala di rappresentanza di palazzo Geremia il nuovo testo del Protocollo d’intesa per la continuazione del progetto UniCittà, che mira a promuovere buone pratiche di integrazione e collaborazione tra la Città e l’Università e a stimolare progettualità condivise.
«Questo protocollo è una delle prime iniziative del mio mandato, – ha dichiarato il rettore Collini prima della firma. – È un protocollo che ci ha dato cornice e strumenti per realizzare progetti comuni.
«Del resto l'università è un pezzo di città e gli studenti sono cittadini, anche se si fermano a Trento per pochi anni.»
 
Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco Ianeselli, che ha precisato come il rapporto con la comunità universitaria vada ben al di là della questione movida.
«Trento oggi è la sua università. Di certo senza università sarebbe molto più povera perché l'ateneo è una comunità di energie e di competenze in divenire.
«Se pensiamo a quanto è stato difficile il rapporto tra università e città all'inizio, ci rendiamo conto come anche oggi le scelte difficili e lungimiranti non vadano valutate solo sulla base della popolarità nell'immediato.»
Il sindaco e il rettore hanno ringraziato la dirigente Chiara Morandini e il professor Marco Tubino, che hanno seguito il rinnovo dell'accordo.
 
Le attività promosse sulla base del precedente protocollo, sottoscritto l’8 maggio 2016 e oggi rinnovato per un altro quinquennio, hanno visto anche il coinvolgimento attivo dell’Opera Universitaria e degli studenti universitari.
L’intento è ora quello di proseguire nella collaborazione ponendo in essere azioni comuni mirate al rafforzamento della relazione di reciprocità fra la città e l’Ateneo e dell’integrazione tra la comunità nativa e universitaria, in vista del miglioramento della qualità della vita di tutta la cittadinanza.
 
La collaborazione è in particolare finalizzata a favorire:
• la partecipazione della cittadinanza, sia a livello di gestione della cosa pubblica che di processi decisionali
• la produzione di innovazione sociale, anche attraverso la sperimentazione e l'impiego delle nuove tecnologie
• l’inclusione sociale, il benessere e la sicurezza
• la sostenibilità ambientale
• la valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale
• lo sviluppo economico sostenibile
• l’investimento nel capitale umano e sociale.

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